Tiger e Fowler favoriti al Quicken Loans Invitational

Il PGA Tour scende in campo domani con il Quicken Loans Invitational al TPC Potomac di Avenel Farm, nel Maryland degli Stati Uniti.

Gli occhi saranno puntati tutti su Tiger Woods e Rickie Fowler, entrambi favoriti alla vittoria sia per la forma dimostrata negli scorsi mesi che per l’assenza di altre grandi stelle del golf. Molti saranno impegnati all’Open de France sul percorso del Golf National di Parigi, per sperimentare i fairway che ospiteranno la Ryder Cup tra due mesi.

Sarà inoltre l’ultima chance di vedere la Tigre in azione prima del ritorno al British Open di Carnoustie, il prossimo 19 luglio.

Quest’anno, sarà l’ultima volta che il Quicken Loans National si svolgerà nell’are di Washington, perché dal prossimo 2019 il torneo, che manterrà la stessa sponsorship, si sposterà a Detroit. Solo tre dei professionisti tra i primi 25 al mondo saranno in campo questa settimana, rendendo il field il più debole della stagione del PGA Tour.

Pochi gruppi da seguire, ma tutti molto quotati per la vittoria.

Kyle Stanley, Billy Hurley III, Nick Watney

Stanley è tornato a vincere dopo ben sei anni dall’ultima volta e lo fece proprio qui al Quicken Loans nel 2017 battendo Charles Howell III al playoff. Sarà in compagnia di Hurley, che ha conquistato la prima vittoria in carriera sempre al Quicken Loans ma nel 2016 e da Watney, che vinse nel 2011.

Giocheranno domani alle 08.08 (14.08 italiane) e venerdì alle 13.08 (19.08 italiane).

Jimmy Walker, Billy Hostel, Stewart Cink

Walker ha chiuso al secondo posto lo scorso mese a TPC Sawgrass e ha ottenuto cinque top 20 consecutive. Hoschel è alla ricerca di una vittoria, dopo aver chiuso con tre top 25 in quattro eventi questa primavera, mentre Cink con lo score in 62 di domenica ha chiuso secondo, ottenendo il miglior risultato dalla vittoria del The Open nel 2009.

Giocheranno domani alle 08.20 (14.20 italiane) e venerdì alle 13.20 (19.20 italiane).

Ricky Fowler, Gary Woodland, Chesson Hadley

Ottavo nel ranking mondiale, Fowler è il giocatore più in alto nel ranking in campo questa settimana. Woodland ha vinto ha inizio anno il Waste Management Phoenix Open al playoff e Hadley sta cercando di far rinascere la propria carriera, dopo una parentesi nel Web.com Tour durante il 2017.

Giocheranno domani alle 13.08 (19.08 italiane) e venerdì alle 08.08 (14.08 italiane).

Tiger Woods, Marc Leishman, Bill Haas

Tiger ha vinto questo torneo nel 2009 e nel 2012 quando si svolgeva al Crongessional, ma domani scenderà lo disputerà per la prima volta dopo il 18esimo posto del 2015 quando si svolse al Robert Trent Jones Golf Club. Leishman si unisce a Fowler e a Francesco Molinari come gli unici giocatori tra i migliori 20 del mondo presenti nel field, avendo chiuso secondo all’AT&T Byron Nelson lo scorso mese. Hass, invece, ha conquistato il torneo nel 2013, sempre al Congressional.

Scenderanno in campo domani alle 13.20 (19.20 italiane) e venerdì alle 08.20 (14.20 italiane).

Francesco Molinari, Andrew Landry, Rod Pampling

Francesco torna in campo questa settimana dopo lo US Open di Shinnecock Hills e lo farà mantenendo un prezioso terzo posto nella Race to Dubai e il 17esimo posto nel ranking.

Il campione italiano è tra le stelle in campo questa settimana e anche tra i favoriti, cercherà infatti di tornare leader della Race to Dubai e di continuare a ottenere punti per la prossima Ryder Cup di Parigi.

Scenderà in campo domani alle 07.56 (13.56 italiane) e venerdì alle 12.56 (18.56 italiane).

L’azione si potrà seguire su Sky Sport 3 (canale 203) da domani sera alle 22.00 e continuerà venerdì su Sky Sport 2 (canale 202) sempre alle 22.00.

Sabato e domenica, invece, Si anticiperà alle 21.00, sempre su Sky Sport 2 (canale 202).

Chi, dove e come seguire i campioni allo US Open

Ci aspetta uno US Open davvero emozionante. Phil Mickelson tornerà a competere nel Major americano dopo l’assenza dello scorso anno a causa della cerimonia del diploma della figlia. Tornerà a Shinnecock Hills, lì dove nel 2004 si fece sfuggire l’occasione di conquistare il primo e unico US Open in carriera. Ci riproverà in questo 2018 e se riuscisse nell’impresa, completerebbe il Grand Slam.

Ci sarà anche Dustin Johnson, nuovamente numero uno al mondo e reduce della vittoria al Fedex St. Jude Classic. Insieme a lui Rory McIlroy, Rickie Fowler, Jordan Spieth, Francesco Molinari e ovviamente Tiger Woods.

