Chi, dove e come seguire i campioni allo US Open

Ci aspetta uno US Open davvero emozionante. Phil Mickelson tornerà a competere nel Major americano dopo l’assenza dello scorso anno a causa della cerimonia del diploma della figlia. Tornerà a Shinnecock Hills, lì dove nel 2004 si fece sfuggire l’occasione di conquistare il primo e unico US Open in carriera. Ci riproverà in questo 2018 e se riuscisse nell’impresa, completerebbe il Grand Slam.

Ci sarà anche Dustin Johnson, nuovamente numero uno al mondo e reduce della vittoria al Fedex St. Jude Classic. Insieme a lui Rory McIlroy, Rickie Fowler, Jordan Spieth, Francesco Molinari e ovviamente Tiger Woods.

Tutti cercheranno di battere il mostruoso Shinnecock Hills, che si presenterà ai giocatori in una veste completamente nuova rispetto al 2004. Molto più lungo, per l’esattezza 6800 metri, e anche con fairway più ampi di 14 anni fa.

Andiamo a scoprire insieme i tee time da non perdere per niente al mondo.

Rory McIlroy, Jordan Spieth, Phil Mickelson

Due campioni che han vinto lo US Open e uno, Lefty, che non ha mai conquistato il Major americano ma che si trova comunque nella World Golf Hall of Fame. Mickelson è reduce da un giro in 65 colpi nella giornata di domenica che l’ha fatto chiudere 12esimo al FedEx St. Jude Classic. Ha inoltre chiuso 13esimo al Memorial Tournament e ha ottenuto la sua prima vittoria dopo cinque anni al WGC-Mexico. Lo US Open è il suo peggior incubo, visto che ha ottenuto ben sei secondi posti in carriera, uno dei quali proprio qui a Shinnecock. Spieth, dal canto suo, sta passando una stagione un po’ altalenante e al Memorial non ha nemmeno superato il taglio. McIlroy, invece, ha conquistato l’Arnold Palmer Invitational e ha ottenuto due top 10 nelle sue ultime apparizioni sul Tour.

Il trio giocherà giovedì dalla buca 10 alle 8.02 (14.02 italiane) e venerdì dalla buca 1 alle 13.47 (19.47 italiane).

Justin Thomas, Dustin Johnson, Tiger Woods

Dustin Johnson e Justin Thomas erano ancora dei bambini quando lo US Open fece visita per la quarta volta nella sua storia a Shinnecock Hills. Tiger, invece, non ha mai avuto un grande rapporto con il percorso di New York. Nella sua prima apparizione nel 1995 si ritirò a causa di un infortunio e nel 2004 chiuse 17esimo. Poco importa perché la Tigre nell’ultimo periodo è davvero in forma. Ha chiuso 23esimo al Memoria, a causa del putter, e 11esimo al The Players. Poco male per un campione che era definito da molti ‘finito’. Johnson è il giocatore del momento. Ha riconquistato il trono dell’Official World Ranking e domenica è stata la sua seconda vittoria in stagione. Ma anche Justin Thomas non scherza e sebbene non sia più primo nel ranking, continua a difendere a spada tratta il primo posto nel ranking FedEx.

Partiranno giovedì dalla 1 alle 13.47 (19.47 italiane) e venerdì dalla 10 alle 8.02 (14.02 italiane).

Henrik Stenson, Adam Scott, Martin Kaymer

Tutti e tre questi campioni insieme concludono il Career Grand Slam, con Kaymer a fare la maggior parte del lavoro grazie alle vittorie del PGA Championship e dello US Open. Sia il professionista tedesco che Scott, non sono stati brillanti nell’ultimo periodo, tanto che il campione australiano ha dovuto superare le selezioni di qualifica per essere presente a Shinnecock Hills. Stenson invece è più in forma e ha giocato bene anche nel recente FedEx St. Jude Classic, nonostante il 71 finale l’abbia fatto scivolare in 26esima posizione.

Giocheranno domani alle 13.47 dalla 10 (19.47 italiane) e venerdì alle 8.02 dalla 1 (14.02 italiane).

