Stenson scatenato a Bay Hill! Tiger in scia

Uno scatenato Henrik Stenson è al comando dell'Arnold Palmer Invitational dopo aver chiuso le prime 18 buche in 64 colpi; lo svedese ha avuto bisogno di solamente 20 put per chiudere il suo giro mettendo a segno ben 9 birdies, 5 dei quali consecutivi dalla 9 alla 13.

Stenson non ha mai vinto a Bay Hill ma è finito 4 volte trai top 10 dal 2013 al 2016 prima di mancare il taglio lo scorso anno.

Ad un colpo di distanza troviamo due giovani promesse del golf americano, Aaron Wise e Talor Gooch, seguiti a -5 da Jimmy Walker, Rickie Fowler e Bryson DeChambeau, ritrovato dopo i problemi fisici delle ultime settimane.

Ottimo primo giro per Tiger Woods (-4), 8 volte vincitore di questo torneo e partito la mattina presto, con temperature insolitamente basse per la Florida. Tiger ha messo a segno 6 birdies (incuso uno con un put dalla lunghissima distanza alla 7) e ha sporcato la carta con un solo doppio bogey alla 3 dopo aver tirato il drive fuori limite. La prestazione di Tiger ha portato i bookmakers ad abbassare ulteriormente la sua quota per il Masters di Augusta, rendendolo ora il primo favorito (8/1).

Buona prestazione per Rory McIlroy (-3), a lungo in testa prima di rovinare il giro con un doppio bogey alla 18 (legno 3 fuori limite dal tee); il campione nordirlandese è partito molto forte imbucando anche diversi put prima di calare nelle seconde 9, non sfruttando i due par5 alla 12 e alla 16 (l'ultimo birdie di Rory è arrivato alla 10). Curioso giro per Justin Rose; partito dalla 10 si è ritrovato a +4 sul tee della 16; da qui è iniziata la rimonta con 7 birdie messi a segno e uno score finale in 69 colpi.

48° pari al par Francesco Molinari, partito male e salito fino a +3, il torinese ha chiuso con eagle alla 16 e birdie alla 18 rientrando così dentro al taglio provvisorio.

 

Chi, quando e dove seguire l’Arnold Palmer Invitational

Il PGA Tour questa settimana resta in Florida per l’Arnold Palmer Invitational, sul percorso Bay Hill Club & Lodge di Orlando.

Tiger Woods tornerà in azione per la seconda settimana consecutiva e, dopo il risultato al Valspar Championship, è il più favorito per la vittoria.

Qui Tiger non gioca dal 2013, quando conquistò il suo ottavo Arnold Palmer Invitational in carriera.

Il campione americano dovrà però vedersela con alcuni tra i più forti giocatori al mondo. Nel field ci saranno 10 dei 20 top player del Tour, come Jason Day Marc Leishman, gli ultimi due vincitori a Bay Hill.

Troveremo anche Rory McIlroy, che nonostante il grande inizio di stagione sullo European Tour, deve ancora carburare parecchio su quello americano.

Forse questa settimana sarà la volta buona, visto che nelle ultime tre apparizioni nel torneo ha chiuso undicesimo, ventisettesimo e quarto.

I tee times da non perdere sono sicuramente i seguenti:

Bubba Watson - Justin Rose - Patrick Reed

Bubba Watson torna in campo questa settimana dopo la vittoria al Genesis Open e lo farà accompagnato per due giorni da Justin Rose e Patrick Reed. Sia Rose che Reed sono stati protagonisti durante il Valspar Championship, perdendo colpi e posizioni solo nelle ultime buche di domenica. Chissà se continueranno sulla stessa scia positiva. Li troveremo in campo domani dalla 10 alle 14:11 (ora italiana) e venerdì dalla 1 alle 18:56.

Tiger Woods - Jason Day - Hideki Matsuyama

Tiger Woods giocherà i primi due giri in compagnia di Jason Day e Hideki Matsuyama. Partiranno dalla 10 domani alle 14:23 (ora italiana) e venerdì dalla 1 alle 19:08.

Francesco Molinari - Keegan Bradley - Kevin Twain

Il nostro Francesco Molinari torna anch’egli in azione dopo la pausa della scorsa settimana e sarà in compagnia di Keegan Bradley Kevin Tway. Giocherà domani dalla 1 alle 18:20 (ora italiana) e venerdì dalla 10 alle 13:35.