Tutti cercheranno di battere il mostruoso Shinnecock Hills, che si presenterà ai giocatori in una veste completamente nuova rispetto al 2004. Molto più lungo, per l’esattezza 6800 metri, e anche con fairway più ampi di 14 anni fa.

Andiamo a scoprire insieme i tee time da non perdere per niente al mondo.

Rory McIlroy, Jordan Spieth, Phil Mickelson

Due campioni che han vinto lo US Open e uno, Lefty, che non ha mai conquistato il Major americano ma che si trova comunque nella World Golf Hall of Fame. Mickelson è reduce da un giro in 65 colpi nella giornata di domenica che l’ha fatto chiudere 12esimo al FedEx St. Jude Classic. Ha inoltre chiuso 13esimo al Memorial Tournament e ha ottenuto la sua prima vittoria dopo cinque anni al WGC-Mexico. Lo US Open è il suo peggior incubo, visto che ha ottenuto ben sei secondi posti in carriera, uno dei quali proprio qui a Shinnecock. Spieth, dal canto suo, sta passando una stagione un po’ altalenante e al Memorial non ha nemmeno superato il taglio. McIlroy, invece, ha conquistato l’Arnold Palmer Invitational e ha ottenuto due top 10 nelle sue ultime apparizioni sul Tour.

Il trio giocherà giovedì dalla buca 10 alle 8.02 (14.02 italiane) e venerdì dalla buca 1 alle 13.47 (19.47 italiane).

Justin Thomas, Dustin Johnson, Tiger Woods

Dustin Johnson e Justin Thomas erano ancora dei bambini quando lo US Open fece visita per la quarta volta nella sua storia a Shinnecock Hills. Tiger, invece, non ha mai avuto un grande rapporto con il percorso di New York. Nella sua prima apparizione nel 1995 si ritirò a causa di un infortunio e nel 2004 chiuse 17esimo. Poco importa perché la Tigre nell’ultimo periodo è davvero in forma. Ha chiuso 23esimo al Memoria, a causa del putter, e 11esimo al The Players. Poco male per un campione che era definito da molti ‘finito’. Johnson è il giocatore del momento. Ha riconquistato il trono dell’Official World Ranking e domenica è stata la sua seconda vittoria in stagione. Ma anche Justin Thomas non scherza e sebbene non sia più primo nel ranking, continua a difendere a spada tratta il primo posto nel ranking FedEx.

Partiranno giovedì dalla 1 alle 13.47 (19.47 italiane) e venerdì dalla 10 alle 8.02 (14.02 italiane).

Henrik Stenson, Adam Scott, Martin Kaymer

Tutti e tre questi campioni insieme concludono il Career Grand Slam, con Kaymer a fare la maggior parte del lavoro grazie alle vittorie del PGA Championship e dello US Open. Sia il professionista tedesco che Scott, non sono stati brillanti nell’ultimo periodo, tanto che il campione australiano ha dovuto superare le selezioni di qualifica per essere presente a Shinnecock Hills. Stenson invece è più in forma e ha giocato bene anche nel recente FedEx St. Jude Classic, nonostante il 71 finale l’abbia fatto scivolare in 26esima posizione.

Giocheranno domani alle 13.47 dalla 10 (19.47 italiane) e venerdì alle 8.02 dalla 1 (14.02 italiane).

Zach Johnson, Carl Schwarzer, Patrick Reed

The Green Jacket in un solo team. Johnson cercherà di dare un po’ di brio alla sua stagione con un buon piazzamento allo US Open. Il campione americano ha infatti chiuso 40esimo al Memoria e ha mancato il taglio al Fort Worth Invitational. Inoltre, chiuse 48esimo nel 2004, quando il Major era appunto qui a Shinnecock Hills. Schwartzel invece, ha chiuso secondo al The Players ma arriva da un weekend con sore in 78 e 75 al FedEx St. Jude Classic. Reed, invece, ha vinto il Masters due mesi fa e spera di tornare in alto in classifica dopo il 29esimo posto al Memorial.

Giocheranno domani alle 7.51 dalla 10 (13.51 italiane) e venerdì alle 13.36 dalla 1 (19.36 italiane).

Hideki Matsuyama, Marc Leishman, Rickie Fowler

Tre grandi giocatori ma nessuno di loro ha mai vinto un Major. Per il momento. Matsuyama, che ha saltato l’inizio di stagione a causa di un infortunio al polso, ha chiuso 13esimo al Memorial e se vincesse, sarebbe il primo giapponese a conquistare un Major. Leishman ha chiuso secondo all’AT&T Byron Nelson mentre Fowler è l’uomo dei Major. Sempre decisivo ma anche sempre alla rincorsa dei vincitori. Ha chiuso secondo in solitaria al Masters e ora, come da lui affermato, è pronto per diventare campione anche in un Major.

Giocheranno giovedì alle 8.13 dalla 10 (14.13 italiane) e venerdì alle 13.58 dalla 1 (19.58 italiane).

Sergio Garcia, Jon Rahm, Rafa Cabrera Bello

Un team tutto spagnolo che include anche uno dei giocatori più pericolosi del field: Jon Rahm. Il giovane campione ha chiuso quinto nel recente Fort Worth Invitational e quarto al Masters di Augusta. Cabrera Bello, invece, ha ottenuto questa stagione top-5 in due World Golf Championship, al WGC-Mexico Championship e al WGC-HSBC Champions. Garcia ha sofferto un può negli ultimi tornei. Nel 2004, qui a Shinnecock Hills, chiuse 20esimo nonostante un giro finale in 80 colpi.

