Tiger sempre più vicino alla qualifica per la Ryder Cup

Tiger Woods continua a fare grandi passi in avanti nell’Official World Golf Ranking, ma soprattutto nel Ranking di qualifica per la Ryder Cup 2018.

Domenica al Masters avrebbe potuto chiudere ancor meglio di come poi ha finito, a causa di tre putt alla 18 che dallo score totale in par l’hanno fatto scivolare a +1 per il torneo. Poco male comunque, perché la Tigre dopo tre anni di assenza dal Masters, ha comunque ottenuto un risultato positivo ad Augusta, raggiungendo il 32esimo posto in classifica.
Con questo risultato, Tiger ha ottenuto 26 punti della FedEx Cup, salendo al 39esimo posto rispetto al 40esimo della scorsa settimana. Non finisce però qui, perché il campione americano è ora 88esimo nel Ranking Mondiale avendo guadagnato ben 15 posizioni.

Le buone notizie continuano se guardiamo al ranking della prossima Ryder Cup. La classifica è condotta al momento dal vincitore del Masters Patrick Reed, che dopo aver vinto la Giacca Verde, dopo aver guadagnato ben 2 milioni dollari e una qualifica a vita per il Major più amato, ha già in mano il biglietto per settembre direzione Golf National di Parigi.

Reed è salito dalla nona posizione alla prima, in virtù dei 6.321,901 punti guadagnati al Masters. Già, perché i professionisti americani ottengono 1 punto per ogni 1.000 dollari guadagnati nei normali tornei del PGA Tour. Se si tratta invece dei Major, i punti sono raddoppiati.

I primi otto giocatori attualmente qualificati nella squadra americana, faranno certamente preoccupare il capitano Thomas Bjorn e gli avversari europei, basti pensare che sette di questi sono tutti vincitori di almeno un Major.
In ordine troviamo: Patrick Reed, Justin Thomas, Dustin Johnson, Jordan Spieth, Bubba Watson, Rickie Fowler, Brooks Koepka e Phil Mickelson.

E Tiger?

Il campione è attualmente in 28esima posizione, ma una vittoria lo avvicinerebbe alla top 10. Gli attuali giocatori che troviamo dalla nona alla dodicesima posizione, sono Matt Kuchar, Brian Harman, Kevin Kisner e Gary Woodland.

Ciò che conta però, è che il capitano non sia obbligato a seguire la classifica per scegliere le sue pick. Quindi, se Tiger continuasse su questa scia di risultati, potrebbe essere scelto e diventare così un Vice Capitano giocatore.

Del resto, da qui ad agosto tutto può succedere...

McIlroy vs Reed: la rivincita per il Masters!

La sfida tra Rory McIlroy e Patrick Reed ha infiammato gli animi degli appassionati di golf all'ultima Ryder Cup di Hazeltine; le prime 9 buche (nel primo match di giornata) furono uno spettacolo continuo e la vittoria dell'americano sul numero 1 europeo chiuse le porte ad una possibile rimonta.

Al Masters la situazione è molto diversa, si gioca match play e non stroke play, e Reed parte con 3 colpi di vantaggio sul nordirlandese, ma i giochi non sono chiusi neanche per Rickie Fowler (-9), Jon Rahm (-8) ed Henrik Stenson (-7).

Nella terza giornata segnata dalla pioggia Rory McIlroy è andato subito all'attacco e con l'eagle della 8 (imbucando un approccio da bordo green) ha raggiunto in testa Reed, che ha subito risposto mettendo a segno 3 birdie consecutivi a  8,9 e 10. Il controverso (e poco amato dai colleghi) americano ha allungato il proprio vantaggio grazie a due eagle a 13 e 15 (imbucando anche qui da fuori green dopo aver preso un gran rischio con il secondo colpo, volando di pochissimo l'ostacolo d'acqua),  ma il birdie alla 18 di McIlroy e il bogey (con 3 put) alla 16 di Reed riportavano il distacco a soli 3 colpi.

Un buon vantaggio per Reed ma recuperabile per McIlroy; la pressione è tutta sulle spalle dell'americano, alla ricerca della prima vittoria in un Major e mai protagonista ad Augusta; Rory giocherà all'attacco, dando tutto per conquistare il primo Masters e completare il Grand Slam.

