Chi, dove e come seguire i campioni allo US Open

Ci aspetta uno US Open davvero emozionante. Phil Mickelson tornerà a competere nel Major americano dopo l’assenza dello scorso anno a causa della cerimonia del diploma della figlia. Tornerà a Shinnecock Hills, lì dove nel 2004 si fece sfuggire l’occasione di conquistare il primo e unico US Open in carriera. Ci riproverà in questo 2018 e se riuscisse nell’impresa, completerebbe il Grand Slam.

Ci sarà anche Dustin Johnson, nuovamente numero uno al mondo e reduce della vittoria al Fedex St. Jude Classic. Insieme a lui Rory McIlroy, Rickie Fowler, Jordan Spieth, Francesco Molinari e ovviamente Tiger Woods.

Tutti cercheranno di battere il mostruoso Shinnecock Hills, che si presenterà ai giocatori in una veste completamente nuova rispetto al 2004. Molto più lungo, per l’esattezza 6800 metri, e anche con fairway più ampi di 14 anni fa.

Andiamo a scoprire insieme i tee time da non perdere per niente al mondo.

Rory McIlroy, Jordan Spieth, Phil Mickelson

Due campioni che han vinto lo US Open e uno, Lefty, che non ha mai conquistato il Major americano ma che si trova comunque nella World Golf Hall of Fame. Mickelson è reduce da un giro in 65 colpi nella giornata di domenica che l’ha fatto chiudere 12esimo al FedEx St. Jude Classic. Ha inoltre chiuso 13esimo al Memorial Tournament e ha ottenuto la sua prima vittoria dopo cinque anni al WGC-Mexico. Lo US Open è il suo peggior incubo, visto che ha ottenuto ben sei secondi posti in carriera, uno dei quali proprio qui a Shinnecock. Spieth, dal canto suo, sta passando una stagione un po’ altalenante e al Memorial non ha nemmeno superato il taglio. McIlroy, invece, ha conquistato l’Arnold Palmer Invitational e ha ottenuto due top 10 nelle sue ultime apparizioni sul Tour.

Il trio giocherà giovedì dalla buca 10 alle 8.02 (14.02 italiane) e venerdì dalla buca 1 alle 13.47 (19.47 italiane).

Justin Thomas, Dustin Johnson, Tiger Woods

Dustin Johnson e Justin Thomas erano ancora dei bambini quando lo US Open fece visita per la quarta volta nella sua storia a Shinnecock Hills. Tiger, invece, non ha mai avuto un grande rapporto con il percorso di New York. Nella sua prima apparizione nel 1995 si ritirò a causa di un infortunio e nel 2004 chiuse 17esimo. Poco importa perché la Tigre nell’ultimo periodo è davvero in forma. Ha chiuso 23esimo al Memoria, a causa del putter, e 11esimo al The Players. Poco male per un campione che era definito da molti ‘finito’. Johnson è il giocatore del momento. Ha riconquistato il trono dell’Official World Ranking e domenica è stata la sua seconda vittoria in stagione. Ma anche Justin Thomas non scherza e sebbene non sia più primo nel ranking, continua a difendere a spada tratta il primo posto nel ranking FedEx.

Partiranno giovedì dalla 1 alle 13.47 (19.47 italiane) e venerdì dalla 10 alle 8.02 (14.02 italiane).

Henrik Stenson, Adam Scott, Martin Kaymer

Tutti e tre questi campioni insieme concludono il Career Grand Slam, con Kaymer a fare la maggior parte del lavoro grazie alle vittorie del PGA Championship e dello US Open. Sia il professionista tedesco che Scott, non sono stati brillanti nell’ultimo periodo, tanto che il campione australiano ha dovuto superare le selezioni di qualifica per essere presente a Shinnecock Hills. Stenson invece è più in forma e ha giocato bene anche nel recente FedEx St. Jude Classic, nonostante il 71 finale l’abbia fatto scivolare in 26esima posizione.

Giocheranno domani alle 13.47 dalla 10 (19.47 italiane) e venerdì alle 8.02 dalla 1 (14.02 italiane).

Zach Johnson, Carl Schwarzer, Patrick Reed

The Green Jacket in un solo team. Johnson cercherà di dare un po’ di brio alla sua stagione con un buon piazzamento allo US Open. Il campione americano ha infatti chiuso 40esimo al Memoria e ha mancato il taglio al Fort Worth Invitational. Inoltre, chiuse 48esimo nel 2004, quando il Major era appunto qui a Shinnecock Hills. Schwartzel invece, ha chiuso secondo al The Players ma arriva da un weekend con sore in 78 e 75 al FedEx St. Jude Classic. Reed, invece, ha vinto il Masters due mesi fa e spera di tornare in alto in classifica dopo il 29esimo posto al Memorial.

Giocheranno domani alle 7.51 dalla 10 (13.51 italiane) e venerdì alle 13.36 dalla 1 (19.36 italiane).

