Tiger sempre più vicino alla qualifica per la Ryder Cup

Tiger Woods continua a fare grandi passi in avanti nell’Official World Golf Ranking, ma soprattutto nel Ranking di qualifica per la Ryder Cup 2018.

Domenica al Masters avrebbe potuto chiudere ancor meglio di come poi ha finito, a causa di tre putt alla 18 che dallo score totale in par l’hanno fatto scivolare a +1 per il torneo. Poco male comunque, perché la Tigre dopo tre anni di assenza dal Masters, ha comunque ottenuto un risultato positivo ad Augusta, raggiungendo il 32esimo posto in classifica.
Con questo risultato, Tiger ha ottenuto 26 punti della FedEx Cup, salendo al 39esimo posto rispetto al 40esimo della scorsa settimana. Non finisce però qui, perché il campione americano è ora 88esimo nel Ranking Mondiale avendo guadagnato ben 15 posizioni.

Le buone notizie continuano se guardiamo al ranking della prossima Ryder Cup. La classifica è condotta al momento dal vincitore del Masters Patrick Reed, che dopo aver vinto la Giacca Verde, dopo aver guadagnato ben 2 milioni dollari e una qualifica a vita per il Major più amato, ha già in mano il biglietto per settembre direzione Golf National di Parigi.

Reed è salito dalla nona posizione alla prima, in virtù dei 6.321,901 punti guadagnati al Masters. Già, perché i professionisti americani ottengono 1 punto per ogni 1.000 dollari guadagnati nei normali tornei del PGA Tour. Se si tratta invece dei Major, i punti sono raddoppiati.

I primi otto giocatori attualmente qualificati nella squadra americana, faranno certamente preoccupare il capitano Thomas Bjorn e gli avversari europei, basti pensare che sette di questi sono tutti vincitori di almeno un Major.
In ordine troviamo: Patrick Reed, Justin Thomas, Dustin Johnson, Jordan Spieth, Bubba Watson, Rickie Fowler, Brooks Koepka e Phil Mickelson.

E Tiger?

Il campione è attualmente in 28esima posizione, ma una vittoria lo avvicinerebbe alla top 10. Gli attuali giocatori che troviamo dalla nona alla dodicesima posizione, sono Matt Kuchar, Brian Harman, Kevin Kisner e Gary Woodland.

Ciò che conta però, è che il capitano non sia obbligato a seguire la classifica per scegliere le sue pick. Quindi, se Tiger continuasse su questa scia di risultati, potrebbe essere scelto e diventare così un Vice Capitano giocatore.

Del resto, da qui ad agosto tutto può succedere...

McIlroy vs Reed: la rivincita per il Masters!

La sfida tra Rory McIlroy e Patrick Reed ha infiammato gli animi degli appassionati di golf all'ultima Ryder Cup di Hazeltine; le prime 9 buche (nel primo match di giornata) furono uno spettacolo continuo e la vittoria dell'americano sul numero 1 europeo chiuse le porte ad una possibile rimonta.

Al Masters la situazione è molto diversa, si gioca match play e non stroke play, e Reed parte con 3 colpi di vantaggio sul nordirlandese, ma i giochi non sono chiusi neanche per Rickie Fowler (-9), Jon Rahm (-8) ed Henrik Stenson (-7).

Nella terza giornata segnata dalla pioggia Rory McIlroy è andato subito all'attacco e con l'eagle della 8 (imbucando un approccio da bordo green) ha raggiunto in testa Reed, che ha subito risposto mettendo a segno 3 birdie consecutivi a  8,9 e 10. Il controverso (e poco amato dai colleghi) americano ha allungato il proprio vantaggio grazie a due eagle a 13 e 15 (imbucando anche qui da fuori green dopo aver preso un gran rischio con il secondo colpo, volando di pochissimo l'ostacolo d'acqua),  ma il birdie alla 18 di McIlroy e il bogey (con 3 put) alla 16 di Reed riportavano il distacco a soli 3 colpi.

Un buon vantaggio per Reed ma recuperabile per McIlroy; la pressione è tutta sulle spalle dell'americano, alla ricerca della prima vittoria in un Major e mai protagonista ad Augusta; Rory giocherà all'attacco, dando tutto per conquistare il primo Masters e completare il Grand Slam.

