L’eccezione Patrick Reed

Il nuovo campione del Masters Patrick Reed ha tutta l’aria di essere davvero un tipo particolare.

Nonostante la grande vittoria di domenica, arrivata con grande coraggio e capacità di controllo, Reed non vince certo il primo premio per il professionista più simpatico del Tour.

Se il primato, prima di domenica, molti amanti del golf e sostenitori americani, lo davano volentieri a Bubba Watson – resta da capire il perché – ora il detentore ne è senza dubbio Reed.

Il campione americano ha vinto il Masters e mancheremmo certo di obiettività se dicessimo che non avrebbe meritato la vittoria. È stato in testa dal sabato pomeriggio e non ha mai mollato la presa. Ha trasformato la possibilità mancata dell’eagle di McIlroy alla 2 in un suo punto di forza, annientando psicologicamente il campione irlandese. Non si è piegato neppure davanti alle rimonte di Jordan Spieth, Jon Rahm e Rickie Fowler.

Sentire in lontananza il pubblico urlare e applaudire, acclamando lo spagnolo e i due campioni americani non l’hanno demoralizzato anzi. Gli hanno dato la giusta carica per conquistare la sua prima Giacca Verde e il suo primo Major.

Un campione molto criptico, dal passato complesso e burrascoso. In tanti l’hanno definito antipatico, spocchioso e un lupo solitario. Non certo il vincitore che gli americani e molti altri avrebbero voluto vedere domenica. Ma ora non vogliamo giudicare la relazione inesistente con la sua famiglia d’origine. Neppure le sue sventure ed espulsioni dal College.

Vogliamo parlare di un’altra particolarità che rende Reed davvero un’eccezione del Tour. Il neo Masters Champion è forse l’unico professionista del PGA Tour a non avere un contratto di sponsorship per l’attrezzatura. Non è forse una novità se si pensa che nel 2017, dopo che Nike annunciò l’uscita dal mercato, Brooks Koepka – Testimonial Nike – vinse lo US Open con una sacca molto mista ad Erin Hills. Koepka fu quasi obbligato, in attesa di trovare un’altro sponsor per i bastoni.

Peccato che la situazione di Reed sia leggermente diversa. Il suo contratto con Callaway Golf è scaduto a fine 2017 e il campione americano anziché continuare con Callaway o firmare con un altro brand, ha scientemente deciso di essere libero da sponsorship.

“Sapete, la cosa più importante è che volevo essere diverso e volevo provare qualcosa di diverso quest’anno,” ha dichiarato. “Ci sono così tante grandi società sul mercato, specialmente nell’attrezzatura e quando firmi contratti di questo genere sei come vincolato. Devi usare sempre gli stessi bastoni.”

Sebbene Reed abbia firmato recentemente un accordo con Nike per l’abbigliamento, per quanto riguarda l’attrezzatura vuole rimanere ‘libero’.

“Quindi con l’attrezzatura continuerò a fare quello che voglio,” ha continuato. “È stato un rischio, un rischio che ha rivelato essere giusto.”

Reed ha vinto ad Augusta con in sacca addirittura cinque brand diversi.
Ping (driver), Nike (legno 3), Titleist (ferro 3, wedge), Callaway/Odyssey (ferri, putter) and Artisan (wedges).

Se alla fine continua a giocare come al Masters, perché cambiare?

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