Record di iscrizioni per lo U.S. Open 2018

Un field di 156 giocatori scenderà in campo il prossimo giugno per lo U.S. Open 2018 a Shinnecock Hills.

Ma riuscire a essere presente nel field di New York, sarà un’impresa ancor più ardua del giocare lo stesso Major.

La USGA ha infatti annunciato di aver ricevuto 9.049 iscrizioni per l’Open Americano. E di questi, solo 54 giocatori sono esenti dalle qualifiche.

“Il continuo interesse mondiale nel competere nello U.S. Open Championship, uno dei test più difficili del golf, è significativo,” ha dichiarato Stuart Francia, chairman del comitato dei campionati USGA.

“Non vediamo l’ora di condurre qualifiche locali e sezionali così come di organizzare lo U.S. Open a Shinnecock Hills, uno dei cinque club fondatori della USGA, per la quinta volta nella storia.”

È l’ottavo numero di iscritti più alto della storia, con Pinehurst n.2 che guida la classifica grazie ai 10.127 del 2014.

Per poter scendere in campo allo U.S. Open occorre avere un hcp di massimo 1.4 oppure essere professionista.

Solo nella giornata di mercoledì 25 aprile, quando le iscrizioni sarebbero state chiuse, ben 515 giocatori si sono iscritti, 115 dei quali nell’ultima ora disponibile.

Ora i riflettori si accenderanno sulle 112 qualifiche locali, che attraverseranno ben 45 stati americani e il Canada tra il 30 aprile e il 17 maggio.

Solo i migliori 156, poi, potranno scendere sul percorso di Shinnecock Hills e provare a conquistare il 118esimo U.S. Open.

Addio allo Houston Open: il Golf Club Houston non lo ospiterà più

Lo Houston Open non esisterà più. Nella giornata di mercoledì il Golf Club Houston, che ha ospitato il torneo del PGA Tour sin dal 2003, ha informato la Houston Golf Association l’intenzione di non voler più aprire le sue porte al torneo.

Abbiamo ricevuto una comunicazione questa settimana dal Golf Club di Houston riguardo la decisione del circolo di non ospitare più l’evento del PGA Tour,” ha dichiarato la Houston Golf Association in un comunicato. “Il Golf Club di Houston è stata una grande destinazione per lo Houston Open sin dal 2003 e non vediamo l’ora di mantenere un grande rapporto con il club.”

Il torneo si è svolto quest’anno senza sponsor, vista la decisione di Shell, suo partner per 25 anni, di non rinnovare il contratto dopo il 2017.

Inoltre, dal 2019 con il nuovo calendario più condensato del PGA Tour, lo Houston Open avrebbe perso la sua tradizionale data. Non si sarebbe più svolto come al solito la settimana antecedente il Masters, visto che il suo posto sarà preso dal Valero Texas Open.

Questi due fattori, ai quali si è aggiunta la possibile entrata in calendario di un nuovo torneo a Detroit, hanno fatto saltare l’evento.

Un appuntamento storico che risale al 1946, quando venne organizzato il primo Houston Open. Negli anni, anche il percorso ha subito diversi cambiamenti, per somigliare il più possibile all’Augusta National e svolgere il ruolo di “riscaldamento” in vista dello svolgersi del Masters la settimana successiva.

Qui a Houston hanno vinto campioni come Arnold Palmer, Gary Player, Byron Nelson e Phil Mickelson.

Il nuovo calendario del PGA Tour sarà pubblicato nelle prossime settimane e speriamo, che questo sarà l’unico taglio di un’agenda sempre più corta e compressa.

Tiger in campo al Wells Fargo e al The Players

Segnatevi in agenda il Wells Fargo Championship e il The Players: Tiger Woods ci sarà.

Il campione americano ha annunciato la grande notizia nel pomeriggio di giovedì su Twitter.

Sebbene non sia una sorpresa la sua presenza al The Players Championship giovedì 10 maggio, lo è assolutamente la decisione di prendere parte anche al Wells Fargo il prossimo 3 maggio.

Sarà così la prima volta del campione americano al Quail Hollow Golf Club dal 2012. Qui Tiger è abbastanza di casa, visto che vi ha vinto il Wachovia Championship nel 2007.

Insieme a Woods, nel field di settimana prossima troveremo altri grandi nomi come Rickie Fowler, Phil Mickelson, Jason Day e Rory McIlroy.

