Shinnecock Hills: la guida, buca per buca

Lo US Open torna per la quinta volta nella sua storia sul percorso di Shinnecock Hills, situato alle porte di New York.

Sarà un appuntamento davvero avvincente, viste le condizioni difficili in cui si troveranno i giocatori per tutti i giri di gara. La fama di campo tra i più complicati degli Stati Uniti, precede Shinnecock Hills fin dall’anno della sua nascita, nel 1891.

Par 70 di 6.800 metri, le sue caratteristiche ricordano molto quelle dei links, con l’alta festuca a bordo di fairways ondeggianti dal terreno sabbioso. Andiamo a scoprire una per una, le buche di questo mostro del golf americano.

Buca 1, par 4 di 365 metri.
Un’inizio semplice e dolce, nonostante la difficoltà generale del percorso. Questo par 4 ha un tee elevato accanto alla clubhouse, dal quale è semplice prendere il fairway usando i legni. Con il vento a
favore, inoltre, i giocatori potrebbero azzardare il drive per prendere avvicinarsi al green.
Ha un hcp 15 e la media score a questa buca è di 4,2.

Buca 2, par 3 di 230 metri.
Questa buca presenta un nuovo tee di partenza che la rende più lunga di 24 metri rispetto al passato. Il vento è sempre presente e il green, aperto sul davanti con una falsa cima, ha un bunker sulla destra a proteggerlo.
Ha un hcp 10 e la media score normalmente è di 3,3.

Buca 3, par 4 di 457 metri.
Anche qui il tee shot è stato arretrato di 20 metri, posizionandolo sulla sinistra. Il fairway è stato stretto sulla sinistra per rendere il dogleg più pronunciato e presenta ancora un’ampiezza di 30 metri a 274 metri dal green. C’è un bunker sulla destra del fairway, dove normalmente cade il tee shot, ma non dovrebbe dare fastidio. A meno che ci sia il vento a complicare le cose. Ha un hcp 11 e la media score è di 4,2.

Buca 4, par 4 di 434 metri.
Il vento a questa buca non manca mai e soffiando da destra a sinistra, fa davvero male. È stata allungata di 37 metri e il fairway è ampio 29 metri a 274 di distanza dal green, mettendo in gioco i bunker situati sulla destra. Il modo migliore per attaccare il green è sicuramente da destra, ad eccezione di quando la bandiera è situata proprio sulla destra dello stesso.
Ha un hcp 5 e la media score è di 4,3.

Buca 5, par 5 di 539 metri.
Anche questa buca ha subito i lavori di ristrutturazione ed è stata allungata di 47 metri. Il vento, in questo caso, non dà particolari problemi anzi aiuta i giocatori a raggiungere il green in due colpi. Il green è leggermente sopraelevato rispetto al fairway ed è ondulato, sembrando più piccolo di quanto in realtà è. È la buca più facile del campo, con hcp 18 e una media score di 4,7.

Buca 6, par 4 di 449 metri.
Una buca che si gioca sempre con il vento e che presenta un tee shot cieco. Sulla destra, insieme al dogleg, c’è un grande bunker che se evitato preferendo il lato sinistro, lascia un approccio lungo al green con un angolo più difficile. Ha un hcp 3 e la media score è di 4,4.

 

Buca 7, par 3 di 173 metri.
Una buca che dopo il 2004 non ha più bisogno di presentazioni. Si tratta della famosa Redan Hole, il cui green è totalmente ondulato da destra a sinistra. Il vento è costante e sempre contro, soffiando da destra. Per non farsi mancare nulla, dietro al green sulla sinistra c’è un bunker, che attira a sé la maggior parte dei colpi. Il green era così asciutto nel 2004, che la USGA fu costretta a innaffiarlo durante l’ultimo giro, se no era impossibile far star ferma la pallina sul terreno. Ha un hcp 2 e ha una media score di 3,4.

Buca 8, par 4 di 401 metri.
È più lunga di 37 metri rispetto allo US Open del 2004. Il tee shot permette di raggiungere il fairway con facilità sebbene i giocatori che finiscono nel bunker di sinistra, abbiano un angolo più semplice per tirare il secondo colpo al green. Il vento è contro e soffia da destra a sinistra, ma nonostante questo dal tee si può optare anche per i legni oltre al driver.
Ha un hcp 13 e una media score di 4,2.

Buca 9, par 4 di 401 metri.
Il tee shot è cieco, verso un fairway in cui soffia sempre un vento da destra a sinistra. Se con il primo colpo non si raggiunge la collinetta del fairway, si potrà vedere solo la punta della bandiera. Il colpo al green è meglio se rimane corto, perché qualsiasi shot lungo ha come conseguenza un chip o un putt difficile in discesa.
Ha un hcp 8 e la media score è di 4,3.