Le probabilità che un vincitore arrivi da dietro sono molto basse, anche se a -6 e -5 troviamo una serie di campioni molto agguerriti (Bubba Watson, Fleetwood, Spieth e Thomas tra gli altri).

Primo giro sotto par per Francesco Molinari, nonostante i bogey alla 1 e alla 18; il torinese è tornato pari al par per il torneo in ventunesima posizione. Giro in par per Tiger Woods (+4), quarantesimo.

La diretta TV inizierà alle 20.00 su Sky Sport 3 HD, i leader prenderanno il via alle 20.40; Francesco Molinari giocherà con Kevin Kisner a partire dalle 18.40 mentre Tiger Woods e Rafa Cabrera Bello inizieranno il loro giro alle 17.10 italiane.

The Masters: I 7 gruppi da non perdere

La settimana del Masters è la più magica dell’anno.

Ci sono tante cose da amare di questo torneo. Il percorso, la Giacca Verde, le tradizioni e le storie legate ad Augusta. Ma quest’anno apprezzeremo ancor di più il field stellare presente.

Tanti gruppi, alcuni più intriganti di altri, in un’edizione che secondo molti sarà il Masters migliore della storia.

Uno spettacolo da non perdere, che sarà offerto in diretta su Sky Sport 2 a partire da questa sera alle 21.00, ma ci saranno anche diversi speciali. Andiamo quindi a scoprire insieme i sette Tee Times più imperdibili di giovedì e venerdì.

  1. Jordan Spieth, Alex Noren, Louis Oosthuizen (19.49 giovedì e 16.53 venerdì)

Jordan Spieth ha una lunga storia legata ad Augusta, sebbene vi abbia giocato solo quattro volte. Vincitore nel 2015, ha sfiorato la doppietta nel 2016 e ora, dopo un’inizio di stagione difficile, sembra sia tornato in forma. L’Europeo Alex Noren deve ancora essere decisivo in suolo americano, sebbene sia 15esimo al mondo e sullo European Tour abbia collezionato 9 vittorie. Louis Oosthuizen è un habitué dei Major, risultando sempre molto decisivo

  1. Sergio Garcia, Justin Thomas, Doc Redman (16.53 giovedì e 19.38 venerdì)

Il campione del Masters del 2017 torna ad Augusta con l’obiettivo di difendere il titolo a tutti i costi. Inizierà a farlo, giocando con uno dei più favorito alla vittoria: Justin Thomas. Il campione americano ha ottenuto ben quattro vittorie dal Masters dello scorso anno, compreso il Tour Championship. Insieme a questa coppia formidabile, ci sarà il vincitore dello U.S. Amateur Championship Doc Redman.

  1. Dustin Johnson, Justin Rose, Rafael Cabrera Bello (20.00 giovedì e 17.04 venerdì)

I due più favoriti alla vittoria, si ritrovano insieme per due giorni nello stesso team: Dustin Johnson e Justin Rose. Il numero uno al mondo torna ad Augusta dopo l’assenza dello scorso anno, quando si ritirò per esser caduto dalle scale proprio il giorno prima del Masters. Rose, invece, è uno dei professionisti ad aver giocato meglio negli ultimi mesi. Nelle sue ultime tre apparizioni ad Augusta, ha chiuso rispettivamente secondo, decimo e secondo.

  1. Bubba Watson, Henrik Stenson, Jason Day (17.04 giovedì e 19.49 venerdì)

Un gruppo di grandi veterani. Bubba è in grande forma e, alla ricerca della terza Giacca, potrebbe essere uno dei giocatori più interessanti del torneo. Stenson è sempre amante dei Major, avendo chiuso sesto negli ultimi due anni del Masters. Jason Day, invece, dopo aver vinto il Farmers Insurance Open si presenterà in campo con uno nuovo caddie e nuovi ferri... alla ricerca della sua forma.

  1. Tiger Woods, Marc Leishman, Tommy Fleetwood (16.42 giovedì e 19.27 venerdì)

Non servono motivi per seguire questo gruppo, che sarà probabilmente quello con gli occhi più puntati addosso. Il ritorno di Tiger parla da solo, soprattutto grazie agli ottimi risultati registrati. Il campione americano ha affermato di essere ad Augusta per vincere, un motivo in più per non farselo scappare.