La Tigre, che è ora 91esima nel ranking, farà così la sua settima apparizione stagionale e la prima dopo il 32esimo posto al Masters.

Senza dimenticare che sarà la seconda volta in cui lo vedremo in azione per due settimane consecutive.

Come ricorderete, la prima volta non superò il taglio al Genesis Open per poi chiudere dodicesimo all’Honda Classic della settimana seguente. Da allora, le sue performance sono state un crescendo continuo, con due top 5 al Valspar Championship e all’Arnold Palmer Invitational.

Noi saremo tutti inchiodati alla televisione, perché la vittoria è dietro l’angolo!

Zurich Classic: tutto quello che dovete sapere

Se vi piacciono i tornei a squadre, non dovrete aspettare fino alla prossima Ryder Cup per vederne uno in azione.

Lo Zurich Classic di questa settimana è proprio quello che fa per voi.  

Si svolgerà a New Orleans, sul percorso di TPC Louisiana e sarà un torneo a coppie con 160 giocatori divisi in 80 squadre. Si giocherà con formula Quattro Palle il primo e terzo giro, mentre con formula Foursome il secondo e quarto giro. Dopo 36 buche, ci sarà come sempre il taglio, che sarà superato dalle prime 35 squadre comprese quelle pari merito.

Una novità, lanciata lo scorso anno al fine di far rinascere il torneo sia tra i professionisti che tra i media. Lo Zurich Classic è sempre stato un evento in sordina e ha sempre sofferto dell’assenza di grandi campioni nel suo field. Così, anziché rischiare di chiudere i battenti, lo scorso anno gli organizzatori hanno deciso di cambiare il formato introducendo questa grande novità. Un esperimento, sia per il torneo, che per contratto utilizzerà questa formula fino al 2019 compreso, che per il PGA Tour.

Visto però il successo riscontrato lo scorso anno, sembra che il Title Sponsor deciderà di prolungare l’esistenza di questo formato per diversi anni. Uno dei vantaggi dello Zurich Classic è l’assenza di punti per il World Ranking. in questo modo i giocatori sono certamente più rilassati e competono solo per la borsa in denaro oltre che ai punti FedEx Cup.

I partecipanti possono inoltre fare squadra con chi preferiscono e quest’anno rivedremo in azione la coppia formata da Patrick Reed e Patrick Cantlay. Reed tornerà in campo dopo la vittoria al Masters 2018 e visto il successo dello scorso anno, ha deciso di tornare allo Zurich Classic con Cantlay. Ci sarà anche Justin Thomas con Bud Cauley oltre a Jordan Spieth insieme a Ryan Palmer.

Non mancheranno grandi squadre come quella di Justin Rose ed Henrik Stenson, di Tommy Fleetwood e Chris Paisley, così come Bubba Watson e Matt Kuchar, ma anche nuovi giocatori. L’esito più che positivo dello scorso 2017, ha convinto altri campioni a prendere parte al torneo. Le new entry saranno Sergio Garcia con Rafael Cabrera Bello, Wesley Bryan con Jon Rahm e Jim Furyk con David Duval.

I vincitori del torneo riceveranno un’esenzione di due anni sul PGA Tour e potranno essere invitati a partecipare in eventi come il The Players Championship e il Tournament of Champions.

Per quanto riguarda i punti FedEx Cup, questi verranno dati combinando i punti ogni due posizioni seguendo la lista punti FedEx e spalmati in egual misura ai giocatori in coppia. Esempio: il vincitore riceve 500 punti mentre il secondo 300. I loro partner riceveranno entrambi 400 punti: la somma di 500 e 300, diviso due.

Chi vincerà il primo Scudetto Wegolfers?

Importanti novità regolamentari nella nuovissima competizione che coinvolge ogni Circolo golfistico italiano in un'appassionante corsa verso il primo scudetto Wegolfers a squadre.

Abbiamo aggiunto un evento finale che vedrà le prime cinque squadre della classifica Ranking confrontarsi all'Ambrosiano il quattro ottobre in una gara dove i Circoli formeranno 4 team di doppio per affrontare i loro avversari.

Una manifestazione legata alle Worldgolfers Series, occorre infatti essere iscritti a questa manifestazione per partecipare di diritto al Campionato dei Circoli.

Alcuni Circoli sono già organizzati e presenti con molti giocatori nelle classifiche che sono partite il 2 di Aprile.