Buca 10, par 4 di 379 metri.
I giocatori qui possono scegliere se tirare un lungo ferro verso l’inizio del tavolato, per un secondo colpo in piano, o se giocare il drive giù dalla collina. Quest’ultimo lascerebbe un wedge dalla fine della collina mentre il precedente un colpo di 165 metri al green, posto sullo stesso livello del fairway. Attenzione a non finire lunghi: la zona dietro al green è molto ripida e secca, col rischio di mandare la palla a 23 metri di distanza.
Ha un hcp 1 e la media score è di 4,4.

Buca 11, par 3 di 145 metri.
È il par 3 più corto del campo, con un piccolo green ondulato e difeso da un bunker sulla destra. I colpi lunghi e a sinistra, lasciano un secondo colpo difficile in salita. Ha un hcp 4 e la media score è di 3,3.

Buca 12, par 4 di 429 metri. 
Il fairway è ampio appena 27 metri e i giocatori potrebbero optare per tee shot con il ferro. Il green è largo, è stato ampliato nei lavori del 2012, e ha al suo interno delle creste.
Ha un hcp 16 e la media score è di 4,2.

Buca 13, par 4 di 342 metri.
È la stessa buca che era nel 2004, anche se presenta come caratteristica il fairway più stretto del campo, ampio 15 metri scarsi. I giocatori tirano il primo colpo da un tee sopraelevato e devono fare in modo di tenersi un wedge come secondo colpo, verso un green davvero ondulato. Il bunker a destra è spesso frequentato durante i tornei.
Ha un hcp 14 e la media score è 4,2.

Buca 14, par 4 di 474 metri.
Questa buca è stata allungata di 70 metri per trasformarla in un par 4 lungo. Il tee shot è sopraelevato, con una discesa molto ripida dal tee al fairway e tiri da destra a sinistra. L’angolo migliore per l’approccio al green è da sinistra perché c’è una leggera apertura al green. L’approccio risulterà leggermente in salita.
Ha un hcp 6 e la media score è di 4,3.

Buca 15, par 4 di 374 metri.
Il tee shot è sopraelevato anche qui e molti giocatori tirano il drive a superare la cresta in mezzo al fairway, lasciandosi un ferro al green protetto da bunker.
Ha un hcp 9 e una media score di 4,3.

Buca 16, par 5 di 563 metri. 
La buca è stata allungata di 68 metri e sembra ancora più lunga a causa del vento costante che soffia da destra. Dovrebbe essere un par 5 raggiungibile in tre colpi, con un fairway da prendere sul lato destro. La maggior parte dei giocatori faranno un lay up prima del bunker sulla destra a 91 metri dal green. Quest’ultimo è stretto e difeso da altri bunker. Qui, nel 1995, Phil Mickelson chiuse con più di sei colpi quando era quarto in classifica.

Buca 17, par 3 di 165 metri.
Il green è stato ampliato, permettendo una pin position a sinistra sul fondo. Il vento qui soffia da sinistra e i bunker si trovano su entrambi i lati del green.
Ha un hcp 12 e una media score di 3,2.

 

Buca 18, par 4 di 443 metri.
Un nuovo tee shot ha aggiunto 32 metri di lunghezza, rendendolo cieco. Il vento soffia da destra a sinistra, aiutando i giocatori sul secondo colpo. Il tee shot migliore è quello giocato a destra, lasciando una visuale migliore sul green.
Ha un hcp 6 e una media score di 4,3.

Aspettando lo US Open, l'ultima volta del FedEx St. Jude Classic

Il PGA Tour fa tappa oggi a Memphis, nel Tennessee, per il FedEx St. Jude Classic, ultima tappa per potersi qualificare allo US Open 2018 di Shinnecock Hills.

Inoltre, sarà l’ultimo anno in cui il torneo verrà disputato in questa settimana e l’ultimo anno che lo troveremo nel calendario del PGA Tour.

Nel 2019, il FedEx St. Jude avrà un nuovo nome: World Golf Championship e prenderà il posto del WGC Bridgestone Invitational.

Questa settimana Daniel Berger, vincitore delle ultime due edizioni del torneo, dovrà vedersela con un field molto agguerrito e ricco di grandi giocatori nonostante l’imminente inizio del secondo Major stagionale.