Giocheranno giovedì alle 13.14 dalla 1 (19.14 italiane) e venerdì alle 7.29 dalla 10 (13.29 italiane).

Tommy Fleetwood, Francesco Molinari e Alex Noren

Preparate bandiere, trombette e fiato perché tutto il tifo in questi quattro giorni deve essere rivolto a Francesco Molinari. Il nostro italiano non solo ha chiuso secondo all’Open d’Italia due settimane fa e ha conquistato il BMW PGA Championship di Wentworth, battendo McIlroy. Ma è anche leader della Race to Dubai. Visto l’ottimo stato di forma del campione italiano, ci aspettiamo grandi risultati anche a Shinnecock Hills. Molinari sarà in compagnia di altre due stelle del golf europeo. Fleetwood ha vinto lo scorso anno la Race to Dubai e ha chiuso in questa stagione con tre top 10 nel PGA Tour, senza dimenticare il quarto posto dello scorso anno allo US Open di Erin Hills. Noren, invece, è quinto nella Race to Dubai e in questa stagione ha chiuso con due terzi posti, rispettivamente al BMW PGA Championship e al WGC-Dell Technologies Match Play.

Giocheranno domani dalla 1 alle 13.25 (19.25 italiane) e venerdì alle 7.40 dalla 10 (13.40 italiane).

Non perdetevi l’azione dello US Open da domani a domenica su Sky Sport 2 (canale 202) a partire dalle 17.30.

Shinnecock Hills: la guida, buca per buca

Lo US Open torna per la quinta volta nella sua storia sul percorso di Shinnecock Hills, situato alle porte di New York.

Sarà un appuntamento davvero avvincente, viste le condizioni difficili in cui si troveranno i giocatori per tutti i giri di gara. La fama di campo tra i più complicati degli Stati Uniti, precede Shinnecock Hills fin dall’anno della sua nascita, nel 1891.

Par 70 di 6.800 metri, le sue caratteristiche ricordano molto quelle dei links, con l’alta festuca a bordo di fairways ondeggianti dal terreno sabbioso. Andiamo a scoprire una per una, le buche di questo mostro del golf americano.

Buca 1, par 4 di 365 metri.
Un’inizio semplice e dolce, nonostante la difficoltà generale del percorso. Questo par 4 ha un tee elevato accanto alla clubhouse, dal quale è semplice prendere il fairway usando i legni. Con il vento a
favore, inoltre, i giocatori potrebbero azzardare il drive per prendere avvicinarsi al green.
Ha un hcp 15 e la media score a questa buca è di 4,2.

Buca 2, par 3 di 230 metri.
Questa buca presenta un nuovo tee di partenza che la rende più lunga di 24 metri rispetto al passato. Il vento è sempre presente e il green, aperto sul davanti con una falsa cima, ha un bunker sulla destra a proteggerlo.
Ha un hcp 10 e la media score normalmente è di 3,3.

Buca 3, par 4 di 457 metri.
Anche qui il tee shot è stato arretrato di 20 metri, posizionandolo sulla sinistra. Il fairway è stato stretto sulla sinistra per rendere il dogleg più pronunciato e presenta ancora un’ampiezza di 30 metri a 274 metri dal green. C’è un bunker sulla destra del fairway, dove normalmente cade il tee shot, ma non dovrebbe dare fastidio. A meno che ci sia il vento a complicare le cose. Ha un hcp 11 e la media score è di 4,2.

Buca 4, par 4 di 434 metri.
Il vento a questa buca non manca mai e soffiando da destra a sinistra, fa davvero male. È stata allungata di 37 metri e il fairway è ampio 29 metri a 274 di distanza dal green, mettendo in gioco i bunker situati sulla destra. Il modo migliore per attaccare il green è sicuramente da destra, ad eccezione di quando la bandiera è situata proprio sulla destra dello stesso.
Ha un hcp 5 e la media score è di 4,3.

Buca 5, par 5 di 539 metri.
Anche questa buca ha subito i lavori di ristrutturazione ed è stata allungata di 47 metri. Il vento, in questo caso, non dà particolari problemi anzi aiuta i giocatori a raggiungere il green in due colpi. Il green è leggermente sopraelevato rispetto al fairway ed è ondulato, sembrando più piccolo di quanto in realtà è. È la buca più facile del campo, con hcp 18 e una media score di 4,7.

Buca 6, par 4 di 449 metri.
Una buca che si gioca sempre con il vento e che presenta un tee shot cieco. Sulla destra, insieme al dogleg, c’è un grande bunker che se evitato preferendo il lato sinistro, lascia un approccio lungo al green con un angolo più difficile. Ha un hcp 3 e la media score è di 4,4.

 

Buca 7, par 3 di 173 metri.
Una buca che dopo il 2004 non ha più bisogno di presentazioni. Si tratta della famosa Redan Hole, il cui green è totalmente ondulato da destra a sinistra. Il vento è costante e sempre contro, soffiando da destra. Per non farsi mancare nulla, dietro al green sulla sinistra c’è un bunker, che attira a sé la maggior parte dei colpi. Il green era così asciutto nel 2004, che la USGA fu costretta a innaffiarlo durante l’ultimo giro, se no era impossibile far star ferma la pallina sul terreno. Ha un hcp 2 e ha una media score di 3,4.

