La Ryder Cup torna ad Hazeltine

La Ryder Cup tornerà in Minnesota.

Uno stato molto caro alla squadra americana, che proprio lì nel 2016 tornò al successo dopo ben otto anni di sconfitte.

Lo fece mettendo in campo i suoi giocatori migliori, da Lefty a Jordan Spieth, da Patrick Reed a Rickie Fowler senza dimenticare Matt Kuchar e Dustin Johnson.

Un team stellare che grazie alle qualità di gioco ma anche a un pubblico più che scatenato, ha battuto la squadra europea di Darren Clarke per 17-11.

Così, dopo il grande successo del 2016 coronato con una vittoria che non arrivava da troppi anni, la PGA of America ha annunciato lunedì che la competizione più amata del golf tornerà proprio ad Hazeltine nel 2028.

Il percorso di Chaska ospiterà così la sua seconda Ryder Cup della storia, anche se non è affatto nuovo a manifestazioni così importanti.

Hazeltine ha infatti sempre ospitato alcuni dei tornei più prestigiosi del golf, organizzati proprio dalla PGA Americana.

Stiamo parlando dello US Open, svoltosi su questi fairway nel 1970 e nel 1991, ma anche del PGA Championship, nel 2002 e nel 2009.

La Ryder Cup tornerà quest’anno su suolo Europeo a Le Golf National di Parigi, sperando che il trofeo poi possa rimanere nel vecchio continente grazie alla vittoria.

Le squadre saranno capitanate da Thomas Bjorn, per quanto riguarda l’Europa, e da Jim Furyk, per quanto riguarda gli Stati Uniti.

Nel 2020, invece, tornerà in America come da regolamento e più precisamente sull’affascinante percorso di Whistling Straits. Poi sarà la volta di Roma con il Marco Simone nel 2022 e nel 2024 di Bethpage Black a Palm Beach in Florida.

Sebbene gli Stati Uniti abbiano bloccato l’Olympic Club di San Francisco come meta della competizione nel 2032, restano ancora un incognita le destinazioni europee per il 2026 e il 2030.

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