Le probabilità che un vincitore arrivi da dietro sono molto basse, anche se a -6 e -5 troviamo una serie di campioni molto agguerriti (Bubba Watson, Fleetwood, Spieth e Thomas tra gli altri).

Primo giro sotto par per Francesco Molinari, nonostante i bogey alla 1 e alla 18; il torinese è tornato pari al par per il torneo in ventunesima posizione. Giro in par per Tiger Woods (+4), quarantesimo.

La diretta TV inizierà alle 20.00 su Sky Sport 3 HD, i leader prenderanno il via alle 20.40; Francesco Molinari giocherà con Kevin Kisner a partire dalle 18.40 mentre Tiger Woods e Rafa Cabrera Bello inizieranno il loro giro alle 17.10 italiane.

The Masters: I 7 gruppi da non perdere

La settimana del Masters è la più magica dell’anno.

Ci sono tante cose da amare di questo torneo. Il percorso, la Giacca Verde, le tradizioni e le storie legate ad Augusta. Ma quest’anno apprezzeremo ancor di più il field stellare presente.

Tanti gruppi, alcuni più intriganti di altri, in un’edizione che secondo molti sarà il Masters migliore della storia.

Uno spettacolo da non perdere, che sarà offerto in diretta su Sky Sport 2 a partire da questa sera alle 21.00, ma ci saranno anche diversi speciali. Andiamo quindi a scoprire insieme i sette Tee Times più imperdibili di giovedì e venerdì.

  1. Jordan Spieth, Alex Noren, Louis Oosthuizen (19.49 giovedì e 16.53 venerdì)

Jordan Spieth ha una lunga storia legata ad Augusta, sebbene vi abbia giocato solo quattro volte. Vincitore nel 2015, ha sfiorato la doppietta nel 2016 e ora, dopo un’inizio di stagione difficile, sembra sia tornato in forma. L’Europeo Alex Noren deve ancora essere decisivo in suolo americano, sebbene sia 15esimo al mondo e sullo European Tour abbia collezionato 9 vittorie. Louis Oosthuizen è un habitué dei Major, risultando sempre molto decisivo

  1. Sergio Garcia, Justin Thomas, Doc Redman (16.53 giovedì e 19.38 venerdì)

Il campione del Masters del 2017 torna ad Augusta con l’obiettivo di difendere il titolo a tutti i costi. Inizierà a farlo, giocando con uno dei più favorito alla vittoria: Justin Thomas. Il campione americano ha ottenuto ben quattro vittorie dal Masters dello scorso anno, compreso il Tour Championship. Insieme a questa coppia formidabile, ci sarà il vincitore dello U.S. Amateur Championship Doc Redman.

  1. Dustin Johnson, Justin Rose, Rafael Cabrera Bello (20.00 giovedì e 17.04 venerdì)

I due più favoriti alla vittoria, si ritrovano insieme per due giorni nello stesso team: Dustin Johnson e Justin Rose. Il numero uno al mondo torna ad Augusta dopo l’assenza dello scorso anno, quando si ritirò per esser caduto dalle scale proprio il giorno prima del Masters. Rose, invece, è uno dei professionisti ad aver giocato meglio negli ultimi mesi. Nelle sue ultime tre apparizioni ad Augusta, ha chiuso rispettivamente secondo, decimo e secondo.

  1. Bubba Watson, Henrik Stenson, Jason Day (17.04 giovedì e 19.49 venerdì)

Un gruppo di grandi veterani. Bubba è in grande forma e, alla ricerca della terza Giacca, potrebbe essere uno dei giocatori più interessanti del torneo. Stenson è sempre amante dei Major, avendo chiuso sesto negli ultimi due anni del Masters. Jason Day, invece, dopo aver vinto il Farmers Insurance Open si presenterà in campo con uno nuovo caddie e nuovi ferri... alla ricerca della sua forma.