Se il tuo non è ancora competitivo non resta che provare a prenderne le redini diventando Capitano e convincendo altri tuoi consoci a iscriversi a Wegolfers. La figura del Capitano/Delegato di Circolo sarà elemento importante per trasferire le informazioni localmente e contribuire alla promozione del mondo Wegolfers. Inoltre coordinerà l'attività della sua zona in modo da sviluppare occasioni di gioco piacevoli per tutti.

Puoi trovare maggiori informazioni nella pagina dedicata cliccando qui  e nel regolamento ufficiale.

Qui invece il link alle classifiche aggiornate a Lunedì 23 Aprile.

Il grande debutto del neo pro Joaquin Niemann

Joaquin Niemann: segnatevi questo nome, ne sentirete tanto parlare.

Classe 1998, è stato l’Ameteur numero uno al mondo per 48 settimane consecutive, fino a quando ha deciso di passare pro in occasione del Valero Texas Open della scorsa settimana.

E visto il debutto a San Antonio, sembra che lascerà il segno anche da professionista.

Niemann ha chiuso il suo debutto da pro sul PGA Tour in sesta posizione, ad appena cinque colpi di distacco dal vincitore Andrew Landry. Dopo aver superato il taglio con due score in 72 e 70 colpi, Niemann ha dato il meglio di sé nel weekend. Ha chiuso entrambi i giorni in 67, scalando 29 posti in classifica fino al sesto posto, conquistando così una borsa di 223.200$.

Ma non è una questione di soldi, bensì di orgoglio. Da Amateur, ha giocato in tre eventi: lo US Open 2017, il Masters 2018 e il Greenbrier Classic di luglio 2017. Ha mancato il taglio in entrambi i Major ma al Greenbrier ha chiuso in 29esima posizione.

Ora, da professionista, le cose sono cambiate e gli inviti ricevuti da diversi sponsor per i prossimi tornei potrebbero dargli una mano per raggiungere la carta del PGA Tour. Sebbene avesse

ricevuto l’esenzione per il The Open Championship e lo US Open in virtù delle settimane in testa alla classifica del ranking amatoriale, Niemann vi ha dato forfait passando professionista.

Niente paura però, perché con i prossimi tornei a cui parteciperà potrà tentare di qualificarsi in veste di pro.

Lo vedremo scendere in campo al Wells Fargo Championship, all’AT&T Byron Nelson e al Memorial. Potrà inoltre tenere buona l’esenzione del Wells Fargo per un altro torneo, perché con la top 10 del Texas è già qualificato.

Ancor più importanti dei soldi sono i 100 punti guadagnati come non partecipante alla FedEx Cup. Fondamentali, visto che gliene basterebbero solo 269 per ottenere una membership speciale e temporanea sul Tour. Se invece dovesse guadagnarne altri 265 arrivando così a un totale di 365, si assicurerebbe la carta del PGA Tour per la stagione 2018-2019.

La strada è ancora molto lunga, ma Niemann non poteva iniziarla meglio.

U.S. Open 2018: Tiger c’è!

Tiger Woods ha giocato il suo primo Major la scorsa settimana ad Augusta dopo tre anni di assenza.

È stato un ritorno tanto atteso, che sebbene non è risultato essere vincente, ha fatto registrare al campione americano un ottimo score e piazzamento.

Ora, i tanti sostenitori della Tigre non dovranno aspettare troppo per rivederlo in azione in un Major.

L’appuntamento sarà tra 10 settimane, quando scenderà in campo a Shinnecock Hills per lo U.S. Open.

L’annuncio è stato dato dalla USGA che ha affermato come Woods abbia confermato la sua partecipazione al secondo Major stagionale.

Lo U.S. Open tornerà quest’anno dopo 14 anni a Shinnecock Hills e lo farà dal 14 al 17 giugno. Tiger, che di U.S. Open ne ha vinti tre, ha registrato l’ultima partecipazione al Major americano nel 2015 a Chambers Bay, quando dopo un 80 e un 76 non superò neppure il taglio.

Quest’anno, sarà anche l’ultima volta in cui Tiger sarà esente dal qualificarsi al Major. Sono infatti trascorsi 10 anni dall’ultima vittoria a Torrey Pines. Potrà ricevere altre esenzioni se dovesse posizionarsi nella top 10 a Shinnecock Hills, così come se giocasse il Tour Championship o se prima dello U.S. Open del prossimo anno sarà tra i primi 60 del ranking.