Ci sarà l’ex numero uno al mondo e vincitore del FedEx St. Jude 2012 Dustin Johnson in compagnia di Brooks Koepka, Phil Mickelson, Henrik Stenson e Joaquin Riemann, la stella diciannovenne proveniente dal Cile che in cinque apparizioni da professionista ha già collezionato tre top-10.

In attesa dello US Open, gustiamoci l’ultima volta del FedEx St. Jude Classic

Per le proette è tempo di US Women’s Open Posta in arrivo x

Settimana di grandi appuntamenti sul Tour, sia americano che europeo. È il momento del 75esimo Open d’Italia al GardaGolf Country Club così come del Memorial Tournament di Muirfield Village sul PGA Tour. Ma non finisce qui, perché le proette - spesso dimenticate se non snobbate - avranno l’appuntamento più importante di tutti. Debutta domani lo US Women’s Open dell’LPGA e del LET, sul percorso di Shoal Creek Golf and Country Club in Alabama.

Un montepremi da 5 milioni di dollari, dei quali 900.000 formeranno l’assegno per la prima classificata. Nonostante i problemi riscontrati nella giornata di ieri a causa delle forte piogge che hanno costretto gli organizzatori a chiudere il percorso, sono tante le campionesse in gara che proveranno a conquistare il Major.

Sung Hyun Park sarà pronta a difendere il titolo, ma il Tour femminile non è mai stato così competitivo come in questo momento e di nomi da tenere sotto controllo ce ne sono diversi.

Aria Jutanugarn

Identikit: 22 anni e di nazionalità tailandese.

La lista di giocatori tailandesi, sia femminili che maschili, che hanno vinto un Major è molto corta, formata solamente dalla giovane Jutanugarn. Nel 2016 conquistò infatti il Women’s British Open, sorprendendo tutti. Giovane talento del golf, si è fatta notare nel 2011 quando vinse lo US Girls’ Junior Title. Nell’Open americano non ha mai brillato, il suo miglior piazzamento è stato un diciassettesimo posto. Ma Aria è in forma e arriva da una grande vittoria la settimana scorsa al Kingsmills Championship in Virginia.

Lydia Ko

Identikit: 21 anni e di nazionalità neozelandese.

Questa è senza dubbio una stagione di grande ritorni. Mentre sul PGA Tour l’attenzione è rivolta a Tiger Woods, così come a Bubba Watson e Phil Mickelson, vincitori dopo diversi anni, sull’LPGA i riflettori erano puntati su Lydia Ko. La promessa del golf femminile era diventata la più giovane ad aver vinto un Major all’Evian Championship del 2015 e aveva trascorso 130 settimane in vetta al Rolex Ranking. Poi qualcosa non è più funzionato e la Ko temeva di non poter più tornare quella di un tempo. Aiutata da un nuovo coach, un nuovo caddie e nuova attrezzatura, ha interrotto finalmente due lunghi anni senza vittorie conquistando il Mediheal Championship ad Aprile. Un grande sollievo per lei, che potrebbe trasformarsi in incubo per le sue avversarie.

Ana Nordqvist

Identikit: 30 anni e di nazionalità svedese

Per un pugno di sabbia non conquistò lo US Open del 2016, quando durante il playoff contro Brittany Lang, venne penalizzata per aver appoggiato il bastone nel bunker. Ma la Nordqvist è un osso duro e l’ha dimostrato nel match singolo contro Lexi Thompson della Solheim Cup 2017. Senza contare, che nel proprio palmares vanta due Major: il Women’s PGA Championship 2009 e l’Evian Championship 2017.

Sung Hyun Park

Identikit: 24 anni e di nazionalità coreana

È la campionessa uscente e difenderà il titolo a tutti i costi. Nelle sue ultime sei apparizioni, ha mancato il taglio tre volte mentre le altre tre ha chiusi 61esima, nona e prima. La vittoria al Volunteers of America LPGA Texas Classic è stata seguita da un taglio mancato nel torneo successivo. È una delle professioniste più lunghe e potenti del Tour, con 251 metri di distanza e il terzo posto in classifica per la driving distance. Peccato che sia la precisione a mancare, portandola ben 104esima in classifica. Nonostante questo e la forma poco smagliante, non è assolutamente da sottovalutare.

Lexi Thompson

Identikit: 22 anni e di nazionalità statunitense.

Dopo uno scintillante 2017 fatto di due vittorie, sei secondi posti e la conquista del Vare Trophy, la Thompson è ancora alla ricerca di un trionfo in questo 2018. È comunque la numero due del Rolex Women’s Golf Ranking e la giocatrice americana più in alto in classifica.

Michelle Wie 

Identikit: 28 anni e di nazionalità statunitense.