  1. Tiger Woods, Marc Leishman, Tommy Fleetwood (16.42 giovedì e 19.27 venerdì)

Non servono motivi per seguire questo gruppo, che sarà probabilmente quello con gli occhi più puntati addosso. Il ritorno di Tiger parla da solo, soprattutto grazie agli ottimi risultati registrati. Il campione americano ha affermato di essere ad Augusta per vincere, un motivo in più per non farselo scappare.

  1. Rory McIlroy, Adam Scott, Jon Rahm (19.38 giovedì e 16.42 venerdì)

A Rory McIlroy manca solo la vittoria al Masters per completare il suo Career Grand Slam. Il campione irlandese è tornato alla vittoria sul PGA Tour all’Arnold Palmer Invitational dopo due anni di digiuno. Ma sopratutto, ha trascorso l’ultimo mese ad allenarsi proprio per Augusta. Adam Scott è già detentore di una Giacca Verde e il Masters gli è sempre piaciuto. Il giovane Jon Rahm nella sua carriera è destinato a vincere uno o più Major, così come a diventare numero uno al mondo. Inoltre, insieme a McIlroy, proverà a far parte del team Europe alla Ryder Cup di Parigi.

  1. Phil Mickelson, Rickie Fowler, Matt Kuchar (19.27 giovedì e 16.31 venerdì)

Un team di tre americani e di due veterani del golf. Lefty è tornato alla vittoria proprio quest’anno dopo cinque stagione ed è intenzionato a scrivere la storia in questo Masters 2018. Fowler è ancora a digiuno da vittorie nei Major, ma negli ultimi anni è sempre stato decisivo. E Kuchar, è capace di sorprenderti e crearsi spazio in alto alla classifica anche nell’ultimo giro.

Non dimentichiamoci inoltre il nostro Francesco Molinari, scenderà in campo con il tailandese Kiradech Aphibarnrat e l'americano Pat Perez. (15.47 giovedì e 18.43 venerdì)

Vietato arrendersi, parola di Ian Poulter

Solo una settimana fa, quando aveva raggiunto i quarti di finale del WGC Matchplay, gli avevano detto di essersi qualificato al Masters.

Con la prestazione registrata ad Austin, era entrato di diritto tra i primi 50 del ranking. Peccato, che si trattasse di un brutto errore.

Ian Poulter non si era affatto guadagnato un posto nel Masters per merito del Ranking. Fu informato dell’errore sul tee di partenza del match contro Kisner. Un match dei quarti che avrebbe dovuto vincere per qualificarsi. Invece perse 8 a 6, infrangendo così il sogno. In quelle circostanze, anziché giocare, sarebbe rimasto in uno studio televisivo a commentare la settimana più bella del golf.

Tutto da rifare, con l’unica speranza di strappare un ultimo biglietto per Augusta vincendo lo Houston Open.

Il morale era a terra e addirittura aveva pensato di non partire nemmeno per Houston. Dopo un primo giro in 73 colpi, aveva già preparato le valigie per tornare a casa a Orlando, convinto di non superare il taglio.

Poi ha messo in campo il suo gioco migliore. Un 64 seguito da un 65 che l’ha portato in testa la sera del terzo giro. All’ultima 72esima buca, ha imbucato un putt incedibile forzando il playoff contro Beau Hossler e chiudendo con un 67 di giornata. Gli è bastato un par alla prima buca dello spareggio, per conquistare il torneo e così il posto al Masters, facendo tornare alla mente di tutti il Poulter della Ryder Cup di Medinah nel 2012.

Ha vinto per la terza volta in carriera sul PGA Tour, un trionfo che non arrivava sul suolo americano dal 2010 ai Matchplay in Arizona.

Ma forse questa è la vittoria più importante. Oltre ad essersi qualificato per il Masters, Poulter è diventato 30esimo nel Ranking ed è qualificato per tutti gli altri Major.

Senza contare che ha ottenuto anche un’esenzione di due anni proprio per Augusta.

Un altro grande ritorno, dopo quello di Bubba Watson e di Phil Mickelson. Ma un ritorno che fa bene anche all’Europa.

Se Poulter dovesse continuare così, con la sempre ottima forma nei matchplay, potrebbe essere un asso importante nella manica di Thomas Bjorn per la Ryder Cup di Parigi.