Nell’eventualità che non riuscisse a qualificarsi, potrebbe ricevere un invito speciale dalla USGA. Già perché il prossimo anno il Major sbarcherà a Pebble Beach, lo stesso percorso in cui Tiger vinse con record nel 2000.
A Shinnecock Hills il campione americano non ha mai registrato grandi risultati.

Nel 1995, al suo debutto come Amateur, si ritirò per un problema al collo e nel 2004 chiuse 17esimo.
Poco importa, perché ora di giugno Tiger può solo migliorare le ottime performance ottenute in questo 2018 e riuscire a raggiungere la top 10.

L’eccezione Patrick Reed

Il nuovo campione del Masters Patrick Reed ha tutta l’aria di essere davvero un tipo particolare.

Nonostante la grande vittoria di domenica, arrivata con grande coraggio e capacità di controllo, Reed non vince certo il primo premio per il professionista più simpatico del Tour.

Se il primato, prima di domenica, molti amanti del golf e sostenitori americani, lo davano volentieri a Bubba Watson - resta da capire il perché - ora il detentore ne è senza dubbio Reed.

Il campione americano ha vinto il Masters e mancheremmo certo di obiettività se dicessimo che non avrebbe meritato la vittoria. È stato in testa dal sabato pomeriggio e non ha mai mollato la presa. Ha trasformato la possibilità mancata dell’eagle di McIlroy alla 2 in un suo punto di forza, annientando psicologicamente il campione irlandese. Non si è piegato neppure davanti alle rimonte di Jordan Spieth, Jon Rahm e Rickie Fowler.

Sentire in lontananza il pubblico urlare e applaudire, acclamando lo spagnolo e i due campioni americani non l’hanno demoralizzato anzi. Gli hanno dato la giusta carica per conquistare la sua prima Giacca Verde e il suo primo Major.

Un campione molto criptico, dal passato complesso e burrascoso. In tanti l’hanno definito antipatico, spocchioso e un lupo solitario. Non certo il vincitore che gli americani e molti altri avrebbero voluto vedere domenica. Ma ora non vogliamo giudicare la relazione inesistente con la sua famiglia d’origine. Neppure le sue sventure ed espulsioni dal College.

Vogliamo parlare di un’altra particolarità che rende Reed davvero un’eccezione del Tour. Il neo Masters Champion è forse l’unico professionista del PGA Tour a non avere un contratto di sponsorship per l’attrezzatura. Non è forse una novità se si pensa che nel 2017, dopo che Nike annunciò l’uscita dal mercato, Brooks Koepka - Testimonial Nike - vinse lo US Open con una sacca molto mista ad Erin Hills. Koepka fu quasi obbligato, in attesa di trovare un’altro sponsor per i bastoni.

Peccato che la situazione di Reed sia leggermente diversa. Il suo contratto con Callaway Golf è scaduto a fine 2017 e il campione americano anziché continuare con Callaway o firmare con un altro brand, ha scientemente deciso di essere libero da sponsorship.

“Sapete, la cosa più importante è che volevo essere diverso e volevo provare qualcosa di diverso quest’anno,” ha dichiarato. “Ci sono così tante grandi società sul mercato, specialmente nell’attrezzatura e quando firmi contratti di questo genere sei come vincolato. Devi usare sempre gli stessi bastoni.”

Sebbene Reed abbia firmato recentemente un accordo con Nike per l’abbigliamento, per quanto riguarda l’attrezzatura vuole rimanere ‘libero’.

“Quindi con l’attrezzatura continuerò a fare quello che voglio,” ha continuato. “È stato un rischio, un rischio che ha rivelato essere giusto.”

Reed ha vinto ad Augusta con in sacca addirittura cinque brand diversi.
Ping (driver), Nike (legno 3), Titleist (ferro 3, wedge), Callaway/Odyssey (ferri, putter) and Artisan (wedges).

Se alla fine continua a giocare come al Masters, perché cambiare?

Tiger sempre più vicino alla qualifica per la Ryder Cup

Tiger Woods continua a fare grandi passi in avanti nell’Official World Golf Ranking, ma soprattutto nel Ranking di qualifica per la Ryder Cup 2018.

Domenica al Masters avrebbe potuto chiudere ancor meglio di come poi ha finito, a causa di tre putt alla 18 che dallo score totale in par l’hanno fatto scivolare a +1 per il torneo. Poco male comunque, perché la Tigre dopo tre anni di assenza dal Masters, ha comunque ottenuto un risultato positivo ad Augusta, raggiungendo il 32esimo posto in classifica.
Con questo risultato, Tiger ha ottenuto 26 punti della FedEx Cup, salendo al 39esimo posto rispetto al 40esimo della scorsa settimana. Non finisce però qui, perché il campione americano è ora 88esimo nel Ranking Mondiale avendo guadagnato ben 15 posizioni.