  1. Rory McIlroy, Adam Scott, Jon Rahm (19.38 giovedì e 16.42 venerdì)

A Rory McIlroy manca solo la vittoria al Masters per completare il suo Career Grand Slam. Il campione irlandese è tornato alla vittoria sul PGA Tour all’Arnold Palmer Invitational dopo due anni di digiuno. Ma sopratutto, ha trascorso l’ultimo mese ad allenarsi proprio per Augusta. Adam Scott è già detentore di una Giacca Verde e il Masters gli è sempre piaciuto. Il giovane Jon Rahm nella sua carriera è destinato a vincere uno o più Major, così come a diventare numero uno al mondo. Inoltre, insieme a McIlroy, proverà a far parte del team Europe alla Ryder Cup di Parigi.

  1. Phil Mickelson, Rickie Fowler, Matt Kuchar (19.27 giovedì e 16.31 venerdì)

Un team di tre americani e di due veterani del golf. Lefty è tornato alla vittoria proprio quest’anno dopo cinque stagione ed è intenzionato a scrivere la storia in questo Masters 2018. Fowler è ancora a digiuno da vittorie nei Major, ma negli ultimi anni è sempre stato decisivo. E Kuchar, è capace di sorprenderti e crearsi spazio in alto alla classifica anche nell’ultimo giro.

Non dimentichiamoci inoltre il nostro Francesco Molinari, scenderà in campo con il tailandese Kiradech Aphibarnrat e l'americano Pat Perez. (15.47 giovedì e 18.43 venerdì)

Il nuovo golf shop da sogno del Masters

I fortunati spettatori presenti al Masters in questi giorni, saranno accolti da una grande novità.

L’ Augusta National ha deciso di rifare il look al proprio Merchandise Center, trasformandolo in una vera Mecca per lo shopping legato al Masters.

Il nuovo centro ha aperto i battenti nella giornata di domenica, lasciando i presenti davvero a bocca aperta.

Si trova a destra del fairway della 1 e ci sono volute 20 settimane per costruirlo, raggiungendo il doppio delle dimensioni del precedente.

All’interno, troviamo 64 registratori di cassa che accelereranno il check out dei clienti e prodotti di ogni tipo.

Ci sono 125 cappellini diversi e articoli totalmente nuovi che debutteranno proprio da quest’anno.

Tra i tanti, le tutine in stile caddie per i neonati, i pantaloni del pigiama, le carte da gioco e i sottobicchieri da collezione.

L’Augusta National e il suo Masters continuano ogni anno a introdurre novità sensazionali per i partecipanti. Lo scorso anno, fu la volta della nuova sala stampa da sogno. Cosa accadrà il prossimo?

Per il momento, gustatevi le foto del nuovo shop: un motivo in più per andare ad Augusta almeno una volta nella vita!

                                                            

Una tradizione chiamata Champions Dinner

Il Masters è uno dei Tornei più spettacolari dell’anno.

È spettacolare non solo per il field, il grandioso percorso di Augusta, l’ambita giacca verde…è spettacolare per tutta la magia che accompagna l’attesa di questo evento. Ma soprattutto per la tradizione che lo ha reso uno dei più grandi tornei se non “IL” torneo, che tutti noi amiamo.

Una delle tradizioni per eccellenza che precede il Masters è la Champions Dinner, la cena dei campioni. La caratteristica di questa cena sta nel fatto che il menù venga deciso dal Masters’ Champion dell’anno precedente. Quest’anno quindi l’onore ma anche l’onere, sarà di Sergio Garcia.

33 è il numero dei vincitori della giacca verde che questa sera parteciperanno alla cena con l’ospite più anziano che sembra essere il 95enne Doug Ford, vincitore del Masters del 1957.

La cena dei campioni, così battezzata da Ben Hogan, nacque nel 1952 quando lo stesso campione americano, invitò i campioni del passato per un convivio tra amici.

Quando si accorse che ben 9 su 11 campioni sopravvissuti, erano presenti, lanciò l’idea di un “Masters Club” dedicato ai vincitori della Giacca Verde del passato, del presente e del futuro. Da qui, il gruppo di campioni organizzò una cena in cui condividere storie e risate.