Dopo quello di Lydia Ko, ecco un altro grande ritorno sull’LPGA Tour. Michelle Wie si è tolta un grande peso dalle spalle lo scorso marzo quando ha conquistato l’HSBC Women’s World Championship, finendo così quattro anni di terribile assenza di vittorie. Dopo questo trionfo, la sua forma è stata perfetta. Non ha mai mancato il taglio nelle sette gare a cui ha partecipato dopo la vittoria e ha chiuso 32esima o meglio in cinque di queste. Senza dimenticare che ha già vinto alzato in cielo una volta il trofeo dello US Women’s Open nel 2014 a Pinehurst.

Le stelle del PGA Tour pronte a brillare al Memorial Tournament

Una parata di stelle del golf è attesa questa settimana al Muirfield Village Golf Club in Ohio. Sul PGA Tour arriva infatti il Memorial Tournament, torneo organizzato da Jack Nicklaus, che vedrà scendere in campo campioni come Tiger Woods, Justin Thomas, Dustin Johnson, Jordan Spieth e Rory McIlroy.

Tiger Woods, Jason Dufner, Justin Rose

Tiger Woods tornerà a disputare un torneo che ha vinto cinque volte, l’ultima volta nel 2012. Nelle sue ultime sei apparizioni, ha chiuso per quattro volte undicesimo o in posizione migliore. Senza dimenticare che a Muirfield detiene il record di uno dei tornei più vinti in carriera. Tiger sarà in compagnia di Jason Dufner, campione uscente, e di Justin Rose reduce dalla grande vittoria di domenica al Forth Worth Invitational e in passato vincitore anche del Memorial.

Partiranno domani alle 8.26 dalla buca 10 (14.26 italiane) e venerdì alle 13.16 dalla buca 1 (19.16 italiane).

Justin Thomas, Patrick Reed, Rickie Fowler

Justin Thomas farà il suo debutto da numero uno al mondo e cercherà a tutti i costi di difendere la sua leadership. Il campione americano vanta già due vittorie in stagione ed è stato vicino al trionfo lo scorso anno a Muirfield prima di chiudere quarto. Sarà in compagnia del campione Masters 2018 e di Rickie Fowler, che ad Augusta chiuse secondo proprio dietro a Reed. La stessa posizione in cui chiuse lo scorso anno dietro a Dufner, quando il torneo venne ritardato di addirittura due giorni per maltempo. Fowler cercherà sicuramente la rivincita, in un torneo che ama molto.

Partiranno domani alle 8.15 dalla buca 10 (14.15 italiane) e alle 13.05 dalla buca 1 venerdì (19.05 italiane).

Jason Day, Rory McIlroy, Dustin Johnson

Tre ex numeri uno al mondo tutti insieme e tre giocatori che han già trionfato in questa stagione. Certo Johnson ha sempre portato a casa vittorie almeno una volta l’anno, mentre McIlroy e Day sono mancati dal gradino più alto del podio per più di un anno.Il campione irlandese arriva da un secondo posto al BMW PGA Championship vinto da Molinari e a Muirfield ha sempre chiuso con grandi risultati. Sebbene manchi da due anni, ha chiuso quarto nel 2016 e quinto nel 2011. Day, invece, ha ottenuto il suo miglior piazzamento lo scorso anno quando è arrivato 15esimo. Johnson, dal canto suo, cercherà di arrivare tra le prime posizioni per riavvicinarsi alla leadership del ranking.

Partiranno giovedì dal tee della 1 alle 13.05 (19.05 italiane) e venerdì dalla buca 10 alle 8.15 (14.15 italiane).

Bubba Watson, Jordan Spieth, Phil Mickelson

Due giocatori mancini, in team con un giovane campione americano che in realtà è mancino ma gioca da destro. Watson è il più in forma dei tre, vincitore già due volte in questo 2018. È arrivato vicino alla vittoria del Memorial lo scorso anno, quando chiuse sesto a causa di un 73 finale, e nel 2014 quando si classificò terzo. Spieth aprì lo scorso anno con un fantastico 66 ma poi chiuse in tredicesima posizione visto il 73 dell’ultimo giro. Il giovane texano è alla ricerca di una vittoria che manca sul Tour dal luglio 2017, quando conquistò il The Open Championship. Lefty, dal canto suo, ha interrotto cinque anni di assenza di trionfi conquistando il WGC Mexico Championship a inizio stagione. Nonostante le sue 43 vittorie sul PGA Tour, nessuna di queste è arrivata al Memorial nel quale non ha mai brillato.