Zach Johnson, Carl Schwarzer, Patrick Reed

The Green Jacket in un solo team. Johnson cercherà di dare un po’ di brio alla sua stagione con un buon piazzamento allo US Open. Il campione americano ha infatti chiuso 40esimo al Memoria e ha mancato il taglio al Fort Worth Invitational. Inoltre, chiuse 48esimo nel 2004, quando il Major era appunto qui a Shinnecock Hills. Schwartzel invece, ha chiuso secondo al The Players ma arriva da un weekend con sore in 78 e 75 al FedEx St. Jude Classic. Reed, invece, ha vinto il Masters due mesi fa e spera di tornare in alto in classifica dopo il 29esimo posto al Memorial.

Giocheranno domani alle 7.51 dalla 10 (13.51 italiane) e venerdì alle 13.36 dalla 1 (19.36 italiane).

Hideki Matsuyama, Marc Leishman, Rickie Fowler

Tre grandi giocatori ma nessuno di loro ha mai vinto un Major. Per il momento. Matsuyama, che ha saltato l’inizio di stagione a causa di un infortunio al polso, ha chiuso 13esimo al Memorial e se vincesse, sarebbe il primo giapponese a conquistare un Major. Leishman ha chiuso secondo all’AT&T Byron Nelson mentre Fowler è l’uomo dei Major. Sempre decisivo ma anche sempre alla rincorsa dei vincitori. Ha chiuso secondo in solitaria al Masters e ora, come da lui affermato, è pronto per diventare campione anche in un Major.

Giocheranno giovedì alle 8.13 dalla 10 (14.13 italiane) e venerdì alle 13.58 dalla 1 (19.58 italiane).

Sergio Garcia, Jon Rahm, Rafa Cabrera Bello

Un team tutto spagnolo che include anche uno dei giocatori più pericolosi del field: Jon Rahm. Il giovane campione ha chiuso quinto nel recente Fort Worth Invitational e quarto al Masters di Augusta. Cabrera Bello, invece, ha ottenuto questa stagione top-5 in due World Golf Championship, al WGC-Mexico Championship e al WGC-HSBC Champions. Garcia ha sofferto un può negli ultimi tornei. Nel 2004, qui a Shinnecock Hills, chiuse 20esimo nonostante un giro finale in 80 colpi.

Giocheranno giovedì alle 13.14 dalla 1 (19.14 italiane) e venerdì alle 7.29 dalla 10 (13.29 italiane).

Tommy Fleetwood, Francesco Molinari e Alex Noren

Preparate bandiere, trombette e fiato perché tutto il tifo in questi quattro giorni deve essere rivolto a Francesco Molinari. Il nostro italiano non solo ha chiuso secondo all’Open d’Italia due settimane fa e ha conquistato il BMW PGA Championship di Wentworth, battendo McIlroy. Ma è anche leader della Race to Dubai. Visto l’ottimo stato di forma del campione italiano, ci aspettiamo grandi risultati anche a Shinnecock Hills. Molinari sarà in compagnia di altre due stelle del golf europeo. Fleetwood ha vinto lo scorso anno la Race to Dubai e ha chiuso in questa stagione con tre top 10 nel PGA Tour, senza dimenticare il quarto posto dello scorso anno allo US Open di Erin Hills. Noren, invece, è quinto nella Race to Dubai e in questa stagione ha chiuso con due terzi posti, rispettivamente al BMW PGA Championship e al WGC-Dell Technologies Match Play.

Giocheranno domani dalla 1 alle 13.25 (19.25 italiane) e venerdì alle 7.40 dalla 10 (13.40 italiane).

Non perdetevi l’azione dello US Open da domani a domenica su Sky Sport 2 (canale 202) a partire dalle 17.30.

Johnson, primato minacciato: occhio a quei quattro

Questa settimana al The Players Championship, Dustin Johnson potrebbe perdere il primato nel Ranking Mondiale.

Solo quattro giocatori hanno trascorso più settimane del campione americano in vetta alla classifica, da quando fu introdotta nel 1986. E ancora meno, hanno speso 64 settimane al primo posto. Lo stesso numero che DJ potrebbe raggiungere se superasse l’ostacolo The Players Championship.

Un ostacolo molto difficile, soprattutto visto lo stato di forma latente del campione.

Dopo aver vinto a inizio stagione e aver ottenuto qualche secondo posto, la parabola di Johnson è stata totalmente discendente. Ora dovrà vedersela con quattro campioni in agguato per rubargli il primato. Stiamo parlando rispettivamente del numero 2 Justin Thomas, del numero 3 Jon Rahm, del numero 4 Jordan Spieth e del numero 5 Justin Rose.