Buca 8, par 4 di 401 metri.
È più lunga di 37 metri rispetto allo US Open del 2004. Il tee shot permette di raggiungere il fairway con facilità sebbene i giocatori che finiscono nel bunker di sinistra, abbiano un angolo più semplice per tirare il secondo colpo al green. Il vento è contro e soffia da destra a sinistra, ma nonostante questo dal tee si può optare anche per i legni oltre al driver.
Ha un hcp 13 e una media score di 4,2.

Buca 9, par 4 di 401 metri.
Il tee shot è cieco, verso un fairway in cui soffia sempre un vento da destra a sinistra. Se con il primo colpo non si raggiunge la collinetta del fairway, si potrà vedere solo la punta della bandiera. Il colpo al green è meglio se rimane corto, perché qualsiasi shot lungo ha come conseguenza un chip o un putt difficile in discesa.
Ha un hcp 8 e la media score è di 4,3.

Buca 10, par 4 di 379 metri.
I giocatori qui possono scegliere se tirare un lungo ferro verso l’inizio del tavolato, per un secondo colpo in piano, o se giocare il drive giù dalla collina. Quest’ultimo lascerebbe un wedge dalla fine della collina mentre il precedente un colpo di 165 metri al green, posto sullo stesso livello del fairway. Attenzione a non finire lunghi: la zona dietro al green è molto ripida e secca, col rischio di mandare la palla a 23 metri di distanza.
Ha un hcp 1 e la media score è di 4,4.

Buca 11, par 3 di 145 metri.
È il par 3 più corto del campo, con un piccolo green ondulato e difeso da un bunker sulla destra. I colpi lunghi e a sinistra, lasciano un secondo colpo difficile in salita. Ha un hcp 4 e la media score è di 3,3.

Buca 12, par 4 di 429 metri. 
Il fairway è ampio appena 27 metri e i giocatori potrebbero optare per tee shot con il ferro. Il green è largo, è stato ampliato nei lavori del 2012, e ha al suo interno delle creste.
Ha un hcp 16 e la media score è di 4,2.

Buca 13, par 4 di 342 metri.
È la stessa buca che era nel 2004, anche se presenta come caratteristica il fairway più stretto del campo, ampio 15 metri scarsi. I giocatori tirano il primo colpo da un tee sopraelevato e devono fare in modo di tenersi un wedge come secondo colpo, verso un green davvero ondulato. Il bunker a destra è spesso frequentato durante i tornei.
Ha un hcp 14 e la media score è 4,2.

Buca 14, par 4 di 474 metri.
Questa buca è stata allungata di 70 metri per trasformarla in un par 4 lungo. Il tee shot è sopraelevato, con una discesa molto ripida dal tee al fairway e tiri da destra a sinistra. L’angolo migliore per l’approccio al green è da sinistra perché c’è una leggera apertura al green. L’approccio risulterà leggermente in salita.
Ha un hcp 6 e la media score è di 4,3.

Buca 15, par 4 di 374 metri.
Il tee shot è sopraelevato anche qui e molti giocatori tirano il drive a superare la cresta in mezzo al fairway, lasciandosi un ferro al green protetto da bunker.
Ha un hcp 9 e una media score di 4,3.

Buca 16, par 5 di 563 metri. 
La buca è stata allungata di 68 metri e sembra ancora più lunga a causa del vento costante che soffia da destra. Dovrebbe essere un par 5 raggiungibile in tre colpi, con un fairway da prendere sul lato destro. La maggior parte dei giocatori faranno un lay up prima del bunker sulla destra a 91 metri dal green. Quest’ultimo è stretto e difeso da altri bunker. Qui, nel 1995, Phil Mickelson chiuse con più di sei colpi quando era quarto in classifica.

Buca 17, par 3 di 165 metri.
Il green è stato ampliato, permettendo una pin position a sinistra sul fondo. Il vento qui soffia da sinistra e i bunker si trovano su entrambi i lati del green.
Ha un hcp 12 e una media score di 3,2.

 

Buca 18, par 4 di 443 metri.
Un nuovo tee shot ha aggiunto 32 metri di lunghezza, rendendolo cieco. Il vento soffia da destra a sinistra, aiutando i giocatori sul secondo colpo. Il tee shot migliore è quello giocato a destra, lasciando una visuale migliore sul green.
Ha un hcp 6 e una media score di 4,3.

Per le proette è tempo di US Women’s Open Posta in arrivo x

Settimana di grandi appuntamenti sul Tour, sia americano che europeo. È il momento del 75esimo Open d’Italia al GardaGolf Country Club così come del Memorial Tournament di Muirfield Village sul PGA Tour. Ma non finisce qui, perché le proette - spesso dimenticate se non snobbate - avranno l’appuntamento più importante di tutti. Debutta domani lo US Women’s Open dell’LPGA e del LET, sul percorso di Shoal Creek Golf and Country Club in Alabama.