Partiranno domani dalla 1 alle 13.16 (19.16 italiane) e venerdì dalla 10 alle 8.26 (14.26 italiane).

Billy Horschel stilista: in arrivo una sua linea di Ralph Lauren

Billy Horschel è senza dubbio uno dei campioni più alla moda del Tour.

Uno stile elegante ma spesso anche eccentrico, come quando indossò i pantaloni con disegnati i polpi che sfoggiò durante lo US Open del 2013. Ma Horschel alla moda e al suo stile ci tiene molto, tanto da aver lanciato una propria linea di abbigliamento. Da anni ambasciatore di Ralph Lauren, il campione americano ha annunciato l’uscita di una sua capsule collection la prossima estate: la RLX For Billy Horschel Collection. Una linea realizzata in collaborazione con Ralph Lauren che segna anche un grande traguardo per il campione, visto che la casa americana non aveva mai prima d’ora collaborato con alcun personaggio pubblico.

“Quando penso alle persone che hanno indossato Ralph Lauren, sia che si tratti del golf o della moda - da attori, atleti, celebrità, chiunque - essere il primo tra tutte queste persone a collaborare con la stessa Ralph Laure... Beh è emozionante,” ha affermato Horschel al lancio della collezione avvenuto a New York City. “Quando mi hanno contattato la scorsa estate per parlarne, ero incredulo. Ero senza parole e fidatevi, non accade spesso. È stata un’esperienza davvero fantastica poter creare una linea con il mio nome e il mio logo accanto a quello di Ralph Lauren.”

Horschel è famoso sul fairway anche per l’accostamento di colori accesi e particolari, un dettaglio che sarà al centro della sua collezione. Ovviamente, sono tornati anche i pantaloni con i polpi, questa volta però in versione bermuda che il campione ha indossato durante il giro di pratica a Wentworth.

“I pantaloni con i polpi mi hanno reso famoso,” ha dichiarato ridendo. “Sono quelli che mi hanno presentato al mondo della moda golfistica e ora torneranno in una versione rivisitata.”

Horschel indosserà la sua linea per tutti i giorni di gara al BMW PGA Championship di questa settimana. E la cosa più bella? I colori così come le fantasie della collezione saranno disponibili anche per l’abbigliamento femminile, con l’arrivo in boutique e sul sito ralphlauren.com a partire dal prossimo 15 luglio.

6 di 173 Iniziano le Rolex Series con l’imperdibile BMW PGA Championship di Wentworth

Domani torna sullo European Tour il tanto atteso BMW PGA Championship ospitato per il 35esimo anno di seguito dal difficile percorso di Wentworth alle porte di Londra. Si tratta di uno dei tornei più importanti del Tour Europeo, che sancirà ufficialmente l’inizio delle Rolex Series 2018.

Lo scorso anno fu proprio l’evento londinese a inaugurare l’arrivo delle Rolex Series dello European Tour, l’insieme di otto tornei prestigiosi con montepremi minimo da 7 milioni di dollari.

Le Rolex continueranno anche settimana prossima con il nostro Open d’Italia al GardaGolf Country Club e culmineranno a fine stagione con il DP World Tour Championship, durante il quale ci sarà l’incoronazione del vincitore della Race to Dubai. Lo scorso anno fu Tommy Fleetwood a trionfare, mentre quest’anno, grazie al vantaggio della vittoria al Masters, Patrick Reed conduce la classifica seguito dal due volte campione dello European Tour Shubhankar Sharma.

Un evento imperdibile con un field davvero competitivo, che vanta alcuni dei campioni migliori al mondo. 

Domani ci sarà prima di tutto il ritorno a casa di Paul Casey che non gioca a Wentworth da cinque anni. Il campione inglese vinse nel 2009 e giocò per dodici anni consecutivi dal 2002 al 2013. Poi però una serie di impegni di famiglia e di problemi fisici l’hanno costretto a rinunciare all’appuntamento per diversi anni. Fino a domani, quando potrà giocare di fronte al suo pubblico. Casey cercherà di portare a casa quest’anno un altro grande obiettivo: giocare la Ryder Cup, dalla quale manca dal 2008. Lo vedremo certamente in altri tornei europei, con l’obiettivo di guadagnare punti e la qualifica per la competizione più amata del golf. Domani il campione inglese non sarà certo solo, accompagnato da altri cittadini di grande livello del Regno Unito: Tommy Fleetwood, Rory McIlroy e Ian Poulter. Ci saranno diversi italiani, a partire da Matteo Manassero (h.7.40 inglesi), Renato Paratore (h. 9.50 inglese), Andrea Pavan (h 10.55 inglese), Edoardo Molinari (h. 14.05 inglese) e Nino Bertasio (h. 14.50 inglese). Ma troveremo anche Francesco Molinari (h. 8.35 inglese) che torna sullo European Tour prima dell’Open d’Italia. Il nostro campione, lo scorso anno, fu artefice di una straordinaria performance qui a Wentworth, chiudendo secondo a due colpi da Alex Noren, che ottenne un imbattibile score finale in - 10, 62 colpi. Francesco potrà rifarsi quest’anno, chiudendo nella parte alta della classifica senza incontrare grandi difficoltà.