Hideki Matsuyama, Marc Leishman, Rickie Fowler

Tre grandi giocatori ma nessuno di loro ha mai vinto un Major. Per il momento. Matsuyama, che ha saltato l’inizio di stagione a causa di un infortunio al polso, ha chiuso 13esimo al Memorial e se vincesse, sarebbe il primo giapponese a conquistare un Major. Leishman ha chiuso secondo all’AT&T Byron Nelson mentre Fowler è l’uomo dei Major. Sempre decisivo ma anche sempre alla rincorsa dei vincitori. Ha chiuso secondo in solitaria al Masters e ora, come da lui affermato, è pronto per diventare campione anche in un Major.

Giocheranno giovedì alle 8.13 dalla 10 (14.13 italiane) e venerdì alle 13.58 dalla 1 (19.58 italiane).

Sergio Garcia, Jon Rahm, Rafa Cabrera Bello

Un team tutto spagnolo che include anche uno dei giocatori più pericolosi del field: Jon Rahm. Il giovane campione ha chiuso quinto nel recente Fort Worth Invitational e quarto al Masters di Augusta. Cabrera Bello, invece, ha ottenuto questa stagione top-5 in due World Golf Championship, al WGC-Mexico Championship e al WGC-HSBC Champions. Garcia ha sofferto un può negli ultimi tornei. Nel 2004, qui a Shinnecock Hills, chiuse 20esimo nonostante un giro finale in 80 colpi.

Giocheranno giovedì alle 13.14 dalla 1 (19.14 italiane) e venerdì alle 7.29 dalla 10 (13.29 italiane).

Tommy Fleetwood, Francesco Molinari e Alex Noren

Preparate bandiere, trombette e fiato perché tutto il tifo in questi quattro giorni deve essere rivolto a Francesco Molinari. Il nostro italiano non solo ha chiuso secondo all’Open d’Italia due settimane fa e ha conquistato il BMW PGA Championship di Wentworth, battendo McIlroy. Ma è anche leader della Race to Dubai. Visto l’ottimo stato di forma del campione italiano, ci aspettiamo grandi risultati anche a Shinnecock Hills. Molinari sarà in compagnia di altre due stelle del golf europeo. Fleetwood ha vinto lo scorso anno la Race to Dubai e ha chiuso in questa stagione con tre top 10 nel PGA Tour, senza dimenticare il quarto posto dello scorso anno allo US Open di Erin Hills. Noren, invece, è quinto nella Race to Dubai e in questa stagione ha chiuso con due terzi posti, rispettivamente al BMW PGA Championship e al WGC-Dell Technologies Match Play.

Giocheranno domani dalla 1 alle 13.25 (19.25 italiane) e venerdì alle 7.40 dalla 10 (13.40 italiane).

Non perdetevi l’azione dello US Open da domani a domenica su Sky Sport 2 (canale 202) a partire dalle 17.30.

Il Ranking ELWIRA, dedicato ai Recreational Players.

Ranking ELWIRA nasce per determinare un Ordine di Merito dedicato ai giocatori ricreativi, i giocatori della domenica. Insomma i coppa fragolari, se vogliamo definirli in modo scanzonato.

D'ora in poi ogni golfista potrà avere un parametro di confronto con gli altri che sarà determinato dalle  prestazioni ottenute nel corso del tempo, su un periodo mobile e senza un termine.

Le regole per il calcolo della classifica sono coerenti con quanto sarà fatto per il calcolo del nuovo Hcp mondiale a partire dal 2020. Cominceremo tutti a ragionare sul trend di gioco e non più sulla singola gara. Infatti ELWIRA Ranking calcolerà la somma dei migliori otto risultati delle ultime venti gare valide disputate. Se uno o più di questi otto migliori risultati è stato ottenuto più di sei mesi prima rispetto al momento di creazione della classifica, sarà decurtato tramite un coefficiente riduttivo. Questo per dare maggiore importanza ai risultati e al trend di gioco attuale piuttosto che allo storico.

Come si fa a partecipare e avere calcolato il proprio punteggio nell'ELWIRA ranking? Niente di più facile, basta iscriversi gratuitamente alla piattaforma www.wegolfers.com e dal lunedì successivo il vostro nome comparirà nelle classifiche online del sito.

Cosa si vince? In questo caso si vince la gloria e la soddisfazione di migliorare la propria posizione. Per un giocatore di Golf non deve essere importante solo vincere dei premi, ma anche avere un parametro con cui confrontarsi e migliorarsi. Wegolfers creerà in futuro altre classifiche con questo scopo.

Elwira Ranking è il primo dei nuovi rilasci previsti, da qui alle prossime settimane, che contribuiranno a rendere la piattaforma Wegolfers decisamente interessante e divertente. Come diretta conseguenza dell'apertura di ELWIRA Ranking, da lunedì prossimo le classifiche WGS non visualizzeranno più i giocatori non iscritti al World Amateur, sarà così più chiaro a tutti riconoscere la propria posizione esatta in classifica, considerato che siamo ormai entrati negli ultimi due mesi di competizione.