Henrik Stenson - Adam Scott - Tommy Fleetwood

Da non perdere anche il team composto da Henrik StensonAdam Scott e Tommy Fleetwood che scenderà in campo domani dalla 1 alle 18:56 (ora italiana) e venerdì dalla 10 alle 14:11.

Marc Leishman - Rickie Fowler - Rory McIlroy

Il campione uscente Marc Leishman scenderà in campo insieme a Rickie Fowler e Rory McIlroy alle 19:08 (ora italiana) di domani dalla 1 mentre venerdì alle 14:23 dalla 10.

Non perdete l’azione domani su Sky Sport Plus (canale 205) a partire dalle 20:00. Venerdì, invece, il torneo si trasferirà su Sky Sport 3 (canale 203), sempre a partire dalle 20:00.

Buona visione!

La Tigre torna a ruggire

È stata una domenica davvero magica quella appena trascorsa.

Dopo tre anni, Tiger Woods è tornato a contendere il titolo in un torneo del PGA Tour, lasciando i suoi fan letteralmente attaccati alla TV.

Emozioni fatte di esultanze, tachicardia e spesso imprecazioni da putt sbagliato, che mancavano da troppo tempo. Tiger è tornato, sebbene in molti dicano che il ritorno sarà sancito solo da una vittoria.

Ma il secondo posto di ieri è già una grande conquista. Basta ricordarsi dov’era la Tigre un anno fa ma soprattutto in che condizioni era.

Gonfio, imbottito di medicinali e quasi irriconoscibile non dava adito a speranza su un suo possibile ritorno. Figuriamoci a una vittoria o a prestazioni come quelle delle ultime settimane.

Invece ieri è andata diversamente ma forse dovevamo aspettarcelo già da gennaio, quando ha debuttato sul PGA Tour dopo anni di assenza. Quattro tornei disputati nel 2018, iniziato con un ventitreesimo posto al Farmers Insurance Open e il taglio non superato al Genesis Open. Poi la svolta, con il dodicesimo posto all’Honda Classic e il secondo posto di ieri al Valspar Championship.

Tiger è stato nella parte alta del leaderboard per tutti i quattro giorni di gara, ma ieri avrebbe potuto addirittura vincere.

Dopo essersi affidato principalmente ai ferri e ai legni dal tee per evitare l’imprecisione del driver, il campione americano ha dimostrato grande gioco intorno al green per i primi tre giri. Si è classificato quinto nella classifica dei colpi guadagnati intorno al green, sebbene ieri il putter non abbia funzionato.

Quanti ne ha sbagliati che potevano essere decisivi. Eppure, dopo il birdie alla 1 e il bogey alla 4, ha mantenuto la scia di par fino alla 17.

Nel frattempo i suoi avversari si dividevano tra chi recuperava posizioni e chi invece si trovava in difficoltà. Tra tutti, Paul Casey è riuscito a mantenere la leadership, con uno score totale di -10 e ha aspettato in Club House l’evolversi della situazione.

Alla 17 Tiger, dopo aver sofferto tutta la giornata con il putter, ne ha imbucato uno da 13 metri, portandosi a -9 a un solo colpo da Casey.

Quel putt ci ha fatto tutti saltare dal divano, evocandoci le immagini della Tigre più bella e vincente del passato. Tiger stesso, dopo aver imbucato, sembrava quasi emozionato da tutto il tifo che lo circondava. Del resto, dopo aver subito quattro interventi alla schiena, di cui l’ultimo una fusione spinale, e dopo aver superato i giudizi della gente, il campione si è preso la sua rivincita.

Con lo score a -9 sul tee della 18, un birdie avrebbe potuto portarlo al playoff con Paul Casey. Tiger ha fatto un respiro profondo e si è asciugato le mani sudate. Ha optato per la sicurezza del ferro 2 dal tee, che gli ha permesso di ottenere un secondo colpo semplice al green. Qui la palla si è fermata a 10 metri dalla buca e visto il putt imbucato alla 17, tutti abbiamo sperato che ce la potesse fare. Quel putt, un po’ timido e forse carico di emozione, si è fermato prima della buca lasciandolo secondo a -9.

Gli applausi e le urla “Go Tiger” non sono comunque mancati, neppure nelle case di noi golfisti italiani.

Perché se dovessimo fare un bilancio di questo ultimo anno, gli applausi non basterebbero nemmeno. Ci vorrebbe una standing ovation, alla determinazione e alla forza che questo grande campione ha saputo dimostrare.