La Ryder Cup torna ad Hazeltine

La Ryder Cup tornerà in Minnesota.

Uno stato molto caro alla squadra americana, che proprio lì nel 2016 tornò al successo dopo ben otto anni di sconfitte.

Lo fece mettendo in campo i suoi giocatori migliori, da Lefty a Jordan Spieth, da Patrick Reed a Rickie Fowler senza dimenticare Matt Kuchar e Dustin Johnson.

Un team stellare che grazie alle qualità di gioco ma anche a un pubblico più che scatenato, ha battuto la squadra europea di Darren Clarke per 17-11.

Così, dopo il grande successo del 2016 coronato con una vittoria che non arrivava da troppi anni, la PGA of America ha annunciato lunedì che la competizione più amata del golf tornerà proprio ad Hazeltine nel 2028.

Il percorso di Chaska ospiterà così la sua seconda Ryder Cup della storia, anche se non è affatto nuovo a manifestazioni così importanti.

Hazeltine ha infatti sempre ospitato alcuni dei tornei più prestigiosi del golf, organizzati proprio dalla PGA Americana.

Stiamo parlando dello US Open, svoltosi su questi fairway nel 1970 e nel 1991, ma anche del PGA Championship, nel 2002 e nel 2009.

La Ryder Cup tornerà quest’anno su suolo Europeo a Le Golf National di Parigi, sperando che il trofeo poi possa rimanere nel vecchio continente grazie alla vittoria.

Le squadre saranno capitanate da Thomas Bjorn, per quanto riguarda l’Europa, e da Jim Furyk, per quanto riguarda gli Stati Uniti.

Nel 2020, invece, tornerà in America come da regolamento e più precisamente sull’affascinante percorso di Whistling Straits. Poi sarà la volta di Roma con il Marco Simone nel 2022 e nel 2024 di Bethpage Black a Palm Beach in Florida.

Sebbene gli Stati Uniti abbiano bloccato l’Olympic Club di San Francisco come meta della competizione nel 2032, restano ancora un incognita le destinazioni europee per il 2026 e il 2030.

The Masters: non dite a Bubba, che è tra i favoriti

Lo scorso anno aveva pensato di smettere e di appendere la sacca al chiodo.

I risultati mancavano da troppo tempo, il successo con le nuove palline era davvero latente e a casa le cose non andavano come dovevano.

Poi è arrivato il Genesis Open e la luce si è finalmente riaccesa. Bubba Watson conquistò così la sua decima vittoria sul PGA Tour e a chi gli ricordava, di aver una volta affermato di volersi ritirare una volta raggiunte le dieci conquiste, rispondeva: non vi libererete più di me.

Una risposta che ha riempito di gioia tutti gli amanti del golf, sia di chi ha Bubba tra i propri beniamini e sia di chi non lo sostiene.

Vedere un campione abbandonare i bastoni per assenza di fiducia e soprattutto di vittorie, non è affatto bello. Ecco perché quando è tornato a vincere un mese fa ci siamo sentiti un po’ tutti come lui, pensando alle tante volte in cui la voglia di mollare - non solo nel golf - ha prevalso la tenacia e la forza di andare avanti.

Bubba non si è però più fermato. La vittoria a Riviera ha sicuramente scatenato qualcosa in lui, facendolo vincere ancora. Ha conquistato domenica il WGC Dell Technologies Matchplay, eliminando prima Justin Thomas in semifinale e poi Kevin Kisner in finale. Le vittorie sono ora undici e sappiamo bene quale sia il prossimo obiettivo del campione americano.

“Voglio vincere più Masters possibili. Giocherò ad Augusta finché dovranno cacciarmi a calci.”

Aveva parlato così poco dopo la vittoria al Genesis Open. Ora, il Masters è alle porte, e Bubba ha chiaro in mente di voler centrare una tripletta: la sua terza Giacca Verde.

Ma badate bene: non esaltatelo e non ditegli che è uno dei favoriti principali alla vittoria. Nonostante sappia del suo stato di forma ottimale e di come il suo gioco si adatti perfettamente ai verdi fairway dell’Augusta National, Bubba non vuole sentirsi affatto favorito. Meglio restare con i piedi per terra e lasciare lo scomodo ruolo a qualcun altro.