Sono già 1028 i giocatori che hanno deciso di registrarsi al sito, di questi ben 1005 hanno almeno una gara giocata dalla data di partenza del 15/09/2017. Con le nuove funzionalità previste il numero di Wegolfers  è destinato a salire esponenzialmente.

Ora parliamo dei protagonisti della prima classifica pubblicata.

Alberto Bonassera Leader dell'ELWIRA Ranking

In testa a ELWIRA RANKING nella prima settimana di calcolo troviamo un giocatore che fino a pochi mesi fa era 54 di hcp e che in questo breve periodo ha perso più di 30 colpi di hcp. Non potevamo trovarlo in posizione diversa. Complimenti a Alberto Bonassera del Ducato di Parma, che con una media monster di 41,3 e un punteggio assoluto di 330 comanda, con otto colpi di vantaggio, la prima settimana del RANKING.

Al secondo posto un altro giocatore che pochi mesi fa era 54 di hcp e che ha realizzato una poderosa discesa  in poco tempo: Nicholas Simon Houg del Golf Sarzana.

Caponi terzo in classifica

Al terzo posto si piazza Nicolò Caponi , autore di una stagione superba che lo vede al momento al comando anche del Flight 1 delle Worldgolfers Series.

La prima Lady è al sesto posto: Anastasia Maroni dalla Pinetina con 306 punti e una media di 38,3.

Non resta che iscrivervi, se ancora non lo avete fatto: è gratis e lo sarà per sempre.

www.wegolfers.com 

Shinnecock Hills: la guida, buca per buca

Lo US Open torna per la quinta volta nella sua storia sul percorso di Shinnecock Hills, situato alle porte di New York.

Sarà un appuntamento davvero avvincente, viste le condizioni difficili in cui si troveranno i giocatori per tutti i giri di gara. La fama di campo tra i più complicati degli Stati Uniti, precede Shinnecock Hills fin dall’anno della sua nascita, nel 1891.

Par 70 di 6.800 metri, le sue caratteristiche ricordano molto quelle dei links, con l’alta festuca a bordo di fairways ondeggianti dal terreno sabbioso. Andiamo a scoprire una per una, le buche di questo mostro del golf americano.

Buca 1, par 4 di 365 metri.
Un’inizio semplice e dolce, nonostante la difficoltà generale del percorso. Questo par 4 ha un tee elevato accanto alla clubhouse, dal quale è semplice prendere il fairway usando i legni. Con il vento a
favore, inoltre, i giocatori potrebbero azzardare il drive per prendere avvicinarsi al green.
Ha un hcp 15 e la media score a questa buca è di 4,2.

Buca 2, par 3 di 230 metri.
Questa buca presenta un nuovo tee di partenza che la rende più lunga di 24 metri rispetto al passato. Il vento è sempre presente e il green, aperto sul davanti con una falsa cima, ha un bunker sulla destra a proteggerlo.
Ha un hcp 10 e la media score normalmente è di 3,3.

Buca 3, par 4 di 457 metri.
Anche qui il tee shot è stato arretrato di 20 metri, posizionandolo sulla sinistra. Il fairway è stato stretto sulla sinistra per rendere il dogleg più pronunciato e presenta ancora un’ampiezza di 30 metri a 274 metri dal green. C’è un bunker sulla destra del fairway, dove normalmente cade il tee shot, ma non dovrebbe dare fastidio. A meno che ci sia il vento a complicare le cose. Ha un hcp 11 e la media score è di 4,2.

Buca 4, par 4 di 434 metri.
Il vento a questa buca non manca mai e soffiando da destra a sinistra, fa davvero male. È stata allungata di 37 metri e il fairway è ampio 29 metri a 274 di distanza dal green, mettendo in gioco i bunker situati sulla destra. Il modo migliore per attaccare il green è sicuramente da destra, ad eccezione di quando la bandiera è situata proprio sulla destra dello stesso.
Ha un hcp 5 e la media score è di 4,3.

Buca 5, par 5 di 539 metri.
Anche questa buca ha subito i lavori di ristrutturazione ed è stata allungata di 47 metri. Il vento, in questo caso, non dà particolari problemi anzi aiuta i giocatori a raggiungere il green in due colpi. Il green è leggermente sopraelevato rispetto al fairway ed è ondulato, sembrando più piccolo di quanto in realtà è. È la buca più facile del campo, con hcp 18 e una media score di 4,7.

Buca 6, par 4 di 449 metri.
Una buca che si gioca sempre con il vento e che presenta un tee shot cieco. Sulla destra, insieme al dogleg, c’è un grande bunker che se evitato preferendo il lato sinistro, lascia un approccio lungo al green con un angolo più difficile. Ha un hcp 3 e la media score è di 4,4.