Secondo l’esperto del ranking Nosferatu, Rahm e Spieth diventerebbero primi se vincessero o se ottenessero un secondo posto in solitario. Thomas potrebbe avere una chance anche se mancasse il taglio mentre Rose dovrebbe vincere e basta. Johnson, dal canto suo, deve chiudere almeno undicesimo. Un risultato non impossibile, ma difficile se la forma è quella delle ultime settimane.

La scorsa settimana al Wells Fargo, a Thomas sarebbe bastato un dodicesimo posto per spodestare Johnson. Il giovane americano ha poi chiuso 21esimo, rimandando la pratica a questa settimana. Dopo Johnson, anche Spieth ha trascorso diverso tempo in testa al ranking con 26 settimane.

Certo è, che nella storia del golf tre giocatori hanno fatto meglio di DJ e stiamo parlando niente meno che di Tiger Woods, Greg Norman e Nick Faldo.

La Tigre è detentrice del record assoluto con 281 settimane dal 12 giugno 2005 al 30 ottobre 2010. Non finisce qui, perché rimase in testa in un secondo momento per altre 264 settimane, ottenendo così il primato per 683 settimane in totale.

Ma Tiger si sa, è Tiger...

Tiger sempre più vicino alla qualifica per la Ryder Cup

Tiger Woods continua a fare grandi passi in avanti nell’Official World Golf Ranking, ma soprattutto nel Ranking di qualifica per la Ryder Cup 2018.

Domenica al Masters avrebbe potuto chiudere ancor meglio di come poi ha finito, a causa di tre putt alla 18 che dallo score totale in par l’hanno fatto scivolare a +1 per il torneo. Poco male comunque, perché la Tigre dopo tre anni di assenza dal Masters, ha comunque ottenuto un risultato positivo ad Augusta, raggiungendo il 32esimo posto in classifica.
Con questo risultato, Tiger ha ottenuto 26 punti della FedEx Cup, salendo al 39esimo posto rispetto al 40esimo della scorsa settimana. Non finisce però qui, perché il campione americano è ora 88esimo nel Ranking Mondiale avendo guadagnato ben 15 posizioni.

Le buone notizie continuano se guardiamo al ranking della prossima Ryder Cup. La classifica è condotta al momento dal vincitore del Masters Patrick Reed, che dopo aver vinto la Giacca Verde, dopo aver guadagnato ben 2 milioni dollari e una qualifica a vita per il Major più amato, ha già in mano il biglietto per settembre direzione Golf National di Parigi.

Reed è salito dalla nona posizione alla prima, in virtù dei 6.321,901 punti guadagnati al Masters. Già, perché i professionisti americani ottengono 1 punto per ogni 1.000 dollari guadagnati nei normali tornei del PGA Tour. Se si tratta invece dei Major, i punti sono raddoppiati.

I primi otto giocatori attualmente qualificati nella squadra americana, faranno certamente preoccupare il capitano Thomas Bjorn e gli avversari europei, basti pensare che sette di questi sono tutti vincitori di almeno un Major.
In ordine troviamo: Patrick Reed, Justin Thomas, Dustin Johnson, Jordan Spieth, Bubba Watson, Rickie Fowler, Brooks Koepka e Phil Mickelson.

E Tiger?

Il campione è attualmente in 28esima posizione, ma una vittoria lo avvicinerebbe alla top 10. Gli attuali giocatori che troviamo dalla nona alla dodicesima posizione, sono Matt Kuchar, Brian Harman, Kevin Kisner e Gary Woodland.

Ciò che conta però, è che il capitano non sia obbligato a seguire la classifica per scegliere le sue pick. Quindi, se Tiger continuasse su questa scia di risultati, potrebbe essere scelto e diventare così un Vice Capitano giocatore.

Del resto, da qui ad agosto tutto può succedere...

The Masters: I 7 gruppi da non perdere

La settimana del Masters è la più magica dell’anno.

Ci sono tante cose da amare di questo torneo. Il percorso, la Giacca Verde, le tradizioni e le storie legate ad Augusta. Ma quest’anno apprezzeremo ancor di più il field stellare presente.

Tanti gruppi, alcuni più intriganti di altri, in un’edizione che secondo molti sarà il Masters migliore della storia.

Uno spettacolo da non perdere, che sarà offerto in diretta su Sky Sport 2 a partire da questa sera alle 21.00, ma ci saranno anche diversi speciali. Andiamo quindi a scoprire insieme i sette Tee Times più imperdibili di giovedì e venerdì.