“Non sono favorito. Continuerò assolutamente a dirlo. Non sono favorito,” ha scherzato. “Voglio che nessuno mi parli in quella settimana. Lasciatemi concentrare su quello che devo fare. Non giocherò bene quella settimana, così nessuno dovrà parlarmi.”

Certo, la scaramanzia non fa mai male, ma purtroppo per Bubba sono proprio i numeri a parlare. Sul sito di scommesse Westgate Las Vegas Superook, la sua vittoria al primo Major stagionale è data 16 a 1. Davanti a lui, ci sono solo Tiger Woods - che secondo il sito è il favorito numero uno - Dustin Johnson, Jordan Spieth e Rory McIlroy.

Chi vincerà? Difficile dirlo, ma sarò sicuramente un Masters indimenticabile.

Tiger, Rory, Thomas, Johnson, Lefty...Chi vincerà il Masters?

Tiger Woods ha dimostrato anche all’Arnold Palmer Invitational di essere pronto per tornare alla vittoria.

In due settimane ha collezionato un secondo posto al Valspar Championship e un solido quinto posto a Bay Hill. Quest’ultimo risultato, uno score di -10 totale che poteva essere anche più basso se non fosse stato per i bogey alla 16 e alla 17, lo ha definitivamente incoronato il favorito alla vittoria del Masters di Augusta 2018.

I bookmakers danno Tiger come principale possibile trionfatore del primo Major stagionale, con le scommesse date solamente 8/1. Non c’è da stupirsi, sebbene solo un anno fa si pensava che il campione americano non potesse tornare neppure a giocare.

Invece, in cinque apparizioni stagionali, Tiger ha collezionato tre top 12 consecutive: un dodicesimo posto all’Honda Classic, un secondo posto al Valspar Championship e, appunto, il quinto posto di domenica.

Questi ultimi, sono i migliori risultati ottenuti dal campione americano in tre anni. Nel 2015, il suo miglior piazzamento fu un decimo posto al Wyndham Championship.

Lo stesso torneo, in cui la schiena lo tradì per la prima volta e Tiger dovette accasciarsi dal dolore.

Fu l’inizio della rinascita.

Molti avrebbero detto della fine, e invece no. Perché nonostante i quattro interventi subiti, la fusione spinale a cui è stato sottoposto lo scorso anno ha fatto rinascere il campione di un tempo. Forte, potente, meno gonfio degli anni passati, Tiger sembra essere tornato davvero. Non è finita però qui. La velocità della testa del bastone durante lo swing è nettamente aumentata, passando dai 190 k/h del 2015 ai 208 k/h attuali. È salito di 9 posizioni, dalla 23esima alla 14esima, nella classifica dei putt fatti, con una media di 0,739 putt su 17 giri misurati.

Inoltre, ora è 105esimo nell’Official World Golf Ranking ed è già qualificato per i playoff FedEx Cup, con 450 punti e il 45esimo posto in classifica.

Insomma le carte in regola per vincere la sua quinta Green Jacket le ha tutte. Dovrà però vedersela con altri grandi campioni, come Rory McIlroy la cui vittoria al Masters, dopo la conquista all’Arnold Palmer Invitational, è data ora 10/1. Il campione nord irlandese è ancora alla ricerca della sua prima Giacca Verde e nelle ultime quattro apparizioni ad Augusta, ha sempre chiuso entro i primi dieci.

Non solo McIlroy però. Quotati 10/1 troviamo anche Dustin Johnson e Justin Thomas, che ha chiuso primo e secondo nelle sue ultime due apparizioni.

Poi, a seguire, non mancano Justin Rose e Jordan Spieth a 14/1, Jon Rahm e Jason Day a 16/1, così come Phil Mickelson insieme a Rickie Fowler a 18/1.

E il campione in carica Sergio Garcia? Le possibilità che vinca il Masters per il secondo anno consecutivo sono date 30/1.

Insomma, tanti campioni che renderanno sicuramente questo Masters 2018 indimenticabile.

Secondo voi, chi vincerà?