 

Buca 7, par 3 di 173 metri.
Una buca che dopo il 2004 non ha più bisogno di presentazioni. Si tratta della famosa Redan Hole, il cui green è totalmente ondulato da destra a sinistra. Il vento è costante e sempre contro, soffiando da destra. Per non farsi mancare nulla, dietro al green sulla sinistra c’è un bunker, che attira a sé la maggior parte dei colpi. Il green era così asciutto nel 2004, che la USGA fu costretta a innaffiarlo durante l’ultimo giro, se no era impossibile far star ferma la pallina sul terreno. Ha un hcp 2 e ha una media score di 3,4.

Buca 8, par 4 di 401 metri.
È più lunga di 37 metri rispetto allo US Open del 2004. Il tee shot permette di raggiungere il fairway con facilità sebbene i giocatori che finiscono nel bunker di sinistra, abbiano un angolo più semplice per tirare il secondo colpo al green. Il vento è contro e soffia da destra a sinistra, ma nonostante questo dal tee si può optare anche per i legni oltre al driver.
Ha un hcp 13 e una media score di 4,2.

Buca 9, par 4 di 401 metri.
Il tee shot è cieco, verso un fairway in cui soffia sempre un vento da destra a sinistra. Se con il primo colpo non si raggiunge la collinetta del fairway, si potrà vedere solo la punta della bandiera. Il colpo al green è meglio se rimane corto, perché qualsiasi shot lungo ha come conseguenza un chip o un putt difficile in discesa.
Ha un hcp 8 e la media score è di 4,3.

Buca 10, par 4 di 379 metri.
I giocatori qui possono scegliere se tirare un lungo ferro verso l’inizio del tavolato, per un secondo colpo in piano, o se giocare il drive giù dalla collina. Quest’ultimo lascerebbe un wedge dalla fine della collina mentre il precedente un colpo di 165 metri al green, posto sullo stesso livello del fairway. Attenzione a non finire lunghi: la zona dietro al green è molto ripida e secca, col rischio di mandare la palla a 23 metri di distanza.
Ha un hcp 1 e la media score è di 4,4.

Buca 11, par 3 di 145 metri.
È il par 3 più corto del campo, con un piccolo green ondulato e difeso da un bunker sulla destra. I colpi lunghi e a sinistra, lasciano un secondo colpo difficile in salita. Ha un hcp 4 e la media score è di 3,3.

Buca 12, par 4 di 429 metri. 
Il fairway è ampio appena 27 metri e i giocatori potrebbero optare per tee shot con il ferro. Il green è largo, è stato ampliato nei lavori del 2012, e ha al suo interno delle creste.
Ha un hcp 16 e la media score è di 4,2.

Buca 13, par 4 di 342 metri.
È la stessa buca che era nel 2004, anche se presenta come caratteristica il fairway più stretto del campo, ampio 15 metri scarsi. I giocatori tirano il primo colpo da un tee sopraelevato e devono fare in modo di tenersi un wedge come secondo colpo, verso un green davvero ondulato. Il bunker a destra è spesso frequentato durante i tornei.
Ha un hcp 14 e la media score è 4,2.

Buca 14, par 4 di 474 metri.
Questa buca è stata allungata di 70 metri per trasformarla in un par 4 lungo. Il tee shot è sopraelevato, con una discesa molto ripida dal tee al fairway e tiri da destra a sinistra. L’angolo migliore per l’approccio al green è da sinistra perché c’è una leggera apertura al green. L’approccio risulterà leggermente in salita.
Ha un hcp 6 e la media score è di 4,3.

Buca 15, par 4 di 374 metri.
Il tee shot è sopraelevato anche qui e molti giocatori tirano il drive a superare la cresta in mezzo al fairway, lasciandosi un ferro al green protetto da bunker.
Ha un hcp 9 e una media score di 4,3.

Buca 16, par 5 di 563 metri. 
La buca è stata allungata di 68 metri e sembra ancora più lunga a causa del vento costante che soffia da destra. Dovrebbe essere un par 5 raggiungibile in tre colpi, con un fairway da prendere sul lato destro. La maggior parte dei giocatori faranno un lay up prima del bunker sulla destra a 91 metri dal green. Quest’ultimo è stretto e difeso da altri bunker. Qui, nel 1995, Phil Mickelson chiuse con più di sei colpi quando era quarto in classifica.

Buca 17, par 3 di 165 metri.
Il green è stato ampliato, permettendo una pin position a sinistra sul fondo. Il vento qui soffia da sinistra e i bunker si trovano su entrambi i lati del green.
Ha un hcp 12 e una media score di 3,2.

 

Buca 18, par 4 di 443 metri.
Un nuovo tee shot ha aggiunto 32 metri di lunghezza, rendendolo cieco. Il vento soffia da destra a sinistra, aiutando i giocatori sul secondo colpo. Il tee shot migliore è quello giocato a destra, lasciando una visuale migliore sul green.
Ha un hcp 6 e una media score di 4,3.

Aspettando lo US Open, l'ultima volta del FedEx St. Jude Classic

Il PGA Tour fa tappa oggi a Memphis, nel Tennessee, per il FedEx St. Jude Classic, ultima tappa per potersi qualificare allo US Open 2018 di Shinnecock Hills.