È un ritorno diverso da quelli degli altri anni, non solo per i risultati ma anche per le statistiche. Si tratta del miglior piazzamento degli ultimi cinque anni, con il miglior gioco corto e la più alta velocità della testa del bastone nello swing (208 km/h).

E ciò che rende tutto ancor più speciale, è la totale assenza di dolore alla schiena.

Con questo secondo posto la Tigre sale al 149esimo posto nell’Official World Golf Ranking. Pensare che solo a dicembre, prima dell’Hero World Challenge, era 1199esimo.

Per quanto riguarda la FedEx Cup,  in quattro tornei ha già ottenuto 345 punti, raggiungendo il 43esimo posto in classifica. Bastano 365 punti per qualificarsi ai playoff, dai quali Tiger è assente da ben cinque anni.

Questa settimana potrà migliorare ancora la posizione nel Ranking, grazie a un torneo che conosce molto bene.

La Tigre sarà impegnata all’Arnold Palmer Invitational sul percorso di Bay Hill, torneo che ha vinto ben otto volte in carriera.

Noi, che di Tiger viviamo, non vediamo l’ora di rivederlo in azione.

Tiger con Spieth e Stenson: chi, quando e dove seguire il Valspar Championship

Tiger Woods debutta domani al Valspar Championship e lo farà in compagnia di altri due grandi campioni del Tour.

La Tigre torna a giocare sul percorso di Innisbrook per la prima volta dal 1996, trascorrendo la prima di due settimane consecutive in Florida.

Giovedì e venerdì lo vedremo in compagnia di Henrik Stenson e Jordan Spieth, partendo domani alle 18:46 e venerdì alle 13:56 (entrambe ore italiane).

Sarà probabilmente il team più seguito dei primi due giorni di gara, con Tiger che cercherà di continuare sulla scia dell’ultima performance all’Honda Classic.

Poi abbiamo Spieth, che ha vinto questo torneo nel 2015 al playoff contro Patrick Reed e il grande Stenson, che qui non ha mai chiuso peggio dell’undicesimo posto.

Oltre a questo trio delle meraviglie, ci saranno tanti altri campioni da seguire.

Andando con ordine, domani alle 13.45 e venerdì alle 18.35 (ore italiane) sarà il turno di Rory McIlroyJustin Rose e Gary Woodland. Sarà un debutto anche per il nord irlandese, al suo primo Valspar Championship, accompagnato da due veterani del torneo. Rose vi ha giocato sei volte, chiudendo nelle ultime quattro tra i primi quindici. Woodland, invece, vinse nel 2011.

Alle 13:56 di giovedì e alle 18:46 di venerdì scenderanno in campo Sergio GarciaAdam Scott e Matt Kuchar.

Garcia torna a Innisbrook dopo cinque lunghi anni dall’ultima volta e spera di ottenere un grande risultato sull’onda del settimo posto al WGC- Mexico della scorsa settimana. Scott cercherà di risollevare il suo golf ma anche la sua posizione nel Ranking Ufficiale. Mentre Kuchar, beh nelle ultime sei apparizioni qui ha sempre chiuso sopra al quindicesimo posto.

Non resta che sintonizzare la televisione alle 21:00 su Sky Sport Plus (canale 205) e non perdersi nessun colpo!

Bill Haas torna sul Tour dopo l’incidente mortale

Bill Haas torna in campo questa settimana in occasione del Valspar Championship.

Sarà un torneo diverso dai tanti disputati sul PGA Tour.

Le escoriazioni al ginocchio sinistro e il dolore alla caviglia destra sono scomparsi. Ciò che invece fa fatica ad andar via, quasi fosse una cicatrice sul cuore, è il ricordo di quel giorno in cui ha perso un amico.

Era il 13 febbraio scorso, quando il campione americano è stato coinvolto in un incidente mortale a Los Angeles. Haas era passeggero a bordo della Ferrari guidata dall’amico Mark Gibello, rimasto ucciso sul colpo. L’automobile, si è scontrata contro una BMW, per poi schiantarsi contro un palo.

“Non ci sono regole per affrontare un trauma del genere,” ha affermato Haas nella sua prima intervista dopo l’incidente. “Ero in uno stato di shock e di incredulità. È stato un evento traumatico. Non sono ancora in grado di gestirlo. Continuo a pensare alla famiglia di Gibello.”

Mark era un amico, con il quale si trovava sempre ogni volta che doveva disputare il Genesis Open di Riviera.

Avevano giocato a golf insieme il weekend precedente l’incidente e Gibello era anche molto legato a Butch Harmon, coach di Haas.