Difenderà il titolo proprio lo svedese, che lo scorso anno durante l’ultimo giro non era affatto considerato favorito dai bookmakers. Noren recuperò ben sette colpi di svantaggio, sorprendendo tutti e registrando persino il record del campo con quello score finale in 62. L’eagle alla 18, gli permise di chiudere in -11 per il torneo, vincendo ahinoi ai danni di Molinari.

Non solo campioni e spettacolo, ma anche tante celebrità scese in campo durante la Celebrity Pro-Am inaugurale del mercoledì. Da Pep Guardional all’attore di Cinquanta Sfumature di Grigio, Jamie Dornan. Così come star del calcio inglese, tra cui Ryan Giggs, Michale Carrick e Paul Scholes.

Non perdetevi lo spettacolo di Wentworth da domani dalle 13.00 alle 19:00 su Sky Sport 2 (canale 202).

Sabato l’azione si sposterà dalle 13.30 alle 19.30, sempre su Sky Sport 2 mentre domenica sarà dalle 13.30 alle 19.30 su Sky Sport 3 (canale 203).

Al via la lotteria del Masters: ecco come ottenere i preziosi biglietti

Il Masters di Augusta è passato da appena un mese ma è già tempo di pensare al prossimo anno. Il torneo più amato del golf tornerà sui verdi fairway dell’Augusta National dall’11 al 14 aprile 2019. Manca ancora un’eternità, è vero, ma se voleste essere tra i fortunati spettatori che potranno vedere le gesta dei campioni direttamente da bordo fairway... Il momento di agire è proprio adesso.

Gli organizzatori del Masters hanno infatti inaugurato l’annuale lotteria dei biglietti, che si svolge ormai da anni proprio a partire dal mese di maggio.

Come funziona? È semplice. Basta andare sul sito internet Tickets.masters.com e creare un account oppure accedere con le proprie credenziali se questo fosse già stato creato in passato.

In questo modo si accede alla lotteria dei biglietti del Masters, la quale è totalmente casuale e scadrà il giorno 1 giugno. A partire dai primi di luglio, tutti i partecipanti, sia vincitori che non, riceveranno un’email di notifica da parte del Masters.

Si può scegliere di applicare per i giri di gara così come per i giri di prova. Per questi ultimi, si possono selezionare fino a quattro biglietti al giorno mentre per i giri di gara solo due. La bella notizia è che se veniste scelti, non dovrete sborsare somme da capogiro per attraversare la famosa Magnolia Lane e assistere dal vivo allo spettacolo. I biglietti per i giri di prova costano solo 75$ l’uno mentre quelli per i giri di gara 115$. Non una cifra impossibile, anzi.

Cosa aspettate? Io ho già tentato la fortuna, ora tocca a voi!

Johnson, primato minacciato: occhio a quei quattro

Questa settimana al The Players Championship, Dustin Johnson potrebbe perdere il primato nel Ranking Mondiale.

Solo quattro giocatori hanno trascorso più settimane del campione americano in vetta alla classifica, da quando fu introdotta nel 1986. E ancora meno, hanno speso 64 settimane al primo posto. Lo stesso numero che DJ potrebbe raggiungere se superasse l’ostacolo The Players Championship.

Un ostacolo molto difficile, soprattutto visto lo stato di forma latente del campione.

Dopo aver vinto a inizio stagione e aver ottenuto qualche secondo posto, la parabola di Johnson è stata totalmente discendente. Ora dovrà vedersela con quattro campioni in agguato per rubargli il primato. Stiamo parlando rispettivamente del numero 2 Justin Thomas, del numero 3 Jon Rahm, del numero 4 Jordan Spieth e del numero 5 Justin Rose.

Secondo l’esperto del ranking Nosferatu, Rahm e Spieth diventerebbero primi se vincessero o se ottenessero un secondo posto in solitario. Thomas potrebbe avere una chance anche se mancasse il taglio mentre Rose dovrebbe vincere e basta. Johnson, dal canto suo, deve chiudere almeno undicesimo. Un risultato non impossibile, ma difficile se la forma è quella delle ultime settimane.