  1. Jordan Spieth, Alex Noren, Louis Oosthuizen (19.49 giovedì e 16.53 venerdì)

Jordan Spieth ha una lunga storia legata ad Augusta, sebbene vi abbia giocato solo quattro volte. Vincitore nel 2015, ha sfiorato la doppietta nel 2016 e ora, dopo un’inizio di stagione difficile, sembra sia tornato in forma. L’Europeo Alex Noren deve ancora essere decisivo in suolo americano, sebbene sia 15esimo al mondo e sullo European Tour abbia collezionato 9 vittorie. Louis Oosthuizen è un habitué dei Major, risultando sempre molto decisivo

  1. Sergio Garcia, Justin Thomas, Doc Redman (16.53 giovedì e 19.38 venerdì)

Il campione del Masters del 2017 torna ad Augusta con l’obiettivo di difendere il titolo a tutti i costi. Inizierà a farlo, giocando con uno dei più favorito alla vittoria: Justin Thomas. Il campione americano ha ottenuto ben quattro vittorie dal Masters dello scorso anno, compreso il Tour Championship. Insieme a questa coppia formidabile, ci sarà il vincitore dello U.S. Amateur Championship Doc Redman.

  1. Dustin Johnson, Justin Rose, Rafael Cabrera Bello (20.00 giovedì e 17.04 venerdì)

I due più favoriti alla vittoria, si ritrovano insieme per due giorni nello stesso team: Dustin Johnson e Justin Rose. Il numero uno al mondo torna ad Augusta dopo l’assenza dello scorso anno, quando si ritirò per esser caduto dalle scale proprio il giorno prima del Masters. Rose, invece, è uno dei professionisti ad aver giocato meglio negli ultimi mesi. Nelle sue ultime tre apparizioni ad Augusta, ha chiuso rispettivamente secondo, decimo e secondo.

  1. Bubba Watson, Henrik Stenson, Jason Day (17.04 giovedì e 19.49 venerdì)

Un gruppo di grandi veterani. Bubba è in grande forma e, alla ricerca della terza Giacca, potrebbe essere uno dei giocatori più interessanti del torneo. Stenson è sempre amante dei Major, avendo chiuso sesto negli ultimi due anni del Masters. Jason Day, invece, dopo aver vinto il Farmers Insurance Open si presenterà in campo con uno nuovo caddie e nuovi ferri... alla ricerca della sua forma.

  1. Tiger Woods, Marc Leishman, Tommy Fleetwood (16.42 giovedì e 19.27 venerdì)

Non servono motivi per seguire questo gruppo, che sarà probabilmente quello con gli occhi più puntati addosso. Il ritorno di Tiger parla da solo, soprattutto grazie agli ottimi risultati registrati. Il campione americano ha affermato di essere ad Augusta per vincere, un motivo in più per non farselo scappare.

  1. Rory McIlroy, Adam Scott, Jon Rahm (19.38 giovedì e 16.42 venerdì)

A Rory McIlroy manca solo la vittoria al Masters per completare il suo Career Grand Slam. Il campione irlandese è tornato alla vittoria sul PGA Tour all’Arnold Palmer Invitational dopo due anni di digiuno. Ma sopratutto, ha trascorso l’ultimo mese ad allenarsi proprio per Augusta. Adam Scott è già detentore di una Giacca Verde e il Masters gli è sempre piaciuto. Il giovane Jon Rahm nella sua carriera è destinato a vincere uno o più Major, così come a diventare numero uno al mondo. Inoltre, insieme a McIlroy, proverà a far parte del team Europe alla Ryder Cup di Parigi.

  1. Phil Mickelson, Rickie Fowler, Matt Kuchar (19.27 giovedì e 16.31 venerdì)

Un team di tre americani e di due veterani del golf. Lefty è tornato alla vittoria proprio quest’anno dopo cinque stagione ed è intenzionato a scrivere la storia in questo Masters 2018. Fowler è ancora a digiuno da vittorie nei Major, ma negli ultimi anni è sempre stato decisivo. E Kuchar, è capace di sorprenderti e crearsi spazio in alto alla classifica anche nell’ultimo giro.

Non dimentichiamoci inoltre il nostro Francesco Molinari, scenderà in campo con il tailandese Kiradech Aphibarnrat e l'americano Pat Perez. (15.47 giovedì e 18.43 venerdì)

Una tradizione chiamata Champions Dinner

Il Masters è uno dei Tornei più spettacolari dell’anno.