Spieth contro Reed e gli altri gironi del WGC Dell Technologies Match Play

Il PGA Tour torna domani con uno degli appuntamenti più pazzi e spettacolari della stagione: il WGC Dell Technologies Match Play.

Il Country Club di Austin in Texas ospiterà il torneo per il terzo anno consecutivo e nella serata di ieri sono stati annunciati i gruppi dei campioni che si sfideranno per raggiungere le fasi a eliminazione diretta di sabato.

Si tratta di una sorta di Europa League e Champions League del golf, con la differenza che i vari gironi e le fasi a eliminazione diretta si svolgeranno in appena cinque giorni di gioco.

La formula è stata infatti cambiata nel 2015, per fare in modo che ai match di gruppo si alternassero anche i veri e propri match play.

Come funziona? Nel tabellone sono presenti 16 gruppi formati da quattro giocatori. Questi sono divisi in categorie a seconda della loro posizione nell’Official World Golf Ranking. Il primo giocatore di ciascun gruppo appartiene alla categoria A e si tratta dei primi 16 professionisti al mondo. Gli altri tre, appartengono rispettivamente alle categorie B (dal 17esimo al 32esimo posto), C (dal 33esimo al 48esimo posto) e D (dal 49esimo al 64esimo posto).

Tutti i professionisti appartenenti a queste tre categorie, sono stati pescati a sorte per essere inseriti in ciascun gruppo.

La formula di gioco è semplice. Da domani a venerdì, si scontrano tra loro i giocatori di ogni gruppo per decretare il vincitore del girone. Questo, passerà agli ‘ottavi di finale’ scontrandosi con il vincitore di un altro gruppo, come da tabellone. E così via, fino alla finale.

Lo scorso anno, il torneo ha visto entrare in scena un emozionante match finale tra la matricola Jon Rahm e Dustin Johnson. Rahm, riuscì a portare il numero uno al mondo fino all’ultima buca, ma poi dovette lasciargli il gradino più alto del podio.

Nel 2016, invece, fu Jason Day a trionfare contro Louis Oosthuizen e ora, dopo due anni, dovranno vedersela direttamente all’interno dello stesso girone.

Gli abbinamenti sono davvero interessanti e promettono vere e proprie scintille. Da non perdere assolutamente il gruppo di Jordan Spieth e Patrick Reed. I due giovani Texani giocano in casa e, dopo aver combattuto fianco a fianco in tanti match di Ryder Cup, dovranno affrontarsi faccia a faccia.

Scopriamo insieme i vari gironi:

GRUPPO 1: Dustin Johnson (1), Kevin Kisner (32), Adam Hadwin (38), Bernd Wiesberger (52). 

GRUPPO 2: Justin Thomas (2), Francesco Molinari (21), Patton Kizzire (48), Luke List (60).

GRUPPO 3: Jon Rahm (3), Kiradech Aphibarnrat (28), Chez Reavie (43), Keegan Bradley (63).

GRUPPO 4: Jordan Spieth (4), Patrick Reed (19), Haotong Li (34), Charl Schwartzel (49).

GRUPPO 5: Hideki Matsuyama (4), Patrick Cantlay (30), Cameron Smith (46), Yusaku Miyazato (53).

GRUPPO 6: Rory McIlroy (6), Brian Harman (18), Jhonattan Vegas (44), Peter Uihlein (57).

GRUPPO 7: Sergio Garcia (7), Xander Schauffele (20), Dylan Frittelli (41), Shubhankar Sharma (62).

GRUPPO 8: Jason Day (8), Louis Oosthuizen (25), Jason Dufner (42), James Hahn (56).

GRUPPO 9: Tommy Fleetwood (9), Daniel Berger (26), Kevin Chappell (33), Ian Poulter (58).

GRUPPO 10: Paul Casey (10), Matthew Fitzpatrick (31), Kyle Stanley (45), Russell Henley (51).

GRUPPO 11: Marc Leishman (11), Branden Grace (23), Bubba Watson (35), Julian Suri (64).

GRUPPO 12: Tyrrell Hatton (12), Charley Hoffman (22), Brendan Steele (36), Alexander Levy (55).