Il 35enne della Carolina del Nord, torna in campo con un grande attaccamento alla vita e un supporto che non avrebbe mai pensato di ricevere.

La sua sacca è rimasta a Riviera per tutta la durata del Genesis Open e gli è stata spedita solo al termine del torneo. Non ha praticato molto in queste settimane, ma poco importa.

“La quantità di amore e di sostegno che ho ricevuto dai miei compagni e dai miei amici è stata fantastica,” ha dichiarato. “Allo stesso tempo un mio amico non c’è più. Non c’è modo per spiegare la vita, il perché le cose accadono e soprattutto come accadono. Non bisogna dare il domani per scontato. Devi goderti l’oggi e prepararti per il domani. Detto questo, mi sento di dover tornare a competere. Non posso dire che il golf non sia importante perché è quello che faccio. Penso che Mark avrebbe voluto così.”

La Fenice Michelle Wie torna alla vittoria

Michelle Wie è tornata alla vittoria dopo quattro lunghi anni e l’ha fatto conquistando il Women’s World Championship. Un trionfo sofferto e pieno di adrenalina, arrivato per un colpo sulle avversarie alla 72esima buca.

Quattro giocatrici in parità e pronte per il playoff, fino a quando la Wie ha tirato fuori la parte migliore del suo gioco.

Ha imbucato il putt per il birdie alla 18 da 10 metri, chiudendo in testa a -17 grazie allo score finale in 65. La Wie ha immediatamente lanciato il pugno verso il cielo in segno di esultanza quando la pallina è scomparsa dentro la buca. Ha dovuto attendere che Danielle Kang e Nelly Korda giocassero per il birdie e quando hanno sbagliato, ha capito che finalmente ce l’aveva fatta.

Vincere è tutto. Intendo dire che non ci sia sensazione migliore di quando ti rendi conto di aver imbucato il putt vincente. È grandioso, davvero,” ha dichiarato la Wie.

Una vittoria sofferta, dopo quattro lunghi anni di fatiche.

Era il 2014 quando la campionessa americana conquistò l’ultimo torneo LPGA con lo US Women’s Open di Pinehurst. Una vittoria che avrebbe dovuto lanciarla verso il primo posto nel ranking ma che invece fu solo l’inizio di un incubo.

Da allora la giovane 28enne ha dovuto rialzarsi e rimettere insieme i cocci del suo gioco troppe volte.

Proprio nell’estate del 2014 fu fermata da un infortunio al dito e negli anni successivi da altri problemi legati ad anca, caviglia e ginocchio.

Lo scorso anno, quando pensava di poter ricominciare, degli spasmi al collo e un’appendicectomia grave, le han fatto saltare gran parte della stagione.

“È stato un viaggio difficile dal2014,” ha continuato la Wie. “È stato tutto documentato. Ho avuto degli infortuni, ho avuto momenti difficili e ho perso fiducia. Sono solo orgogliosa di me stessa per esserne uscita.”

È finalmente tornata e ora, non le resta che continuare su questa strada vincente.

Altre due settimane all’insegna di Tiger

Ci aspettano due settimane di grande golf sul PGA Tour, che saranno accompagnate da un solo nome: Tiger Woods.

Il campione americano ha annunciato ieri la sua presenza in campo al Valspar Championship e all’Arnold Palmer Invitational di Bay Hill dal 12 al 18 marzo.

Una notizia che ha un importante significato: Tiger sta bene.

La Tigre vuole giocare il più possibile prima del Masters di Augusta di inizio aprile, per potervi così competere al meglio.

Per la prima volta in carriera  giocherà il Valspar Championship, nonostante abbia già avuto modo di testare le insidie dell’Innisbrook Copperhead Course nel 1996.

In quell’anno, partecipò al JCPenney Classic, un evento che coinvolgeva sia professionisti del PGA Tour che dell’LPGA Tour.

Per quanto riguarda Bay Hill, invece, si tratta di un percorso e di un torneo che Tiger conosce bene. Ha vinto lì ben otto volte, l’ultima nel 2013 quando divenne numero uno al mondo.

Dopo le due settimane consecutive che l’hanno visto impegnato al Genesis Open e all’Honda Classic, Tiger ci riprova mandando la folla in delirio. Perché si sa, quando la Tigre scende in campo, i tornei hanno tutto un altro appeal. Lo dimostrano anche le ultime notizie arrivate direttamente da Tampa, casa del Valspar.

La direttrice del torneo, Tracy West, ha dichiarato di aver aumentato i servizi perché si aspettano l’arrivo di 10.000 persone.

