Albenza, il golf come tradizione

Un circolo d’altri tempi.

Di quelli che ormai si contano sulle dita delle mani. Di quelli che ti fanno sentire a casa, grazie alla cordialità e alla buona educazione, che manca ormai in Italia in troppi settori. Non solo nel golf.

Questa è l’atmosfera che si vive al Golf Club Bergamo l’Albenza. Inutile forse citare la sua bellezza, nota in tutto lo stivale. Quando si percorre il viale d’ingresso, sei circondato dalla verde perfezione delle buche.

La club house dall’alto, è sovrana imperturbabile di questo regno quasi incantato. Ti viene voglia di riprendere a giocare, nonostante anni senza portar più la sacca in spalla.

Non appena arrivi in parcheggio, c’è l’inconfondibile René ad accoglierti. Se devi scendere in campo per giocare non si tira indietro a prendere sacca e carrello. Ma se invece sei un addetto ai lavori, organizzatore di una gara beh: pensa a tutto lui. Dal mettere le bandiere a spostare i tavoli, dai roll up ai pannelli sulle buche. Se gli dici troppe volte grazie - perché stupiti da un trattamento così - ti risponde senza esitare:

“È il mio lavoro”.

Ma René è solo uno dei tanti protagonisti dell’eccellente organizzazione del circolo. Quando entri, ad accoglierti trovi una segreteria attenta e impeccabile. L’ambiente che ti circonda è sempre inconfondibile. Lo stesso di quando da piccoli si giocavano le gare federali. Quando l’accoppiata Bergamo-Franciacorta non si poteva perdere. E quando mamma ti guardava arrivare dalla stupenda terrazza che sovrasta la 18. L’Albenza è un’istituzione, un percorso su cui giocare almeno una volta nella vita. Siamo così ancor più onorati che il nostro Wegolfers Tour abbia fatto tappa in questo tempio del golf Italiano.

No non esageriamo. Questa è la casa di Costantino Rocca, il più grande professionista italiano di tutti i tempi. Ed è sicuramente casa di piccole promesse del futuro. Perché qui, regnano ancora il bon ton e le tradizioni, che si tramandano di padre in figlio.

Rimani colpito dai tanti ragazzi educati, che chiedono per favore e rispondono con un grazie. Dovrebbe essere la normalità, vero. Ma forse, tutti ormai persi nei nostri smartphone e nei nostri profili social, l’abbiamo dimenticato. Il merito va sicuramente al Club dei Giovani e all’impegno dell’intero Circolo. Ma una nota a parte va al direttore Paolo Besagno, che segue con cura minuziosa l’articolarsi delle giornate golfistiche dei suoi soci.

Soci, che sono perfetti nel contesto che vivono. Educati, disponibili e sempre sorridenti. Poco importa se in campo magari la palla non ha girato come doveva. Per tutta la giornata della gara sono sempre stati pronti ad ascoltare, senza un broncio e senza una parola fuori luogo. Rispettosi del lavoro che facciamo.

Senza contare l’ottimo stato del percorso, che nonostante le giornate di maltempo e la primavera più che tardiva, si è presentato perfetto come al solito.

Questo, ha fatto sì che tutti i partecipanti, alcuni venuti anche da lontano, non rimanessero affatto delusi.

Quella di sabato 24 marzo è stata davvero una tappa incredibile, la prima di una lunga serie che ci accompagnerà fino al mese di luglio.

Andremo in altri percorsi prestigiosi, come Villa D’Este, il Golf Club Torino, Biella e Royal Park.

Ma non mancheranno anche Des Iles Borromees, Margara, Modena, Verona e l’atteso ritorno dell’Alpino di Stresa.

In un momento così critico in cui i tesserati sono sempre più in calo, il golf italiano deve proprio ripartire da qui. Da Club come l’Albenza, che hanno fatto la storia del Golf Italiano.

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