Le buone notizie continuano se guardiamo al ranking della prossima Ryder Cup. La classifica è condotta al momento dal vincitore del Masters Patrick Reed, che dopo aver vinto la Giacca Verde, dopo aver guadagnato ben 2 milioni dollari e una qualifica a vita per il Major più amato, ha già in mano il biglietto per settembre direzione Golf National di Parigi.

Reed è salito dalla nona posizione alla prima, in virtù dei 6.321,901 punti guadagnati al Masters. Già, perché i professionisti americani ottengono 1 punto per ogni 1.000 dollari guadagnati nei normali tornei del PGA Tour. Se si tratta invece dei Major, i punti sono raddoppiati.

I primi otto giocatori attualmente qualificati nella squadra americana, faranno certamente preoccupare il capitano Thomas Bjorn e gli avversari europei, basti pensare che sette di questi sono tutti vincitori di almeno un Major.
In ordine troviamo: Patrick Reed, Justin Thomas, Dustin Johnson, Jordan Spieth, Bubba Watson, Rickie Fowler, Brooks Koepka e Phil Mickelson.

E Tiger?

Il campione è attualmente in 28esima posizione, ma una vittoria lo avvicinerebbe alla top 10. Gli attuali giocatori che troviamo dalla nona alla dodicesima posizione, sono Matt Kuchar, Brian Harman, Kevin Kisner e Gary Woodland.

Ciò che conta però, è che il capitano non sia obbligato a seguire la classifica per scegliere le sue pick. Quindi, se Tiger continuasse su questa scia di risultati, potrebbe essere scelto e diventare così un Vice Capitano giocatore.

Del resto, da qui ad agosto tutto può succedere...

McIlroy vs Reed: la rivincita per il Masters!

La sfida tra Rory McIlroy e Patrick Reed ha infiammato gli animi degli appassionati di golf all'ultima Ryder Cup di Hazeltine; le prime 9 buche (nel primo match di giornata) furono uno spettacolo continuo e la vittoria dell'americano sul numero 1 europeo chiuse le porte ad una possibile rimonta.

Al Masters la situazione è molto diversa, si gioca match play e non stroke play, e Reed parte con 3 colpi di vantaggio sul nordirlandese, ma i giochi non sono chiusi neanche per Rickie Fowler (-9), Jon Rahm (-8) ed Henrik Stenson (-7).

Nella terza giornata segnata dalla pioggia Rory McIlroy è andato subito all'attacco e con l'eagle della 8 (imbucando un approccio da bordo green) ha raggiunto in testa Reed, che ha subito risposto mettendo a segno 3 birdie consecutivi a  8,9 e 10. Il controverso (e poco amato dai colleghi) americano ha allungato il proprio vantaggio grazie a due eagle a 13 e 15 (imbucando anche qui da fuori green dopo aver preso un gran rischio con il secondo colpo, volando di pochissimo l'ostacolo d'acqua),  ma il birdie alla 18 di McIlroy e il bogey (con 3 put) alla 16 di Reed riportavano il distacco a soli 3 colpi.

Un buon vantaggio per Reed ma recuperabile per McIlroy; la pressione è tutta sulle spalle dell'americano, alla ricerca della prima vittoria in un Major e mai protagonista ad Augusta; Rory giocherà all'attacco, dando tutto per conquistare il primo Masters e completare il Grand Slam.

Le probabilità che un vincitore arrivi da dietro sono molto basse, anche se a -6 e -5 troviamo una serie di campioni molto agguerriti (Bubba Watson, Fleetwood, Spieth e Thomas tra gli altri).

Primo giro sotto par per Francesco Molinari, nonostante i bogey alla 1 e alla 18; il torinese è tornato pari al par per il torneo in ventunesima posizione. Giro in par per Tiger Woods (+4), quarantesimo.

La diretta TV inizierà alle 20.00 su Sky Sport 3 HD, i leader prenderanno il via alle 20.40; Francesco Molinari giocherà con Kevin Kisner a partire dalle 18.40 mentre Tiger Woods e Rafa Cabrera Bello inizieranno il loro giro alle 17.10 italiane.