Nel corso degli anni il menù della Champions Dinner è variato dal cheeseburger al sushi, dalla cotoletta di Bernard Langer (1986) all’haggis di Sandy Lyle (1989).

Uno dei menù più apprezzati fu quello del 1998 dove l’allora ventiduenne Tiger Woods, scelse cheeseburger, sandwich al pollo, patatine fritte e frappè.

Non ci resta che aspettare la scelta di Sergio Garcia, avrà optato per una Paella o, data la sua frequentazione svizzera, per una Raclette?

Vietato arrendersi, parola di Ian Poulter

Solo una settimana fa, quando aveva raggiunto i quarti di finale del WGC Matchplay, gli avevano detto di essersi qualificato al Masters.

Con la prestazione registrata ad Austin, era entrato di diritto tra i primi 50 del ranking. Peccato, che si trattasse di un brutto errore.

Ian Poulter non si era affatto guadagnato un posto nel Masters per merito del Ranking. Fu informato dell’errore sul tee di partenza del match contro Kisner. Un match dei quarti che avrebbe dovuto vincere per qualificarsi. Invece perse 8 a 6, infrangendo così il sogno. In quelle circostanze, anziché giocare, sarebbe rimasto in uno studio televisivo a commentare la settimana più bella del golf.

Tutto da rifare, con l’unica speranza di strappare un ultimo biglietto per Augusta vincendo lo Houston Open.

Il morale era a terra e addirittura aveva pensato di non partire nemmeno per Houston. Dopo un primo giro in 73 colpi, aveva già preparato le valigie per tornare a casa a Orlando, convinto di non superare il taglio.

Poi ha messo in campo il suo gioco migliore. Un 64 seguito da un 65 che l’ha portato in testa la sera del terzo giro. All’ultima 72esima buca, ha imbucato un putt incedibile forzando il playoff contro Beau Hossler e chiudendo con un 67 di giornata. Gli è bastato un par alla prima buca dello spareggio, per conquistare il torneo e così il posto al Masters, facendo tornare alla mente di tutti il Poulter della Ryder Cup di Medinah nel 2012.

Ha vinto per la terza volta in carriera sul PGA Tour, un trionfo che non arrivava sul suolo americano dal 2010 ai Matchplay in Arizona.

Ma forse questa è la vittoria più importante. Oltre ad essersi qualificato per il Masters, Poulter è diventato 30esimo nel Ranking ed è qualificato per tutti gli altri Major.

Senza contare che ha ottenuto anche un’esenzione di due anni proprio per Augusta.

Un altro grande ritorno, dopo quello di Bubba Watson e di Phil Mickelson. Ma un ritorno che fa bene anche all’Europa.

Se Poulter dovesse continuare così, con la sempre ottima forma nei matchplay, potrebbe essere un asso importante nella manica di Thomas Bjorn per la Ryder Cup di Parigi.

WEGOLFERS: Il Campionato dei Circoli 2018 in partenza.

Oggi comincia la settimana del Masters di Augusta e, non a caso, questo Lunedì di Pasquetta vede anche la partenza della prima edizione di una Competizione a carattere nazionale che ha l'ambizione di diventare un appuntamento fondamentale della Stagione Golfistica degli Amateurs Italiani. Oggi parte il Primo Campionato Wegolfers dei Circoli.

Sarà una gara a squadre dove i Club italiani metteranno in campo tutti i loro soci iscritti a Wegolfers e in possesso dell'iscrizione alle WGS.

Per ogni giocatore sarà considerata la somma dei suoi migliori dieci scores ottenuti in gare singole nel periodo 2 Aprile 2018 - 30 Settembre 2018. Saranno poi sommati i risultati dei migliori 7 giocatori del Circolo e questa somma produrrà la Classifica generale dei Circoli.

La stagione si concluderà il 30 Settembre assegnando il primo scudetto Wegolfers al Club italiano che si piazzerà al primo posto della Classifica generale.

Ogni Circolo avrà un Capitano a cui sarà dato il compito di coordinare l'attività locale, inserendo in squadra nuovi giocatori per rendere il Team più competitivo. La classifica del singolo Circolo si presta a diventare una competizione nella competizione e i Capitani più attivi potranno decidere di inserire degli incentivi e dei premi speciali. La piattaforma Wegolfers può infatti gestire classifiche diversificate e offrire la possibilità di organizzare ranking locali sponsorizzati.