È spettacolare non solo per il field, il grandioso percorso di Augusta, l’ambita giacca verde…è spettacolare per tutta la magia che accompagna l’attesa di questo evento. Ma soprattutto per la tradizione che lo ha reso uno dei più grandi tornei se non “IL” torneo, che tutti noi amiamo.

Una delle tradizioni per eccellenza che precede il Masters è la Champions Dinner, la cena dei campioni. La caratteristica di questa cena sta nel fatto che il menù venga deciso dal Masters’ Champion dell’anno precedente. Quest’anno quindi l’onore ma anche l’onere, sarà di Sergio Garcia.

33 è il numero dei vincitori della giacca verde che questa sera parteciperanno alla cena con l’ospite più anziano che sembra essere il 95enne Doug Ford, vincitore del Masters del 1957.

La cena dei campioni, così battezzata da Ben Hogan, nacque nel 1952 quando lo stesso campione americano, invitò i campioni del passato per un convivio tra amici.

Quando si accorse che ben 9 su 11 campioni sopravvissuti, erano presenti, lanciò l’idea di un “Masters Club” dedicato ai vincitori della Giacca Verde del passato, del presente e del futuro. Da qui, il gruppo di campioni organizzò una cena in cui condividere storie e risate.

Nel corso degli anni il menù della Champions Dinner è variato dal cheeseburger al sushi, dalla cotoletta di Bernard Langer (1986) all’haggis di Sandy Lyle (1989).

Uno dei menù più apprezzati fu quello del 1998 dove l’allora ventiduenne Tiger Woods, scelse cheeseburger, sandwich al pollo, patatine fritte e frappè.

Non ci resta che aspettare la scelta di Sergio Garcia, avrà optato per una Paella o, data la sua frequentazione svizzera, per una Raclette?

Tiger con Spieth e Stenson: chi, quando e dove seguire il Valspar Championship

Tiger Woods debutta domani al Valspar Championship e lo farà in compagnia di altri due grandi campioni del Tour.

La Tigre torna a giocare sul percorso di Innisbrook per la prima volta dal 1996, trascorrendo la prima di due settimane consecutive in Florida.

Giovedì e venerdì lo vedremo in compagnia di Henrik Stenson e Jordan Spieth, partendo domani alle 18:46 e venerdì alle 13:56 (entrambe ore italiane).

Sarà probabilmente il team più seguito dei primi due giorni di gara, con Tiger che cercherà di continuare sulla scia dell’ultima performance all’Honda Classic.

Poi abbiamo Spieth, che ha vinto questo torneo nel 2015 al playoff contro Patrick Reed e il grande Stenson, che qui non ha mai chiuso peggio dell’undicesimo posto.

Oltre a questo trio delle meraviglie, ci saranno tanti altri campioni da seguire.

Andando con ordine, domani alle 13.45 e venerdì alle 18.35 (ore italiane) sarà il turno di Rory McIlroyJustin Rose e Gary Woodland. Sarà un debutto anche per il nord irlandese, al suo primo Valspar Championship, accompagnato da due veterani del torneo. Rose vi ha giocato sei volte, chiudendo nelle ultime quattro tra i primi quindici. Woodland, invece, vinse nel 2011.

Alle 13:56 di giovedì e alle 18:46 di venerdì scenderanno in campo Sergio GarciaAdam Scott e Matt Kuchar.

Garcia torna a Innisbrook dopo cinque lunghi anni dall’ultima volta e spera di ottenere un grande risultato sull’onda del settimo posto al WGC- Mexico della scorsa settimana. Scott cercherà di risollevare il suo golf ma anche la sua posizione nel Ranking Ufficiale. Mentre Kuchar, beh nelle ultime sei apparizioni qui ha sempre chiuso sopra al quindicesimo posto.

Non resta che sintonizzare la televisione alle 21:00 su Sky Sport Plus (canale 205) e non perdersi nessun colpo!

Altre due settimane all’insegna di Tiger

Ci aspettano due settimane di grande golf sul PGA Tour, che saranno accompagnate da un solo nome: Tiger Woods.

Il campione americano ha annunciato ieri la sua presenza in campo al Valspar Championship e all’Arnold Palmer Invitational di Bay Hill dal 12 al 18 marzo.

Una notizia che ha un importante significato: Tiger sta bene.