Un montepremi da 5 milioni di dollari, dei quali 900.000 formeranno l’assegno per la prima classificata. Nonostante i problemi riscontrati nella giornata di ieri a causa delle forte piogge che hanno costretto gli organizzatori a chiudere il percorso, sono tante le campionesse in gara che proveranno a conquistare il Major.

Sung Hyun Park sarà pronta a difendere il titolo, ma il Tour femminile non è mai stato così competitivo come in questo momento e di nomi da tenere sotto controllo ce ne sono diversi.

Aria Jutanugarn

Identikit: 22 anni e di nazionalità tailandese.

La lista di giocatori tailandesi, sia femminili che maschili, che hanno vinto un Major è molto corta, formata solamente dalla giovane Jutanugarn. Nel 2016 conquistò infatti il Women’s British Open, sorprendendo tutti. Giovane talento del golf, si è fatta notare nel 2011 quando vinse lo US Girls’ Junior Title. Nell’Open americano non ha mai brillato, il suo miglior piazzamento è stato un diciassettesimo posto. Ma Aria è in forma e arriva da una grande vittoria la settimana scorsa al Kingsmills Championship in Virginia.

Lydia Ko

Identikit: 21 anni e di nazionalità neozelandese.

Questa è senza dubbio una stagione di grande ritorni. Mentre sul PGA Tour l’attenzione è rivolta a Tiger Woods, così come a Bubba Watson e Phil Mickelson, vincitori dopo diversi anni, sull’LPGA i riflettori erano puntati su Lydia Ko. La promessa del golf femminile era diventata la più giovane ad aver vinto un Major all’Evian Championship del 2015 e aveva trascorso 130 settimane in vetta al Rolex Ranking. Poi qualcosa non è più funzionato e la Ko temeva di non poter più tornare quella di un tempo. Aiutata da un nuovo coach, un nuovo caddie e nuova attrezzatura, ha interrotto finalmente due lunghi anni senza vittorie conquistando il Mediheal Championship ad Aprile. Un grande sollievo per lei, che potrebbe trasformarsi in incubo per le sue avversarie.

Ana Nordqvist

Identikit: 30 anni e di nazionalità svedese

Per un pugno di sabbia non conquistò lo US Open del 2016, quando durante il playoff contro Brittany Lang, venne penalizzata per aver appoggiato il bastone nel bunker. Ma la Nordqvist è un osso duro e l’ha dimostrato nel match singolo contro Lexi Thompson della Solheim Cup 2017. Senza contare, che nel proprio palmares vanta due Major: il Women’s PGA Championship 2009 e l’Evian Championship 2017.

Sung Hyun Park

Identikit: 24 anni e di nazionalità coreana

È la campionessa uscente e difenderà il titolo a tutti i costi. Nelle sue ultime sei apparizioni, ha mancato il taglio tre volte mentre le altre tre ha chiusi 61esima, nona e prima. La vittoria al Volunteers of America LPGA Texas Classic è stata seguita da un taglio mancato nel torneo successivo. È una delle professioniste più lunghe e potenti del Tour, con 251 metri di distanza e il terzo posto in classifica per la driving distance. Peccato che sia la precisione a mancare, portandola ben 104esima in classifica. Nonostante questo e la forma poco smagliante, non è assolutamente da sottovalutare.

Lexi Thompson

Identikit: 22 anni e di nazionalità statunitense.

Dopo uno scintillante 2017 fatto di due vittorie, sei secondi posti e la conquista del Vare Trophy, la Thompson è ancora alla ricerca di un trionfo in questo 2018. È comunque la numero due del Rolex Women’s Golf Ranking e la giocatrice americana più in alto in classifica.

Michelle Wie 

Identikit: 28 anni e di nazionalità statunitense.

Dopo quello di Lydia Ko, ecco un altro grande ritorno sull’LPGA Tour. Michelle Wie si è tolta un grande peso dalle spalle lo scorso marzo quando ha conquistato l’HSBC Women’s World Championship, finendo così quattro anni di terribile assenza di vittorie. Dopo questo trionfo, la sua forma è stata perfetta. Non ha mai mancato il taglio nelle sette gare a cui ha partecipato dopo la vittoria e ha chiuso 32esima o meglio in cinque di queste. Senza dimenticare che ha già vinto alzato in cielo una volta il trofeo dello US Women’s Open nel 2014 a Pinehurst.

Le stelle del PGA Tour pronte a brillare al Memorial Tournament

Una parata di stelle del golf è attesa questa settimana al Muirfield Village Golf Club in Ohio. Sul PGA Tour arriva infatti il Memorial Tournament, torneo organizzato da Jack Nicklaus, che vedrà scendere in campo campioni come Tiger Woods, Justin Thomas, Dustin Johnson, Jordan Spieth e Rory McIlroy.

Tiger Woods, Jason Dufner, Justin Rose

Tiger Woods tornerà a disputare un torneo che ha vinto cinque volte, l’ultima volta nel 2012. Nelle sue ultime sei apparizioni, ha chiuso per quattro volte undicesimo o in posizione migliore. Senza dimenticare che a Muirfield detiene il record di uno dei tornei più vinti in carriera. Tiger sarà in compagnia di Jason Dufner, campione uscente, e di Justin Rose reduce dalla grande vittoria di domenica al Forth Worth Invitational e in passato vincitore anche del Memorial.