La scorsa settimana al Wells Fargo, a Thomas sarebbe bastato un dodicesimo posto per spodestare Johnson. Il giovane americano ha poi chiuso 21esimo, rimandando la pratica a questa settimana. Dopo Johnson, anche Spieth ha trascorso diverso tempo in testa al ranking con 26 settimane.

Certo è, che nella storia del golf tre giocatori hanno fatto meglio di DJ e stiamo parlando niente meno che di Tiger Woods, Greg Norman e Nick Faldo.

La Tigre è detentrice del record assoluto con 281 settimane dal 12 giugno 2005 al 30 ottobre 2010. Non finisce qui, perché rimase in testa in un secondo momento per altre 264 settimane, ottenendo così il primato per 683 settimane in totale.

Ma Tiger si sa, è Tiger...

Team stellari da non perdere al The Players Championship

Il PGA Tour fa tappa domani sul TPC Sawgrass a Ponte Vedra Beach per il 36esimo anno consecutivo. Come ogni anno dal 1982, il difficile percorso ospiterà il The Players Championship, giunto ormai alla sua 45esima edizione.

Un torneo importante e affascinante, fatto di grandi nomi ma anche di un montepremi da capogiro di 11 milioni di dollari.

Quattro giorni imperdibili, soprattutto per i team che vedremo scendere in campo nei primi due giorni.

Dopo 17 anni, Tiger Woods e Phil Mickelson torneranno a giocare insieme il The Players, accompagnati questa volta da Rickie Fowler.

Si tratta di uno dei gruppi più interessanti del torneo, con Tiger e Lefty che insieme arrivano a 122 vittorie sul Tour. Andiamo a scoprire insieme gli orari e gli altri team stellari di questi giorni.

Tiger Woods, Phil Mickelson, Rickie Fowler

Tiger torna al The Players dopo tre anni, quando chiuse 69esimo e non riuscì a ottenere score più bassi di 71 colpi. Qui vinse sia nel 2001 (l’ultima volta che giocò con Lefty), che nel 2013. Mickelson, dal canto suo, trionfò nel 2007 e Fowler nel 2015. Tiger cercherà di rifarsi dopo la settimana non troppo positiva a Quail Hollow mente Lefty e Fowler sono in grande forma. Quest’ultimo, in particolare, è alla ricerca di una vittoria dopo il secondo posto ad Augusta.

Giocheranno domani dal tee della 1 alle 13.52 (19.52 italiane) e venerdì dalla 10 alle 8.27 (14.27 italiane).

Justin Thomas, Jordan Spieth, Rory McIlroy

Un team stellare anche questo, che non ha niente da invidiare al precedente. Tutti e tre i campioni non hanno mai vinto al The Players e cercheranno di farlo proprio questa settimana. Thomas continua a dominare la classifica FedEx difendendo così il titolo e cercherà di trarre esempio dal terzo posto ottenuto a Sawgrass nel 2016. McIlroy ha chiuso nella top 10 negli ultimi tre anni, mentre Spieth terminò quarto al suo debutto nel 2014 e negli anni successivi non superò mai il taglio. Il vincitore si cela proprio in questo team?

Giocheranno domani alle 8.27 dalla 10 (14.27 italiane) e venerdì dalla 1 alle 13.52 (19.52 italiane).

Bubba Watson, Dustin Johnson, Brooks Koepka

Bubba Watson ha dimostrato in questo 2018 di essere in grandissima forma. Non solo è tornato alla vittoria dopo due anni al Genesis Open, ma ha conquistato anche il WGC Dell Technologies Matchplay. Qui a Ponte Vedra non ha mai vinto e chissà non riesca a raggiungere la terza vittoria stagionale. Brooks Koepka torna in campo per la terza settimana consecutiva dopo l’infortunio al polso sinistro che l’ha tenuto fuori quasi sei mesi. Dustin Johnson, invece, cercherà di trovare il suo primo successo in carriera al The Players mantenendo così la testa del Ranking.

Giocheranno domani alle 8.05 dalla 10 (14.05 italiane) e venerdì dalla 1 alle 13.30 (19.30 italiane).

Martin Laird, Sean O’Hair, Francesco Molinari 

Il nostro campione italiano tornerà in campo questa settimana dopo l’ottimo sedicesimo posto a Quail Hollow nel Wells Fargo Championship. Molinari ha dimostrato di essere in grande forma in questo 2018 e cercherà a tutti i costi di far parte della Ryder Cup di Parigi.