Inoltre, sarà l’ultimo anno in cui il torneo verrà disputato in questa settimana e l’ultimo anno che lo troveremo nel calendario del PGA Tour.

Nel 2019, il FedEx St. Jude avrà un nuovo nome: World Golf Championship e prenderà il posto del WGC Bridgestone Invitational.

Questa settimana Daniel Berger, vincitore delle ultime due edizioni del torneo, dovrà vedersela con un field molto agguerrito e ricco di grandi giocatori nonostante l’imminente inizio del secondo Major stagionale.

Ci sarà l’ex numero uno al mondo e vincitore del FedEx St. Jude 2012 Dustin Johnson in compagnia di Brooks Koepka, Phil Mickelson, Henrik Stenson e Joaquin Riemann, la stella diciannovenne proveniente dal Cile che in cinque apparizioni da professionista ha già collezionato tre top-10.

In attesa dello US Open, gustiamoci l’ultima volta del FedEx St. Jude Classic

Per le proette è tempo di US Women’s Open Posta in arrivo x

Settimana di grandi appuntamenti sul Tour, sia americano che europeo. È il momento del 75esimo Open d’Italia al GardaGolf Country Club così come del Memorial Tournament di Muirfield Village sul PGA Tour. Ma non finisce qui, perché le proette - spesso dimenticate se non snobbate - avranno l’appuntamento più importante di tutti. Debutta domani lo US Women’s Open dell’LPGA e del LET, sul percorso di Shoal Creek Golf and Country Club in Alabama.

Un montepremi da 5 milioni di dollari, dei quali 900.000 formeranno l’assegno per la prima classificata. Nonostante i problemi riscontrati nella giornata di ieri a causa delle forte piogge che hanno costretto gli organizzatori a chiudere il percorso, sono tante le campionesse in gara che proveranno a conquistare il Major.

Sung Hyun Park sarà pronta a difendere il titolo, ma il Tour femminile non è mai stato così competitivo come in questo momento e di nomi da tenere sotto controllo ce ne sono diversi.

Aria Jutanugarn

Identikit: 22 anni e di nazionalità tailandese.

La lista di giocatori tailandesi, sia femminili che maschili, che hanno vinto un Major è molto corta, formata solamente dalla giovane Jutanugarn. Nel 2016 conquistò infatti il Women’s British Open, sorprendendo tutti. Giovane talento del golf, si è fatta notare nel 2011 quando vinse lo US Girls’ Junior Title. Nell’Open americano non ha mai brillato, il suo miglior piazzamento è stato un diciassettesimo posto. Ma Aria è in forma e arriva da una grande vittoria la settimana scorsa al Kingsmills Championship in Virginia.

Lydia Ko

Identikit: 21 anni e di nazionalità neozelandese.

Questa è senza dubbio una stagione di grande ritorni. Mentre sul PGA Tour l’attenzione è rivolta a Tiger Woods, così come a Bubba Watson e Phil Mickelson, vincitori dopo diversi anni, sull’LPGA i riflettori erano puntati su Lydia Ko. La promessa del golf femminile era diventata la più giovane ad aver vinto un Major all’Evian Championship del 2015 e aveva trascorso 130 settimane in vetta al Rolex Ranking. Poi qualcosa non è più funzionato e la Ko temeva di non poter più tornare quella di un tempo. Aiutata da un nuovo coach, un nuovo caddie e nuova attrezzatura, ha interrotto finalmente due lunghi anni senza vittorie conquistando il Mediheal Championship ad Aprile. Un grande sollievo per lei, che potrebbe trasformarsi in incubo per le sue avversarie.

Ana Nordqvist

Identikit: 30 anni e di nazionalità svedese

Per un pugno di sabbia non conquistò lo US Open del 2016, quando durante il playoff contro Brittany Lang, venne penalizzata per aver appoggiato il bastone nel bunker. Ma la Nordqvist è un osso duro e l’ha dimostrato nel match singolo contro Lexi Thompson della Solheim Cup 2017. Senza contare, che nel proprio palmares vanta due Major: il Women’s PGA Championship 2009 e l’Evian Championship 2017.

Sung Hyun Park

Identikit: 24 anni e di nazionalità coreana

È la campionessa uscente e difenderà il titolo a tutti i costi. Nelle sue ultime sei apparizioni, ha mancato il taglio tre volte mentre le altre tre ha chiusi 61esima, nona e prima. La vittoria al Volunteers of America LPGA Texas Classic è stata seguita da un taglio mancato nel torneo successivo. È una delle professioniste più lunghe e potenti del Tour, con 251 metri di distanza e il terzo posto in classifica per la driving distance. Peccato che sia la precisione a mancare, portandola ben 104esima in classifica. Nonostante questo e la forma poco smagliante, non è assolutamente da sottovalutare.

Lexi Thompson

Identikit: 22 anni e di nazionalità statunitense.