La Tigre vuole giocare il più possibile prima del Masters di Augusta di inizio aprile, per potervi così competere al meglio.

Per la prima volta in carriera  giocherà il Valspar Championship, nonostante abbia già avuto modo di testare le insidie dell’Innisbrook Copperhead Course nel 1996.

In quell’anno, partecipò al JCPenney Classic, un evento che coinvolgeva sia professionisti del PGA Tour che dell’LPGA Tour.

Per quanto riguarda Bay Hill, invece, si tratta di un percorso e di un torneo che Tiger conosce bene. Ha vinto lì ben otto volte, l’ultima nel 2013 quando divenne numero uno al mondo.

Dopo le due settimane consecutive che l’hanno visto impegnato al Genesis Open e all’Honda Classic, Tiger ci riprova mandando la folla in delirio. Perché si sa, quando la Tigre scende in campo, i tornei hanno tutto un altro appeal. Lo dimostrano anche le ultime notizie arrivate direttamente da Tampa, casa del Valspar.

La direttrice del torneo, Tracy West, ha dichiarato di aver aumentato i servizi perché si aspettano l’arrivo di 10.000 persone.

Ci saranno altri 6000 posteggi disponibili, più bus, più cibo e bevande così come più volontari. Non finisce però qui. Poco prima che Tiger confermasse la sua partecipazione, un altro campione ha deciso di non mancare all’appuntamento: Jordan Spieth.

Ma sono solo due dei tanti nomi caldi presenti nel field della prossima settimana. Ci sarà Rory McIlroy al suo debutto nel torneo, così come Justin Rose, Henrik Stenson, Sergio Garcia e Adam Scott.

Grandi campioni che, dopo anni in cui il torneo ha cercato di attirare a sé top player e sponsor, riscrivono le sorti del Valspar Championship.

Tiger Vice Capitano giocatore? Per noi, può farcela!

Tiger Woods è stato nominato martedì da Jim Furyk, vice capitano per la Ryder Cup di Parigi.

Ma tutti sappiamo che l’obiettivo del campione americano è quello di essere presente come vice capitano giocatore.

Quante possibilità ha Tiger di farcela? Apparentemente nessuna se si guardano gli attuali risultati, ma in realtà molte. Più di quante immaginiate. 

Prima di tutto Tiger è sceso in campo solo in due tornei ufficiali (tre se si calcola l’Honda Classic iniziato oggi) dall’agosto del 2015.

Secondo, sebbene il Vice Capitano sia un ruolo ormai famigliare per il campione, nel 2016 ad Hazeltine tutto era diverso.

Il futuro professionistico di Tiger era ancora molto nero e in dubbio, in pochi avrebbero scommesso su un suo ritorno. Figuriamoci su una sua possibile vittoria.

Quindi il ruolo di vice capitano non giocatore era l’unico di cui potesse accontentarsi, dimenticando di poter giocare per la sua squadra.

Ora invece è tornato, forte come in passato. La vittoria manca è vero, ma siamo a febbraio e settembre è ancora lontano.
Tiger è solo 104esimo ranking Ryder Cup, ma a differenza del 2016, ha tutte le carte in regola per recuperare ed essere considerato una Captain’s Pick.

La strada è lunga, vero. Deve migliorare con il drive. Deve tornare a competere nella parte alta della classifica ma soprattutto deve vincere.

Però essere in campo questa settimana per il secondo torneo consecutivo (cosa che non accadeva da cinque anni) vorrà pur dire qualcosa, no?

Forse Furyk avrebbe potuto aspettare a nominare Woods, per vedere come sarebbe andata la sua stagione. Invece ha voluto agire immediatamente, perché avere un campione come Tiger vice capitano è troppo importante.

È infatti considerato il migliore e il più esperto nel creare gli accoppiamenti di foursomes e quattro palle, e l’ha dimostrato anche nel 2016.

“Lo voglio nel team a partire da adesso,” avrebbe dichiarato Furyk.

I vice capitani sono gli occhi e le orecchie del Capitano. Sono impegnati in campo più di lui, spesso bloccato sul tee della 1 per dare il benvenuto ai giocatori e per rispondere alle domande dei giornalisti.

Furyk dovrà valutare se l’impatto di Tiger come vice capitano sia più importante dei punti che potrebbe ottenere giocando.
Potrebbe ricoprire entrambi i ruoli, sebbene il capitano non ne sembra convinto.