Ci saranno altri 6000 posteggi disponibili, più bus, più cibo e bevande così come più volontari. Non finisce però qui. Poco prima che Tiger confermasse la sua partecipazione, un altro campione ha deciso di non mancare all’appuntamento: Jordan Spieth.

Ma sono solo due dei tanti nomi caldi presenti nel field della prossima settimana. Ci sarà Rory McIlroy al suo debutto nel torneo, così come Justin Rose, Henrik Stenson, Sergio Garcia e Adam Scott.

Grandi campioni che, dopo anni in cui il torneo ha cercato di attirare a sé top player e sponsor, riscrivono le sorti del Valspar Championship.

Al WGC-Mexico Championship, i Pro tireranno colpi il 9% più lunghi

Inizia oggi il WGC Mexico Championship, primo World Golf Championship della stagione, che vedrà scendere in campo i migliori campioni del Tour sul percorso del Golf Club di Chapultepec.

Sarà uno spettacolo imperdibile, soprattutto per il gioco che proprio il campo ospite promette di mettere in scena. Vedremo colpi da manuale, con distanze quasi da record soprattutto per chi, come Dustin Johnson o Bubba Watson, è già abituato a compiere shot incredibilmente lunghi. Merito dell’altezza di Chapultepec, situato a 2370 metri sul livello del mare, che fa nettamente la differenza rispetto a un percorso in piano.

Proprio lo scorso anno, Dustin Johnson vinse il torneo con uno score di -14, battendo Tommy Fleetwood e Jon Rahm. Durante i giorni di gara, il suo drive raggiunse una distanza media di 294 metri, ben 7 metri in più della media dello scorso anno e addirittura 15 metri in più di quella del 2018.

Un altro giocatore a beneficiare dell’incremento di distanza è sicuramente Bubba Watson, che proprio nei giorni prova di questa settimana ha tirato il ferro 6 a 230 metri. Dopo l’incredibile colpo, il suo caddie Ted Scott, ha riferito ai reporter di USA Today che Watson può vantare un aumento di distanza del 15% durante il WGC in Messico.

Ma qual è la vera causa di questo aumento? Sebbene anche altri caddie hanno confermato le dichiarazioni di Ted Scott, molto probabilmente la media di incremento di distanza raggiungibile è più bassa del 15%.

Lo scorso anno, quando Titleist ha rivolto la domanda a Steven Ayoama, studioso delle palline da golf, quest’ultimo ha spiegato come l’aumento di distanza sia dovuto a una ridotta densità dell’aria.

La pallina subisce meno resistenza aerodinamica, che in altri percorsi, così da andare più lontano del solito. Ayoama ha inoltre fornito un’equazione per calcolare quanto sarebbe la percentuale di aumento in Messico. Secondo lo studioso, a Chapultepec i campioni guadagneranno il 9% di distanza in più.

Tiger Vice Capitano giocatore? Per noi, può farcela!

Tiger Woods è stato nominato martedì da Jim Furyk, vice capitano per la Ryder Cup di Parigi.

Ma tutti sappiamo che l’obiettivo del campione americano è quello di essere presente come vice capitano giocatore.

Quante possibilità ha Tiger di farcela? Apparentemente nessuna se si guardano gli attuali risultati, ma in realtà molte. Più di quante immaginiate. 

Prima di tutto Tiger è sceso in campo solo in due tornei ufficiali (tre se si calcola l’Honda Classic iniziato oggi) dall’agosto del 2015.

Secondo, sebbene il Vice Capitano sia un ruolo ormai famigliare per il campione, nel 2016 ad Hazeltine tutto era diverso.

Il futuro professionistico di Tiger era ancora molto nero e in dubbio, in pochi avrebbero scommesso su un suo ritorno. Figuriamoci su una sua possibile vittoria.

Quindi il ruolo di vice capitano non giocatore era l’unico di cui potesse accontentarsi, dimenticando di poter giocare per la sua squadra.

Ora invece è tornato, forte come in passato. La vittoria manca è vero, ma siamo a febbraio e settembre è ancora lontano.
Tiger è solo 104esimo ranking Ryder Cup, ma a differenza del 2016, ha tutte le carte in regola per recuperare ed essere considerato una Captain’s Pick.

La strada è lunga, vero. Deve migliorare con il drive. Deve tornare a competere nella parte alta della classifica ma soprattutto deve vincere.