Sono al momento 149 i Circoli rappresentati alla partenza della competizione. Tra questi spiccano i Team di Parco dei Medici a Roma con 36 giocatori iscritti, la Pinetina con 34 giocatori, il Ducato di Parma e Amoroma con 32.

In questa prima edizione sarà molto importante il lavoro svolto dai Capitani, che avranno il compito di migliorare le loro squadre pescando tra i soci non ancora iscritti a Wegolfers.

Nel mezzo della stagione è stato previsto uno Special Event a cui potranno partecipare squadre composte da quattro giocatori dello stesso Circolo. Il 14 e 15 Luglio la decima edizione del GIFT, in svolgimento al Golf del Ducato di Parma avrà, come consuetudine, una classifica a squadre che quest'anno vedrà protagonisti i team di Circolo. Il campo Emiliano ospiterà una competizione indimenticabile che sarà aperta anche a Team Stranieri. Avremo modo di riparlare a brevissimo di questo evento molto importante della stagione Wegolfers.

Per avere tutte le informazioni e magari proporsi come Capitano del proprio Circolo potete scrivere a info@wegolfers.com

Appuntamento a Lunedì prossimo per scoprire la classifica dopo la prima settimana di gioco.

BUON CAMPIONATO A TUTTI !! 

Giocare con le stesse palline di Tiger presto non sarà più un sogno

Non siamo e non saremo mai in grado di giocare come gioca Tiger Woods.

Presto però potremo giocare con una pallina uguale e identica a quella che la Tigre utilizza sul PGA Tour.

Nella giornata di ieri Bridgestone, sponsor del campione, ha annunciato l’arrivo sul mercato delle sue Tour B XS Tiger Woods Edition golf ball. Saranno disponibili nei negozi americani e online a partire da domenica 1 aprile e presentano le stesse caratteristiche delle palline usate da Tiger. Non solo, sul lato sono marcate con la scritta “Tiger”, la stessa che da sempre contraddistingue le palline giocate dal campione.

Il box, contenente dodici palline, avrà una grafica particolare. Sulla parte frontale, viene raffigurata l’immagine di Tiger, con in mano la Tour B XS, che indossa la sua classica maglietta rossa della domenica e il cappellino nero ‘TW’. Sullo sfondo, si intravede una buca e in basso la sua firma, la stessa riportata anche sul retro della scatola.

I ricavati dalla vendita delle palline, verranno donati in parte alla Tiger Woods Foundation.

“Lavorare a stretto contatto con Tiger e la sua fondazione è stata un’esperienza incredibile e siamo felici di aumentare la popolarità delle palline Bridgestone ma al tempo stesso di aiutare una buona causa,” ha affermato Angel Ilagan, Presidente e CEO di Bridgestone Golf.

Tiger ha firmato con Bridgestone nel 2016, pochi mesi dopo la decisione di Nike di abbandonare il mercato dell’attrezzatura. Ha debuttato con le nuove palline all’Hero World Challenge di dicembre, per poi continuare con un’ottima scia di risultati in questo 2018.

“Abbiamo lavorato a stretto contatto con la squadra Bridgestone per ottenere una soluzione che favorisse i golfisti e la mia fondazione, che è molto importante per me,” ha dichiarato Tiger in un comunicato.

La Ryder Cup torna ad Hazeltine

La Ryder Cup tornerà in Minnesota.

Uno stato molto caro alla squadra americana, che proprio lì nel 2016 tornò al successo dopo ben otto anni di sconfitte.

Lo fece mettendo in campo i suoi giocatori migliori, da Lefty a Jordan Spieth, da Patrick Reed a Rickie Fowler senza dimenticare Matt Kuchar e Dustin Johnson.

Un team stellare che grazie alle qualità di gioco ma anche a un pubblico più che scatenato, ha battuto la squadra europea di Darren Clarke per 17-11.

Così, dopo il grande successo del 2016 coronato con una vittoria che non arrivava da troppi anni, la PGA of America ha annunciato lunedì che la competizione più amata del golf tornerà proprio ad Hazeltine nel 2028.