GRUPPO 13: Alex Noren (13), Tony Finau (29), Thomas Pieters (39), Kevin Na (61).

GRUPPO 14: Phil Mickelson (14), Rafa Cabrera Bello (17), Satoshi Kodaira (40), Charles Howell III (59).

GRUPPO 15: Pat Perez (15), Gary Woodland (24), Webb Simpson (37), Si Woo Kim (50).

GRUPPO 16: Matt Kuchar (16), Ross Fisher (27), Yuta Ikeda (47) Zach Johnson (54).

Non perdete ogni azione a partire da domani alle 20:30, su Sky Sport 3 (canale 203).

Rory show all'Arnold Palmer Invitational

L'ultima vittoria di Rory McIlroy arrivò al Tour Championship il 25 settembre 2016, il giorno in cui si spense il mitico Arnold Palmer e ieri il campione nordirlandese ha omaggiato la memoria di "The King" con uno strabiliante quarto giro chiuso in 64 colpi, con 5 birdie nelle ultime 6 buche del torneo.

Dopo una partenza a rilento con 5 par consecutivi Rory si è ritrovato a 4 colpi di distanza da Stenson, ma finalmente il nuovo putter ha ripreso a funzionare e son arrivati tre birdie a 6, 7 e 9 prima dello show finale.

Nonostante la vittoria sia arrivata con 3 colpi di vantaggio su DeChambeau, il birdie alla 18 è stato decisivo dato che il giovane americano si era riportato ad 1 solo colpo di distanza con l'eagle della 16. Ottimo terzo posto per Justin Rose (compagno di gioco di McIlroy) mentre Stenson ha perso lo smalto dei primi due giorni e ha chiuso in quarta posizione a 5 colpi dal vincitore.

Altra settimana positiva per Tiger Woods (5° a -10), che ha messo pressione sui leader all'inizio delle seconde 9 portandosi ad un solo colpo dalla vetta con il birdie della 13 prima di andare fuori limite con il drive alla 16 gettando al vento ogni minima possibilità di rimonta; la folla immensa che ha seguito Tiger per tutta la giornata non è rimasta delusa, con colpi spettacolari e nuovi segni di ripresa in attesa del Masters, prossimo torneo in programma per Woods.

Giro anonimo in par per Francesco Molinari che chiude il torneo in ventiseiesima posizione a -4.

50 giri del Masters ora visibili su Youtube!

Senza annunci ufficiali e totalmente a sorpresa 3 giorni fa il canale ufficiale Youtube dell'Augusta Masters ha messo online le ritrasmissioni del quarto giro degli ultimi 50 tornei disputati sul mitico percorso dell'Augusta National!

Senza filtri, cliccando su questo link potrete ammirare un pezzo di storia del golf!

Troviamo infatti l'ultima vittoria in un major di Jack Nicklaus nel 1986 (a ben 46 anni), la prima vittoria di Tiger Woods nel 1997, in campo con Costantino Rocca e poi i trionfi di Severiano Ballesteros, Bernhard Langer e Nick Faldo fino alla vittoria di Sergio Garcia nel 2017!

 

Tantissime ore di trasmissione e un passo avanti verso il pubblico da parte dell'Augusta National, che fino a pochi anni fa trasmetteva solo le seconde 9 di ogni giro, compreso il finale.
Ora la diretta streaming copre tantissime ore di gioco, in particolare l'amen corner sempre visibile sul sito ufficiale.

A tre settimane dall'inizio del torneo, previsto giovedì 5 aprile, Tiger Woods è ora il primo favorito dei bookmakers, insieme a Rory McIlroy e a Dustin Johnson.

Si prospetta un'edizione del "The Masters" di altissimo livello, con tanti top players in forma e una serie di ritorni eccellenti; Phil Mickelson e Bubba Watson hanno indossato più volte la giacca verde e sono tornati alla vittoria in questa stagione, il record di Tiger Woods ad Augusta è fenomenale e Jordan Spieth si è sempre trovato bene. A sfidarli, in cerca della loro prima vittoria, McIlroy, il numero 1 al mondo Dustin Johnson, Justin Rose (2 volte secondo), Justin Thomas e John Rahm.