Dopo uno scintillante 2017 fatto di due vittorie, sei secondi posti e la conquista del Vare Trophy, la Thompson è ancora alla ricerca di un trionfo in questo 2018. È comunque la numero due del Rolex Women’s Golf Ranking e la giocatrice americana più in alto in classifica.

Michelle Wie 

Identikit: 28 anni e di nazionalità statunitense.

Dopo quello di Lydia Ko, ecco un altro grande ritorno sull’LPGA Tour. Michelle Wie si è tolta un grande peso dalle spalle lo scorso marzo quando ha conquistato l’HSBC Women’s World Championship, finendo così quattro anni di terribile assenza di vittorie. Dopo questo trionfo, la sua forma è stata perfetta. Non ha mai mancato il taglio nelle sette gare a cui ha partecipato dopo la vittoria e ha chiuso 32esima o meglio in cinque di queste. Senza dimenticare che ha già vinto alzato in cielo una volta il trofeo dello US Women’s Open nel 2014 a Pinehurst.

Le stelle del PGA Tour pronte a brillare al Memorial Tournament

Una parata di stelle del golf è attesa questa settimana al Muirfield Village Golf Club in Ohio. Sul PGA Tour arriva infatti il Memorial Tournament, torneo organizzato da Jack Nicklaus, che vedrà scendere in campo campioni come Tiger Woods, Justin Thomas, Dustin Johnson, Jordan Spieth e Rory McIlroy.

Tiger Woods, Jason Dufner, Justin Rose

Tiger Woods tornerà a disputare un torneo che ha vinto cinque volte, l’ultima volta nel 2012. Nelle sue ultime sei apparizioni, ha chiuso per quattro volte undicesimo o in posizione migliore. Senza dimenticare che a Muirfield detiene il record di uno dei tornei più vinti in carriera. Tiger sarà in compagnia di Jason Dufner, campione uscente, e di Justin Rose reduce dalla grande vittoria di domenica al Forth Worth Invitational e in passato vincitore anche del Memorial.

Partiranno domani alle 8.26 dalla buca 10 (14.26 italiane) e venerdì alle 13.16 dalla buca 1 (19.16 italiane).

Justin Thomas, Patrick Reed, Rickie Fowler

Justin Thomas farà il suo debutto da numero uno al mondo e cercherà a tutti i costi di difendere la sua leadership. Il campione americano vanta già due vittorie in stagione ed è stato vicino al trionfo lo scorso anno a Muirfield prima di chiudere quarto. Sarà in compagnia del campione Masters 2018 e di Rickie Fowler, che ad Augusta chiuse secondo proprio dietro a Reed. La stessa posizione in cui chiuse lo scorso anno dietro a Dufner, quando il torneo venne ritardato di addirittura due giorni per maltempo. Fowler cercherà sicuramente la rivincita, in un torneo che ama molto.

Partiranno domani alle 8.15 dalla buca 10 (14.15 italiane) e alle 13.05 dalla buca 1 venerdì (19.05 italiane).

Jason Day, Rory McIlroy, Dustin Johnson

Tre ex numeri uno al mondo tutti insieme e tre giocatori che han già trionfato in questa stagione. Certo Johnson ha sempre portato a casa vittorie almeno una volta l’anno, mentre McIlroy e Day sono mancati dal gradino più alto del podio per più di un anno.Il campione irlandese arriva da un secondo posto al BMW PGA Championship vinto da Molinari e a Muirfield ha sempre chiuso con grandi risultati. Sebbene manchi da due anni, ha chiuso quarto nel 2016 e quinto nel 2011. Day, invece, ha ottenuto il suo miglior piazzamento lo scorso anno quando è arrivato 15esimo. Johnson, dal canto suo, cercherà di arrivare tra le prime posizioni per riavvicinarsi alla leadership del ranking.

Partiranno giovedì dal tee della 1 alle 13.05 (19.05 italiane) e venerdì dalla buca 10 alle 8.15 (14.15 italiane).

Bubba Watson, Jordan Spieth, Phil Mickelson

Due giocatori mancini, in team con un giovane campione americano che in realtà è mancino ma gioca da destro. Watson è il più in forma dei tre, vincitore già due volte in questo 2018. È arrivato vicino alla vittoria del Memorial lo scorso anno, quando chiuse sesto a causa di un 73 finale, e nel 2014 quando si classificò terzo. Spieth aprì lo scorso anno con un fantastico 66 ma poi chiuse in tredicesima posizione visto il 73 dell’ultimo giro. Il giovane texano è alla ricerca di una vittoria che manca sul Tour dal luglio 2017, quando conquistò il The Open Championship. Lefty, dal canto suo, ha interrotto cinque anni di assenza di trionfi conquistando il WGC Mexico Championship a inizio stagione. Nonostante le sue 43 vittorie sul PGA Tour, nessuna di queste è arrivata al Memorial nel quale non ha mai brillato.

Partiranno domani dalla 1 alle 13.16 (19.16 italiane) e venerdì dalla 10 alle 8.26 (14.26 italiane).