Il percorso di Chaska ospiterà così la sua seconda Ryder Cup della storia, anche se non è affatto nuovo a manifestazioni così importanti.

Hazeltine ha infatti sempre ospitato alcuni dei tornei più prestigiosi del golf, organizzati proprio dalla PGA Americana.

Stiamo parlando dello US Open, svoltosi su questi fairway nel 1970 e nel 1991, ma anche del PGA Championship, nel 2002 e nel 2009.

La Ryder Cup tornerà quest’anno su suolo Europeo a Le Golf National di Parigi, sperando che il trofeo poi possa rimanere nel vecchio continente grazie alla vittoria.

Le squadre saranno capitanate da Thomas Bjorn, per quanto riguarda l’Europa, e da Jim Furyk, per quanto riguarda gli Stati Uniti.

Nel 2020, invece, tornerà in America come da regolamento e più precisamente sull’affascinante percorso di Whistling Straits. Poi sarà la volta di Roma con il Marco Simone nel 2022 e nel 2024 di Bethpage Black a Palm Beach in Florida.

Sebbene gli Stati Uniti abbiano bloccato l’Olympic Club di San Francisco come meta della competizione nel 2032, restano ancora un incognita le destinazioni europee per il 2026 e il 2030.

The Masters: non dite a Bubba, che è tra i favoriti

Lo scorso anno aveva pensato di smettere e di appendere la sacca al chiodo.

I risultati mancavano da troppo tempo, il successo con le nuove palline era davvero latente e a casa le cose non andavano come dovevano.

Poi è arrivato il Genesis Open e la luce si è finalmente riaccesa. Bubba Watson conquistò così la sua decima vittoria sul PGA Tour e a chi gli ricordava, di aver una volta affermato di volersi ritirare una volta raggiunte le dieci conquiste, rispondeva: non vi libererete più di me.

Una risposta che ha riempito di gioia tutti gli amanti del golf, sia di chi ha Bubba tra i propri beniamini e sia di chi non lo sostiene.

Vedere un campione abbandonare i bastoni per assenza di fiducia e soprattutto di vittorie, non è affatto bello. Ecco perché quando è tornato a vincere un mese fa ci siamo sentiti un po’ tutti come lui, pensando alle tante volte in cui la voglia di mollare - non solo nel golf - ha prevalso la tenacia e la forza di andare avanti.

Bubba non si è però più fermato. La vittoria a Riviera ha sicuramente scatenato qualcosa in lui, facendolo vincere ancora. Ha conquistato domenica il WGC Dell Technologies Matchplay, eliminando prima Justin Thomas in semifinale e poi Kevin Kisner in finale. Le vittorie sono ora undici e sappiamo bene quale sia il prossimo obiettivo del campione americano.

“Voglio vincere più Masters possibili. Giocherò ad Augusta finché dovranno cacciarmi a calci.”

Aveva parlato così poco dopo la vittoria al Genesis Open. Ora, il Masters è alle porte, e Bubba ha chiaro in mente di voler centrare una tripletta: la sua terza Giacca Verde.

Ma badate bene: non esaltatelo e non ditegli che è uno dei favoriti principali alla vittoria. Nonostante sappia del suo stato di forma ottimale e di come il suo gioco si adatti perfettamente ai verdi fairway dell’Augusta National, Bubba non vuole sentirsi affatto favorito. Meglio restare con i piedi per terra e lasciare lo scomodo ruolo a qualcun altro.

“Non sono favorito. Continuerò assolutamente a dirlo. Non sono favorito,” ha scherzato. “Voglio che nessuno mi parli in quella settimana. Lasciatemi concentrare su quello che devo fare. Non giocherò bene quella settimana, così nessuno dovrà parlarmi.”

Certo, la scaramanzia non fa mai male, ma purtroppo per Bubba sono proprio i numeri a parlare. Sul sito di scommesse Westgate Las Vegas Superook, la sua vittoria al primo Major stagionale è data 16 a 1. Davanti a lui, ci sono solo Tiger Woods - che secondo il sito è il favorito numero uno - Dustin Johnson, Jordan Spieth e Rory McIlroy.

Chi vincerà? Difficile dirlo, ma sarò sicuramente un Masters indimenticabile.