Giocheranno domani dalla 1 alle 14.36 (20.36 italiane) e venerdì dalla 10 alle 9.11 (15.11 italiane).

Altri team da non perdere sono sicuramente i seguenti:

Jason Day, Henrik Stenson, Sergio Garcia (domani 13.41 dalla 1 e venerdì 8.16 dalla 10).

Patrick Reed, Jon Rahm, Hideki Matsuyama (domani 13.30 dalla 1 e venerdì 8.05 dalla 10).

Sii Woo Kim, Adam Scott, Martin Kaymer (domani 8.16 dalla 10 e venerdì 13.42 dalla 1).

Per seguire tutto lo spettacolo del The Players Championship, non vi resta che sintonizzarvi domani sera su Sky Sport 2 (canale 202) a partire dalle ore 20.00.

Wells Fargo Championship: i gruppi da non perdere

Il PGA Tour farà tappa domani in North Carolina e più precisamente a Charlotte sul percorso di Quail Hollow.

Sarà così la sedicesima edizione del Wells Fargo Open e la quindicesima a Quail Hollow, visto che lo scorso anno per preparare il percorso in vista del PGA Championship, si svolse nel vicino Eagle Point Golf Club.

Sono tanti i campioni che hanno trionfato qui in Carolina. Da Rory McIlroy, due volte, a Tiger Woods così come Rickie Fowler e Jim Furyk.

Quest’anno il field sarà stellare come ogni anno, con Rickie Fowler, Patrick Reed, Rory McIlroy e Justin Thomas, che proprio qui ha conquistato lo scorso anno il PGA Championship.

Ci sarà anche Tiger, al suo ritorno in Carolina dopo ben sei anni dall’ultima apparizione, in cui però mancò il taglio.

Il campione americano scenderà in campo dopo il 32esimo posto al Masters e cercherà di portare a casa un altro risultato positivo.

Ecco alcuni team da non perdere.

Tiger Woods, Brooks Koepka, Patrick Reed

Un team stellare, composto da tre campioni di Major. Tiger sarà insieme al campione U.S. Open 2017 Brooks Koepka e al neo campione Masters Patrick Reed. Giocheranno domani dal tee della 1 alle 12.50 (18.50 ora italiana) e venerdì dal tee della 10 alle 7.40 (13.40 ora italiana).

Rory McIlroy, Paul Casey, James Hahn

Il campione nord irlandese ha vinto due volte in carriera a Quail Hollow, nel 2010 e nel 2015, ed è l’unico ad aver fatto il bis. Hahn ha vinto a Quail Hollow due anni fa mentre Casey, che ha vinto quest’anno il Valspar Championship, non ha mai conquistato il Wells Fargo. Scenderanno in campo domani dalla 10 alle 7.30 (13.30 ora italiana) e venerdì dalla 1 alle 12.40 (19.40 ora italiana).

Justin Thomas, Rickie Fowler, Brian Harman

Due grandi amici, Thomas e Fowler, nello stesso team: solo per questo vale la pena seguirli. Thomas torna a Quail Hollow dopo avervi conquistato il PGA Championship ad agosto è questa settimana potrebbe diventare numero 1 al mondo. Fowler, dal canto suo, ha vinto a Charlotte nel 2012 mentre Harman ne è il campione uscente. Lo scorso anno fece birdie alle ultime due buche di Eagle Point battendo così Dustin Johnson e Pat Perez. Scenderanno in campo domani dalla 1 alle 12.40 (18.40 ora italiana) e venerdì dalla 10 alle 7.30 (13.30 ora italiana).

Phil Mickelson, Jason Day, Daniel Berger

Il Wells Fargo Championship è uno di otto eventi del PGA Tour in cui Phil Mickelson non è mai riuscito a vincere. Nelle sue ultime 14 apparizioni ha sempre superato il taglio - il numero più alto di tagli consecutivi superati da un giocatore in questo torneo - e ha collezionato nove top 10.

Jason Day torna al Wells Fargo dopo sei anni, vi partecipò l’ultima volta nel 2012 e lo farà dopo la grande notizia dell’arrivo del terzo figlio data ieri dalla moglie Ellie. Berger, invece, nelle ultime tre apparizioni a Charlotte il miglior risultato è un 17esimo posto due anni fa.

Scenderanno in campo domani dalla 10 alle 7.40 (13.40 ora italiana) e venerdì dalla 1 alle 12.50 (18.50 ora italiana).

Un torneo davvero da non perdere che potrete seguire da domani su Sky Sport 2 (canale 202) alle ore 21.00.