Billy Horschel stilista: in arrivo una sua linea di Ralph Lauren

Billy Horschel è senza dubbio uno dei campioni più alla moda del Tour.

Uno stile elegante ma spesso anche eccentrico, come quando indossò i pantaloni con disegnati i polpi che sfoggiò durante lo US Open del 2013. Ma Horschel alla moda e al suo stile ci tiene molto, tanto da aver lanciato una propria linea di abbigliamento. Da anni ambasciatore di Ralph Lauren, il campione americano ha annunciato l’uscita di una sua capsule collection la prossima estate: la RLX For Billy Horschel Collection. Una linea realizzata in collaborazione con Ralph Lauren che segna anche un grande traguardo per il campione, visto che la casa americana non aveva mai prima d’ora collaborato con alcun personaggio pubblico.

“Quando penso alle persone che hanno indossato Ralph Lauren, sia che si tratti del golf o della moda - da attori, atleti, celebrità, chiunque - essere il primo tra tutte queste persone a collaborare con la stessa Ralph Laure... Beh è emozionante,” ha affermato Horschel al lancio della collezione avvenuto a New York City. “Quando mi hanno contattato la scorsa estate per parlarne, ero incredulo. Ero senza parole e fidatevi, non accade spesso. È stata un’esperienza davvero fantastica poter creare una linea con il mio nome e il mio logo accanto a quello di Ralph Lauren.”

Horschel è famoso sul fairway anche per l’accostamento di colori accesi e particolari, un dettaglio che sarà al centro della sua collezione. Ovviamente, sono tornati anche i pantaloni con i polpi, questa volta però in versione bermuda che il campione ha indossato durante il giro di pratica a Wentworth.

“I pantaloni con i polpi mi hanno reso famoso,” ha dichiarato ridendo. “Sono quelli che mi hanno presentato al mondo della moda golfistica e ora torneranno in una versione rivisitata.”

Horschel indosserà la sua linea per tutti i giorni di gara al BMW PGA Championship di questa settimana. E la cosa più bella? I colori così come le fantasie della collezione saranno disponibili anche per l’abbigliamento femminile, con l’arrivo in boutique e sul sito ralphlauren.com a partire dal prossimo 15 luglio.

6 di 173 Iniziano le Rolex Series con l’imperdibile BMW PGA Championship di Wentworth

Domani torna sullo European Tour il tanto atteso BMW PGA Championship ospitato per il 35esimo anno di seguito dal difficile percorso di Wentworth alle porte di Londra. Si tratta di uno dei tornei più importanti del Tour Europeo, che sancirà ufficialmente l’inizio delle Rolex Series 2018.

Lo scorso anno fu proprio l’evento londinese a inaugurare l’arrivo delle Rolex Series dello European Tour, l’insieme di otto tornei prestigiosi con montepremi minimo da 7 milioni di dollari.

Le Rolex continueranno anche settimana prossima con il nostro Open d’Italia al GardaGolf Country Club e culmineranno a fine stagione con il DP World Tour Championship, durante il quale ci sarà l’incoronazione del vincitore della Race to Dubai. Lo scorso anno fu Tommy Fleetwood a trionfare, mentre quest’anno, grazie al vantaggio della vittoria al Masters, Patrick Reed conduce la classifica seguito dal due volte campione dello European Tour Shubhankar Sharma.

Un evento imperdibile con un field davvero competitivo, che vanta alcuni dei campioni migliori al mondo. 

Domani ci sarà prima di tutto il ritorno a casa di Paul Casey che non gioca a Wentworth da cinque anni. Il campione inglese vinse nel 2009 e giocò per dodici anni consecutivi dal 2002 al 2013. Poi però una serie di impegni di famiglia e di problemi fisici l’hanno costretto a rinunciare all’appuntamento per diversi anni. Fino a domani, quando potrà giocare di fronte al suo pubblico. Casey cercherà di portare a casa quest’anno un altro grande obiettivo: giocare la Ryder Cup, dalla quale manca dal 2008. Lo vedremo certamente in altri tornei europei, con l’obiettivo di guadagnare punti e la qualifica per la competizione più amata del golf. Domani il campione inglese non sarà certo solo, accompagnato da altri cittadini di grande livello del Regno Unito: Tommy Fleetwood, Rory McIlroy e Ian Poulter. Ci saranno diversi italiani, a partire da Matteo Manassero (h.7.40 inglesi), Renato Paratore (h. 9.50 inglese), Andrea Pavan (h 10.55 inglese), Edoardo Molinari (h. 14.05 inglese) e Nino Bertasio (h. 14.50 inglese). Ma troveremo anche Francesco Molinari (h. 8.35 inglese) che torna sullo European Tour prima dell’Open d’Italia. Il nostro campione, lo scorso anno, fu artefice di una straordinaria performance qui a Wentworth, chiudendo secondo a due colpi da Alex Noren, che ottenne un imbattibile score finale in - 10, 62 colpi. Francesco potrà rifarsi quest’anno, chiudendo nella parte alta della classifica senza incontrare grandi difficoltà.