Partiranno domani alle 8.26 dalla buca 10 (14.26 italiane) e venerdì alle 13.16 dalla buca 1 (19.16 italiane).

Justin Thomas, Patrick Reed, Rickie Fowler

Justin Thomas farà il suo debutto da numero uno al mondo e cercherà a tutti i costi di difendere la sua leadership. Il campione americano vanta già due vittorie in stagione ed è stato vicino al trionfo lo scorso anno a Muirfield prima di chiudere quarto. Sarà in compagnia del campione Masters 2018 e di Rickie Fowler, che ad Augusta chiuse secondo proprio dietro a Reed. La stessa posizione in cui chiuse lo scorso anno dietro a Dufner, quando il torneo venne ritardato di addirittura due giorni per maltempo. Fowler cercherà sicuramente la rivincita, in un torneo che ama molto.

Partiranno domani alle 8.15 dalla buca 10 (14.15 italiane) e alle 13.05 dalla buca 1 venerdì (19.05 italiane).

Jason Day, Rory McIlroy, Dustin Johnson

Tre ex numeri uno al mondo tutti insieme e tre giocatori che han già trionfato in questa stagione. Certo Johnson ha sempre portato a casa vittorie almeno una volta l’anno, mentre McIlroy e Day sono mancati dal gradino più alto del podio per più di un anno.Il campione irlandese arriva da un secondo posto al BMW PGA Championship vinto da Molinari e a Muirfield ha sempre chiuso con grandi risultati. Sebbene manchi da due anni, ha chiuso quarto nel 2016 e quinto nel 2011. Day, invece, ha ottenuto il suo miglior piazzamento lo scorso anno quando è arrivato 15esimo. Johnson, dal canto suo, cercherà di arrivare tra le prime posizioni per riavvicinarsi alla leadership del ranking.

Partiranno giovedì dal tee della 1 alle 13.05 (19.05 italiane) e venerdì dalla buca 10 alle 8.15 (14.15 italiane).

Bubba Watson, Jordan Spieth, Phil Mickelson

Due giocatori mancini, in team con un giovane campione americano che in realtà è mancino ma gioca da destro. Watson è il più in forma dei tre, vincitore già due volte in questo 2018. È arrivato vicino alla vittoria del Memorial lo scorso anno, quando chiuse sesto a causa di un 73 finale, e nel 2014 quando si classificò terzo. Spieth aprì lo scorso anno con un fantastico 66 ma poi chiuse in tredicesima posizione visto il 73 dell’ultimo giro. Il giovane texano è alla ricerca di una vittoria che manca sul Tour dal luglio 2017, quando conquistò il The Open Championship. Lefty, dal canto suo, ha interrotto cinque anni di assenza di trionfi conquistando il WGC Mexico Championship a inizio stagione. Nonostante le sue 43 vittorie sul PGA Tour, nessuna di queste è arrivata al Memorial nel quale non ha mai brillato.

Partiranno domani dalla 1 alle 13.16 (19.16 italiane) e venerdì dalla 10 alle 8.26 (14.26 italiane).

6 di 173 Iniziano le Rolex Series con l’imperdibile BMW PGA Championship di Wentworth

Domani torna sullo European Tour il tanto atteso BMW PGA Championship ospitato per il 35esimo anno di seguito dal difficile percorso di Wentworth alle porte di Londra. Si tratta di uno dei tornei più importanti del Tour Europeo, che sancirà ufficialmente l’inizio delle Rolex Series 2018.

Lo scorso anno fu proprio l’evento londinese a inaugurare l’arrivo delle Rolex Series dello European Tour, l’insieme di otto tornei prestigiosi con montepremi minimo da 7 milioni di dollari.

Le Rolex continueranno anche settimana prossima con il nostro Open d’Italia al GardaGolf Country Club e culmineranno a fine stagione con il DP World Tour Championship, durante il quale ci sarà l’incoronazione del vincitore della Race to Dubai. Lo scorso anno fu Tommy Fleetwood a trionfare, mentre quest’anno, grazie al vantaggio della vittoria al Masters, Patrick Reed conduce la classifica seguito dal due volte campione dello European Tour Shubhankar Sharma.

Un evento imperdibile con un field davvero competitivo, che vanta alcuni dei campioni migliori al mondo. 

Domani ci sarà prima di tutto il ritorno a casa di Paul Casey che non gioca a Wentworth da cinque anni. Il campione inglese vinse nel 2009 e giocò per dodici anni consecutivi dal 2002 al 2013. Poi però una serie di impegni di famiglia e di problemi fisici l’hanno costretto a rinunciare all’appuntamento per diversi anni. Fino a domani, quando potrà giocare di fronte al suo pubblico. Casey cercherà di portare a casa quest’anno un altro grande obiettivo: giocare la Ryder Cup, dalla quale manca dal 2008. Lo vedremo certamente in altri tornei europei, con l’obiettivo di guadagnare punti e la qualifica per la competizione più amata del golf. Domani il campione inglese non sarà certo solo, accompagnato da altri cittadini di grande livello del Regno Unito: Tommy Fleetwood, Rory McIlroy e Ian Poulter. Ci saranno diversi italiani, a partire da Matteo Manassero (h.7.40 inglesi), Renato Paratore (h. 9.50 inglese), Andrea Pavan (h 10.55 inglese), Edoardo Molinari (h. 14.05 inglese) e Nino Bertasio (h. 14.50 inglese). Ma troveremo anche Francesco Molinari (h. 8.35 inglese) che torna sullo European Tour prima dell’Open d’Italia. Il nostro campione, lo scorso anno, fu artefice di una straordinaria performance qui a Wentworth, chiudendo secondo a due colpi da Alex Noren, che ottenne un imbattibile score finale in - 10, 62 colpi. Francesco potrà rifarsi quest’anno, chiudendo nella parte alta della classifica senza incontrare grandi difficoltà.

