Golf italiano: "io voglio crescere!"

Mi rileggo su Facebook e penso che sul nostro blog ci starebbe a fagiolo!

Il golf costa caro?
Non più e comunque non più di altri sport.
Serve la tessera?
Sì per una impostazione CONI per cui tutte le gare sono attività sportiva. Vale anche per gli altri sport se si fa, appunto, attività sportiva.
La FIG organizza solo gare?
È una Federazione Sportiva ed è nel suo core business.
Potrebbe fare altro?
Certamente, ma non da sola. I Circoli devono essere promotori di se stessi non solo, però, rubandosi soci l'un l'altro.
La Ryder servirà?
Probabilmente sì a patto che non si perda più neppure un secondo e si crei una forma di tesseramento promozionale che chiunque sia in grado di sostenere. Poi vediamo se rimaniamo a 90mila!
Cosa manca?
Comunicazione e tanta. Ma non per chi già gioca. Per chi non lo fa. E quella può solo essere fatta da chi conosce molto bene il settore e in tutte le sfaccettature.
PGAI?
OK, talvolta - in passato - è stata un freno. Ma non penso sia più nelle condizioni, visto il mercato e il fatto che dovremmo parlare di imprenditori di se stessi, di fare la schizzinosa.
Circoli?
Devono diversificarsi o muoiono.
Parlo da anni di quote associative "modulari" e non ho ancora visto un club, salvo forse uno ma in modo non ufficiale, che abbia solo pensato di applicarle. E questo perché l'arco temporale di programmazione è - obtorto collo - legato al mandato degli organi direttivi. Parlo da anni di consorzi operativi per macchinari e manutenzioni (ma molto altro si potrebbe fare) e non si vede nulla di simile all'orizzonte. Eppure all'estero lo fanno.
Turismo?
Vitale. Ma ancora non abbiamo un'offerta globale e, forse, non abbiamo abbastanza campi in zone turistiche. Soprattutto non li abbiamo di tipologie diverse perché anche i turisti golfisti incoming vogliono tipologie diverse.

Potrei continuare per altre N righe ma mi fermo.
Sono curioso di conoscere le opinioni di tutti. Io voglio crescere!

Consigli per...La Ryder

Voglio essere… dirompente.

Quindi vi chiederò… quanti golfisti italiani sanno che nel 2022 la Ryder Cup si giocherà in Italia?

Probabilmente chi legge questo blog penserà io sia impazzito.

Così non è, purtroppo: se vi prenderete la briga di fare quella domanda ai vostri consoci, scoprirete che sono la maggioranza coloro che non ne hanno idea.

Abbiamo quindi bisogno di fare opera di divulgazione e spiegare perché questo evento sportivo gigantesco potrà essere un volano per il golf nazionale.

Ma tutti, nessuno escluso, siamo in difficoltà a trovare il sistema migliore per attivare questo effetto domino che, piaccia o meno, siamo riusciti ad assicurarci grazie all’idea “pazzesca” di Franco Chimenti.

Quindi, evitando – per favore – commenti salaci sul Presidente federale che lasciano il tempo che trovano stante la scommessa già vinta, chi ha voglia di dare la propria ricetta per fare in modo che Roma 2022 diventi il successo che tutti ci auguriamo?

Sono certo che qualcuno potrà avere un’idea fantastica che, magari, sarà perseguita da chi di dovere.

E il nostro blog avrà avuto un ruolo di primo piano!

Filippo Motta

Lo strano golfista... italiano.

Ma quanto è strano il golfista italiano?
O meglio, più in generale, quanto sono bizzarri gli sportivi italiani!

La scorsa settimana, nel primo editoriale di questo Blog, avevamo espresso la nostra convinzione che non fosse più il tempo delle polemiche per il nostro sport. E che avremmo accettato le stesse solo se supportate da spirito costruttivo.
Naturalmente la base di questa affermazione era la querelle nata, in tutti social, sull’incremento di costo della tessera federale.
In quell’occasione, era novembre, i tesserati italiani si sono mossi compatti nel criticare.
Giusto o sbagliato che fosse, l’impressione degli addetti ai lavori era che – al di là di uno sconcerto comprensibile ma derivante solo dalla poca comunicazione degli organismi preposti – la polemica fosse davvero sterile in termini assoluti.
In ogni caso… tutti sulle barricate e via di contumelie con tanto di gruppi Facebook creati ad hoc.

Ora, nelle ultime settimane, la Federazione dà il via al progetto Golf4Autism che ha come scopo l’avvicinare al Golf i ragazzi autistici tra i 6 e i 12 anni.
E i social, ed i loro utenti, cosa fanno? Silenzio assoluto. Nessun plauso e nemmeno critica tranne alcuni post dei soli giornalisti del settore.
Ecco, questo è il brutto, molto brutto, del nostro sport.

Tutti critici (ma del resto siamo tutti allenatori ed esperti) e mai pronti a riconoscere le cose giuste e ben fatte.
Leggete sulla Gazzetta di oggi l’articolo a firma Silvia Audisio, nelle pagine di Milano, e capirete cosa può fare il Golf per i ragazzi che soffrono di questi problemi.
E mettete, per una volta, un MI PIACE MOLTO ai post FIG che ne hanno parlato.

 

Di seguito il video pubblicato dalla Federazione Italiana Golf sulla sua pagina Facebook.

 

Editoriale: Perchè Wegolfers Blog

Credo servano alcune valutazioni sulla necessità, o sul perché, di un Blog – in Italia – che parli di GOLF.

La prima, orgogliosa, è che vorremmo che questo diventasse un punto di riferimento per gli appassionati di questo meraviglioso sport e, anche, un punto di incontro “colto” per tutti i nostri splendidi WeGolfers.
La seconda è il desiderio, ambizioso, di fare conoscere una disciplina, abbastanza ignota ai più, con l’occhio di chi la conosce e la ama, nella speranza di attrarre qualche scettico sui campi di gioco.
Infine il piacere, per chi scriverà, di trasferire la propria opinione, in qualche caso la propria competenza, a tutti. Noi compresi. È per questo che avremo dei collaboratori di altissimo livello.

Parleremo di Regole, di Campi, di Gioco, di Federazione e, ovviamente, di Ryder Cup 2022.
Da subito vorrei chiarire che non “nasciamo” per polemizzare.
Il Golf italiano, in questo momento storico, ha bisogno di impulsi, non di freni o polemiche.
Certamente saremo aperti ad ospitare anche chi avrà un’opinione critica, ma da questo Blog saranno banditi tutti i comportamenti sopra le righe o i post il cui unico scopo sarà quello di polemizzare senza alcuno spirito costruttivo.

Assieme a noi, gestori del Blog, scriveranno nomi di peso: Davide Lantos (chief del Ladies European Tour) e Donato di Ponziano hanno già accettato di essere parte in causa. Altri arriveranno a brevissimo.

È quindi con piacere che, assieme ai “motori” di WeGolfers – Marco Foi e Valentina De Simoni – vi porgiamo il nostro BENVENUTI A CASA. Per un Golf migliore.