Difenderà il titolo proprio lo svedese, che lo scorso anno durante l’ultimo giro non era affatto considerato favorito dai bookmakers. Noren recuperò ben sette colpi di svantaggio, sorprendendo tutti e registrando persino il record del campo con quello score finale in 62. L’eagle alla 18, gli permise di chiudere in -11 per il torneo, vincendo ahinoi ai danni di Molinari.

Non solo campioni e spettacolo, ma anche tante celebrità scese in campo durante la Celebrity Pro-Am inaugurale del mercoledì. Da Pep Guardional all’attore di Cinquanta Sfumature di Grigio, Jamie Dornan. Così come star del calcio inglese, tra cui Ryan Giggs, Michale Carrick e Paul Scholes.

Non perdetevi lo spettacolo di Wentworth da domani dalle 13.00 alle 19:00 su Sky Sport 2 (canale 202).

Sabato l’azione si sposterà dalle 13.30 alle 19.30, sempre su Sky Sport 2 mentre domenica sarà dalle 13.30 alle 19.30 su Sky Sport 3 (canale 203).

Al via la lotteria del Masters: ecco come ottenere i preziosi biglietti

Il Masters di Augusta è passato da appena un mese ma è già tempo di pensare al prossimo anno. Il torneo più amato del golf tornerà sui verdi fairway dell’Augusta National dall’11 al 14 aprile 2019. Manca ancora un’eternità, è vero, ma se voleste essere tra i fortunati spettatori che potranno vedere le gesta dei campioni direttamente da bordo fairway... Il momento di agire è proprio adesso.

Gli organizzatori del Masters hanno infatti inaugurato l’annuale lotteria dei biglietti, che si svolge ormai da anni proprio a partire dal mese di maggio.

Come funziona? È semplice. Basta andare sul sito internet Tickets.masters.com e creare un account oppure accedere con le proprie credenziali se questo fosse già stato creato in passato.

In questo modo si accede alla lotteria dei biglietti del Masters, la quale è totalmente casuale e scadrà il giorno 1 giugno. A partire dai primi di luglio, tutti i partecipanti, sia vincitori che non, riceveranno un’email di notifica da parte del Masters.

Si può scegliere di applicare per i giri di gara così come per i giri di prova. Per questi ultimi, si possono selezionare fino a quattro biglietti al giorno mentre per i giri di gara solo due. La bella notizia è che se veniste scelti, non dovrete sborsare somme da capogiro per attraversare la famosa Magnolia Lane e assistere dal vivo allo spettacolo. I biglietti per i giri di prova costano solo 75$ l’uno mentre quelli per i giri di gara 115$. Non una cifra impossibile, anzi.

Cosa aspettate? Io ho già tentato la fortuna, ora tocca a voi!

Johnson, primato minacciato: occhio a quei quattro

Questa settimana al The Players Championship, Dustin Johnson potrebbe perdere il primato nel Ranking Mondiale.

Solo quattro giocatori hanno trascorso più settimane del campione americano in vetta alla classifica, da quando fu introdotta nel 1986. E ancora meno, hanno speso 64 settimane al primo posto. Lo stesso numero che DJ potrebbe raggiungere se superasse l’ostacolo The Players Championship.

Un ostacolo molto difficile, soprattutto visto lo stato di forma latente del campione.

Dopo aver vinto a inizio stagione e aver ottenuto qualche secondo posto, la parabola di Johnson è stata totalmente discendente. Ora dovrà vedersela con quattro campioni in agguato per rubargli il primato. Stiamo parlando rispettivamente del numero 2 Justin Thomas, del numero 3 Jon Rahm, del numero 4 Jordan Spieth e del numero 5 Justin Rose.

Secondo l’esperto del ranking Nosferatu, Rahm e Spieth diventerebbero primi se vincessero o se ottenessero un secondo posto in solitario. Thomas potrebbe avere una chance anche se mancasse il taglio mentre Rose dovrebbe vincere e basta. Johnson, dal canto suo, deve chiudere almeno undicesimo. Un risultato non impossibile, ma difficile se la forma è quella delle ultime settimane.

La scorsa settimana al Wells Fargo, a Thomas sarebbe bastato un dodicesimo posto per spodestare Johnson. Il giovane americano ha poi chiuso 21esimo, rimandando la pratica a questa settimana. Dopo Johnson, anche Spieth ha trascorso diverso tempo in testa al ranking con 26 settimane.

Certo è, che nella storia del golf tre giocatori hanno fatto meglio di DJ e stiamo parlando niente meno che di Tiger Woods, Greg Norman e Nick Faldo.

La Tigre è detentrice del record assoluto con 281 settimane dal 12 giugno 2005 al 30 ottobre 2010. Non finisce qui, perché rimase in testa in un secondo momento per altre 264 settimane, ottenendo così il primato per 683 settimane in totale.

Ma Tiger si sa, è Tiger...