L'amaro di una sconfitta

Penso sia doveroso affrontare questo argomento: se una vittoria è parte di tutti, ancor più lo è una sconfitta.

Una sconfitta, che fa male in prima persona ad Elio e Lorenzo Vergari, coloro che hanno guidato il Piacenza Golf per 16 lunghi anni.

Una sconfitta che fa male al golf.

Una sconfitta che fa male a noi, operatori del settore.

Una sconfitta che dovrebbe essere di tutti i golfisti. Dico dovrebbe, perché, invece, questa sconfitta, sarà dimenticata prima della fine del mese.

Tanto, un posto vale l’altro. L’importante è pagare il meno possibile.

Cosa importa se il circolo ha dei costi…l’importante è avere il meglio al minor costo possibile.

Peccato che ci si dimentichi, che i costi di manutenzione sono sempre in aumento, e questa lotta al ribasso può solo uccidere il golf.

Questo ha contribuito a portare l’ennesimo cancello di un golf italiano, a chiudersi per sempre.

Fa male leggere su Facebook queste considerazioni di Lorenzo Vergari:

“Ho incontrato e conosciuto moltissime persone estremamente scorrette, opportuniste, arriviste, doppiogiochiste, provinciali. Ho avuto a che fare con concorrenti, che definire ottusi è un eufemismo.”

Troppo severo? Forse o forse no. Questo purtroppo però è anche lo specchio del mondo di oggi e inevitabilmente del mondo del golf.

Da operatore del settore, mi sento di comprendere a pieno il senso di sconforto e delusione di Lorenzo.

Da operatore del settore, quello che si sente girando i circoli italiani, fa male. Situazioni simili, situazioni in cui coloro che guidano i golf si fanno davvero, permettetemi di dire, un culo pazzesco. E soffrono, soffrono terribilmente.

Noi, da parte nostra, stringiamo la mano al Piacenza Golf per tutto il lavoro svolto in questi 16 anni, per tutto ciò che hanno fatto per il nostro magnifico sport.

Noi, non abbiamo un circolo o un campo pratica, ma non per questo è più facile.

Anzi, è spesso difficile. Difficile perché il golfista non è mai contento e perché noi essere umani dimentichiamo velocemente le cose buone.

È difficile perché non sempre hai a che fare con persone oneste: con un’etica e con una morale.

Fortunatamente, come continua nel suo messaggio Lorenzo:

“Grazie al cielo ho incontrato anche qualche persona, pochissime, dotate di buon senso, di onestà intellettuale, affidabilità e integrità morale.”

E soprattutto, il Golf è una cosa meravigliosa che deve darci la forza di continuare, nonostante tutto e tutti. Il Golf è il profumo dell’erba appena tagliata. Il Golf è la rugiada che di prima mattina ti bagna le calze. Il Golf è il suono del silenzio su un lungo fairway all’imbrunire. Il Golf vive, di vita propria. 

In bocca al lupo a Lorenzo ed Elio Vergari, che con il tempo questa ferita si possa rimarginare e possa darvi la forza per tornare a dare qualcosa al golf e a tutti noi.

Nel frattempo, rimbocchiamoci tutti le maniche per cercare di avere, come dice il nostro Filippo Motta, UN GOLF MIGLIORE.