Però essere in campo questa settimana per il secondo torneo consecutivo (cosa che non accadeva da cinque anni) vorrà pur dire qualcosa, no?

Forse Furyk avrebbe potuto aspettare a nominare Woods, per vedere come sarebbe andata la sua stagione. Invece ha voluto agire immediatamente, perché avere un campione come Tiger vice capitano è troppo importante.

È infatti considerato il migliore e il più esperto nel creare gli accoppiamenti di foursomes e quattro palle, e l’ha dimostrato anche nel 2016.

“Lo voglio nel team a partire da adesso,” avrebbe dichiarato Furyk.

I vice capitani sono gli occhi e le orecchie del Capitano. Sono impegnati in campo più di lui, spesso bloccato sul tee della 1 per dare il benvenuto ai giocatori e per rispondere alle domande dei giornalisti.

Furyk dovrà valutare se l’impatto di Tiger come vice capitano sia più importante dei punti che potrebbe ottenere giocando.
Potrebbe ricoprire entrambi i ruoli, sebbene il capitano non ne sembra convinto.

“È possibile,” ha dichiarato. “Ma se questa sia la decisone migliore per la squadra, lo vedremo.”

Se Tiger dovesse giocare bene durante questa stagione, sarà difficile per Furyk lasciarlo fuori dalla rosa.
Siamo ancora a febbraio.

Il campione americano è tornato da appena tre tornei. Furyk lo sa, come sa che in un anno, tutto può cambiare.

La seconda giovinezza di Lefty

Una stagione di grandi ritorni. Il ritorno di Tiger Woods sul PGA Tour. Il ritorno di Bubba Watson alla vittoria dopo due lunghi anni. E il ritorno di Phil Mickelson. Anche se, verrebbe da dire, Lefty non se n'è mai andato.

Non vince da cinque anni, è vero, ma i suoi risultati sono sempre stati ottimi e quasi decisivi nelle ultime due stagioni. Come dimenticare lo spettacolo messo in scena al The Open Championship 2016, quando combatté fino all’ultimo contro Henrik Stenson.

Impossibile cancellare dalla memoria anche il suo grande exploit alla Ryder Cup di Hazeltine, quando vinse ogni match singolo e contribuì nettamente alla vittoria americana.  

Insomma, Lefty sembra stia vivendo una seconda giovinezza e sia pronto per tornare finalmente alla vittoria.

Con il risultato di domenica a Riviera, Mickelson ha chiuso per la terza volta consecutiva nella top 6 del leaderboard. Anche se al Genesis Open, poteva finire molto meglio.

Lefty ha iniziato l’ultimo giro a Riviera con cinque colpi dal leader, ma dopo una serie di colpi incredibili e il birdie imbucato con il chip alla 12, si è trovato a un solo colpo da Bubba Watson.

Con il leader e Kevin Na dietro di lui qualche buca, Mickelson ha continuato la sua scalata in maniera aggressiva, cadendo poi nel bogey alla 15 e alla 16. Due colpi persi, che molto probabilmente gli sono costati la prima vittoria sul Tour dopo cinque anni di digiuno.

Ma come si dice in gergo, Lefty quella vittoria tanto sofferta la sta ‘maturando’. Sta componendo i tasselli del trionfo piano piano, torneo dopo torneo, avvicinandosi sempre di più alla meta.

Mickelson ha chiuso sesto domenica, quattro colpi dietro a Watson. Un risultato che insieme al secondo posto di Pebble Beach di settimana scorsa e al quinto posto nel Waste Management Open, porta Lefty a ottenere tre top sei per la prima volta dopo undici anni.

“Il mio gioco continua a migliorare,” ha dichiarato. “Sto giocando abbastanza bene da poter competere di settimana in settimana. Ora la differenza tra vincere e non vincere è fatta solo da un colpo qui o là. Ho trovato il mio gioco.”

Lefty ha anche sottolineato di aver notato dei progressi significativi sia nel putter che nel driver, colpi che l’hanno sempre preoccupato nelle ultime gare della scorsa stagione. E con l’arrivo del primo Major stagionale, è convinto che trasformare una top 10 in una vittoria sia necessario per renderlo più fiducioso e forte nel conquistare la sua quarta giacca verde.

“Penso sia importante per me, se voglio andare ad Augusta per cercare di vincere ancora, che io vinca prima del Masters,” ha affermato Mickelson. “Se non dovesse succedere, pazienza. Ma penso che sarebbe grandioso per il momento che sto vivendo, perché per vincere un Major devi giocare abbastanza bene da vincere anche un torneo.”