“È possibile,” ha dichiarato. “Ma se questa sia la decisone migliore per la squadra, lo vedremo.”

Se Tiger dovesse giocare bene durante questa stagione, sarà difficile per Furyk lasciarlo fuori dalla rosa.
Siamo ancora a febbraio.

Il campione americano è tornato da appena tre tornei. Furyk lo sa, come sa che in un anno, tutto può cambiare.

Tiger in campo anche all'Honda Classic

Tiger Woods è tornato in campo la scorsa settimana al Genesis Open di Riviera, senza però brillare. Ma soprattutto, senza riuscire a superare il taglio.

Ha lasciato un po’ l'amaro in bocca a tutti i suoi fan, intrepidi di rivederlo in azione dopo l’ottimo debutto al Farmers Insurance Open.

E forse, anche la stessa Tigre ne è rimasta delusa. Questo però non l’ha fermata, impegnandosi per un altro imminente torneo.

Come dichiarato dal PGA Tour, e poi confermato dal campione, Tiger ha deciso di partecipare all’Honda Classic di questa settimana sul percorso del PGA National a Palm Beach Gardens in Florida. 

Woods ha deciso di dare un grande segnale sul suo stato di salute, dimostrando come stia continuamente migliorando.

L'ultima volta che il campione americano partecipò a due tornei consecutivi fu nel 2015. In quell'anno, giocò prima il PGA Championship e successivamente il Wyndham Championship.

“Sono molto felice," ha dichiarato Tiger. "Sono molto emozionato. Avrei preferito avere due giri in più a Riviera per iniziare al meglio la settimana, ma così non è stato."

L'Honda Classic è un po' una seconda casa per Woods perché, oltre a risiedere nella vicina Jupiter, come in molti sapranno il torneo è organizzato dalla Tiger Woods Foundation.

Tiger, tornerà così all'Honda Classic per la prima volta dopo ben quattro anni. Era il 2014 quando lo giocò per l’ultima volta, un mese prima di sottoporsi all'intervento alla schiena. Qui a Palm Beach, non ha mai registrato grandi risultati. Il migliore fu nel 2012 quando ottenne un secondo posto dietro a Rory McIlroy.

Tiger e Rory in campo insieme al Genesis Open

Al Riviera Country Club di Pacific Palisades (poco a nord di Los Angeles) tutti gli occhi saranno puntati su di una sola partenza; quella formata da Tiger Woods, Rory McIlroy e Justin Thomas, che nonostante sia al quarto posto del ranking mondiale e abbia vinto l'ultimo Major, passerà un po' secondo piano.

Le tre stelle saranno in campo alle 7.22 del mattino (le 16.22 in Italia) e tutti i loro colpi saranno visibili su PGATourLive, il servizio streaming lanciato lo scorso anno dal PGA Tour e disponibile in abbonamento a 40$ l'anno (o 6$ per un mese).

Lo scenario è lo storico Riviera Country Club, il club delle stelle di Hollywood, un campo antico, stretto con poche aree pianeggianti e alcune buche molto riconoscibili, come la 6, dove troviamo un bunker in mezzo al green, o il corto par4 della 10, raggiungibile anche con un legno dai più lunghi, ma con un green talmente insidioso che se si va fuori posizione è facilissimo fare bogey o peggio anche trovandosi a pochi metri dalla bandiera con il primo colpo.

Tiger Woods, incredibilmente, non ha mai vinto su questo campo, sul quale ha perso l'unico playoff in carriera (11-1 il suo record) e non gioca questo torneo dal 2006; una sola apparizione per McIlroy (20° due anni fa).

Il grande favorito della vigilia è il numero 1 al mondo Dustin Johnson, trionfatore 12 mesi fa, 4° l'anno prima e secondo sia nel 2015 che nel 2014. DJ giocherà con con Adam Scott e Bubba Watson (2 volte vincitore su questo campo). Tra i favoriti non possiamo dimenticare Jordan Spieth e Phil Mickelson, mentre un gran numero di Europei saranno al via guidati da Tommy Fleetwood, Paul Casey, Alex Noren e Thomas Pieters, secondo l'anno scorso all'esordio.

Francesco Molinari partirà alle 11.20 locali (20.20 in Italia) insieme a Jason Kokrak e a Martin Laird.

Il torneo sarà trasmesso in diretta su Sky Sport a partire dalle 21.00 di giovedì 15 Febbraio.