Difenderà il titolo proprio lo svedese, che lo scorso anno durante l’ultimo giro non era affatto considerato favorito dai bookmakers. Noren recuperò ben sette colpi di svantaggio, sorprendendo tutti e registrando persino il record del campo con quello score finale in 62. L’eagle alla 18, gli permise di chiudere in -11 per il torneo, vincendo ahinoi ai danni di Molinari.

Non solo campioni e spettacolo, ma anche tante celebrità scese in campo durante la Celebrity Pro-Am inaugurale del mercoledì. Da Pep Guardional all’attore di Cinquanta Sfumature di Grigio, Jamie Dornan. Così come star del calcio inglese, tra cui Ryan Giggs, Michale Carrick e Paul Scholes.

Non perdetevi lo spettacolo di Wentworth da domani dalle 13.00 alle 19:00 su Sky Sport 2 (canale 202).

Sabato l’azione si sposterà dalle 13.30 alle 19.30, sempre su Sky Sport 2 mentre domenica sarà dalle 13.30 alle 19.30 su Sky Sport 3 (canale 203).

Tiger in campo al Wells Fargo e al The Players

Segnatevi in agenda il Wells Fargo Championship e il The Players: Tiger Woods ci sarà.

Il campione americano ha annunciato la grande notizia nel pomeriggio di giovedì su Twitter.

Sebbene non sia una sorpresa la sua presenza al The Players Championship giovedì 10 maggio, lo è assolutamente la decisione di prendere parte anche al Wells Fargo il prossimo 3 maggio.

Sarà così la prima volta del campione americano al Quail Hollow Golf Club dal 2012. Qui Tiger è abbastanza di casa, visto che vi ha vinto il Wachovia Championship nel 2007.

Insieme a Woods, nel field di settimana prossima troveremo altri grandi nomi come Rickie Fowler, Phil Mickelson, Jason Day e Rory McIlroy.

La Tigre, che è ora 91esima nel ranking, farà così la sua settima apparizione stagionale e la prima dopo il 32esimo posto al Masters.

Senza dimenticare che sarà la seconda volta in cui lo vedremo in azione per due settimane consecutive.

Come ricorderete, la prima volta non superò il taglio al Genesis Open per poi chiudere dodicesimo all’Honda Classic della settimana seguente. Da allora, le sue performance sono state un crescendo continuo, con due top 5 al Valspar Championship e all’Arnold Palmer Invitational.

Noi saremo tutti inchiodati alla televisione, perché la vittoria è dietro l’angolo!

Zurich Classic: tutto quello che dovete sapere

Se vi piacciono i tornei a squadre, non dovrete aspettare fino alla prossima Ryder Cup per vederne uno in azione.

Lo Zurich Classic di questa settimana è proprio quello che fa per voi.  

Si svolgerà a New Orleans, sul percorso di TPC Louisiana e sarà un torneo a coppie con 160 giocatori divisi in 80 squadre. Si giocherà con formula Quattro Palle il primo e terzo giro, mentre con formula Foursome il secondo e quarto giro. Dopo 36 buche, ci sarà come sempre il taglio, che sarà superato dalle prime 35 squadre comprese quelle pari merito.

Una novità, lanciata lo scorso anno al fine di far rinascere il torneo sia tra i professionisti che tra i media. Lo Zurich Classic è sempre stato un evento in sordina e ha sempre sofferto dell’assenza di grandi campioni nel suo field. Così, anziché rischiare di chiudere i battenti, lo scorso anno gli organizzatori hanno deciso di cambiare il formato introducendo questa grande novità. Un esperimento, sia per il torneo, che per contratto utilizzerà questa formula fino al 2019 compreso, che per il PGA Tour.

Visto però il successo riscontrato lo scorso anno, sembra che il Title Sponsor deciderà di prolungare l’esistenza di questo formato per diversi anni. Uno dei vantaggi dello Zurich Classic è l’assenza di punti per il World Ranking. in questo modo i giocatori sono certamente più rilassati e competono solo per la borsa in denaro oltre che ai punti FedEx Cup.

I partecipanti possono inoltre fare squadra con chi preferiscono e quest’anno rivedremo in azione la coppia formata da Patrick Reed e Patrick Cantlay. Reed tornerà in campo dopo la vittoria al Masters 2018 e visto il successo dello scorso anno, ha deciso di tornare allo Zurich Classic con Cantlay. Ci sarà anche Justin Thomas con Bud Cauley oltre a Jordan Spieth insieme a Ryan Palmer.

Non mancheranno grandi squadre come quella di Justin Rose ed Henrik Stenson, di Tommy Fleetwood e Chris Paisley, così come Bubba Watson e Matt Kuchar, ma anche nuovi giocatori. L’esito più che positivo dello scorso 2017, ha convinto altri campioni a prendere parte al torneo. Le new entry saranno Sergio Garcia con Rafael Cabrera Bello, Wesley Bryan con Jon Rahm e Jim Furyk con David Duval.

I vincitori del torneo riceveranno un’esenzione di due anni sul PGA Tour e potranno essere invitati a partecipare in eventi come il The Players Championship e il Tournament of Champions.

Per quanto riguarda i punti FedEx Cup, questi verranno dati combinando i punti ogni due posizioni seguendo la lista punti FedEx e spalmati in egual misura ai giocatori in coppia. Esempio: il vincitore riceve 500 punti mentre il secondo 300. I loro partner riceveranno entrambi 400 punti: la somma di 500 e 300, diviso due.

Il grande debutto del neo pro Joaquin Niemann

Joaquin Niemann: segnatevi questo nome, ne sentirete tanto parlare.

Classe 1998, è stato l’Ameteur numero uno al mondo per 48 settimane consecutive, fino a quando ha deciso di passare pro in occasione del Valero Texas Open della scorsa settimana.

E visto il debutto a San Antonio, sembra che lascerà il segno anche da professionista.

Niemann ha chiuso il suo debutto da pro sul PGA Tour in sesta posizione, ad appena cinque colpi di distacco dal vincitore Andrew Landry. Dopo aver superato il taglio con due score in 72 e 70 colpi, Niemann ha dato il meglio di sé nel weekend. Ha chiuso entrambi i giorni in 67, scalando 29 posti in classifica fino al sesto posto, conquistando così una borsa di 223.200$.

Ma non è una questione di soldi, bensì di orgoglio. Da Amateur, ha giocato in tre eventi: lo US Open 2017, il Masters 2018 e il Greenbrier Classic di luglio 2017. Ha mancato il taglio in entrambi i Major ma al Greenbrier ha chiuso in 29esima posizione.

Ora, da professionista, le cose sono cambiate e gli inviti ricevuti da diversi sponsor per i prossimi tornei potrebbero dargli una mano per raggiungere la carta del PGA Tour. Sebbene avesse

ricevuto l’esenzione per il The Open Championship e lo US Open in virtù delle settimane in testa alla classifica del ranking amatoriale, Niemann vi ha dato forfait passando professionista.

Niente paura però, perché con i prossimi tornei a cui parteciperà potrà tentare di qualificarsi in veste di pro.

Lo vedremo scendere in campo al Wells Fargo Championship, all’AT&T Byron Nelson e al Memorial. Potrà inoltre tenere buona l’esenzione del Wells Fargo per un altro torneo, perché con la top 10 del Texas è già qualificato.

Ancor più importanti dei soldi sono i 100 punti guadagnati come non partecipante alla FedEx Cup. Fondamentali, visto che gliene basterebbero solo 269 per ottenere una membership speciale e temporanea sul Tour. Se invece dovesse guadagnarne altri 265 arrivando così a un totale di 365, si assicurerebbe la carta del PGA Tour per la stagione 2018-2019.

La strada è ancora molto lunga, ma Niemann non poteva iniziarla meglio.

U.S. Open 2018: Tiger c’è!

Tiger Woods ha giocato il suo primo Major la scorsa settimana ad Augusta dopo tre anni di assenza.

È stato un ritorno tanto atteso, che sebbene non è risultato essere vincente, ha fatto registrare al campione americano un ottimo score e piazzamento.

Ora, i tanti sostenitori della Tigre non dovranno aspettare troppo per rivederlo in azione in un Major.

L’appuntamento sarà tra 10 settimane, quando scenderà in campo a Shinnecock Hills per lo U.S. Open.

L’annuncio è stato dato dalla USGA che ha affermato come Woods abbia confermato la sua partecipazione al secondo Major stagionale.

Lo U.S. Open tornerà quest’anno dopo 14 anni a Shinnecock Hills e lo farà dal 14 al 17 giugno. Tiger, che di U.S. Open ne ha vinti tre, ha registrato l’ultima partecipazione al Major americano nel 2015 a Chambers Bay, quando dopo un 80 e un 76 non superò neppure il taglio.

Quest’anno, sarà anche l’ultima volta in cui Tiger sarà esente dal qualificarsi al Major. Sono infatti trascorsi 10 anni dall’ultima vittoria a Torrey Pines. Potrà ricevere altre esenzioni se dovesse posizionarsi nella top 10 a Shinnecock Hills, così come se giocasse il Tour Championship o se prima dello U.S. Open del prossimo anno sarà tra i primi 60 del ranking.

Nell’eventualità che non riuscisse a qualificarsi, potrebbe ricevere un invito speciale dalla USGA. Già perché il prossimo anno il Major sbarcherà a Pebble Beach, lo stesso percorso in cui Tiger vinse con record nel 2000.
A Shinnecock Hills il campione americano non ha mai registrato grandi risultati.

Nel 1995, al suo debutto come Amateur, si ritirò per un problema al collo e nel 2004 chiuse 17esimo.
Poco importa, perché ora di giugno Tiger può solo migliorare le ottime performance ottenute in questo 2018 e riuscire a raggiungere la top 10.