La Tigre torna a ruggire

È stata una domenica davvero magica quella appena trascorsa.

Dopo tre anni, Tiger Woods è tornato a contendere il titolo in un torneo del PGA Tour, lasciando i suoi fan letteralmente attaccati alla TV.

Emozioni fatte di esultanze, tachicardia e spesso imprecazioni da putt sbagliato, che mancavano da troppo tempo. Tiger è tornato, sebbene in molti dicano che il ritorno sarà sancito solo da una vittoria.

Ma il secondo posto di ieri è già una grande conquista. Basta ricordarsi dov’era la Tigre un anno fa ma soprattutto in che condizioni era.

Gonfio, imbottito di medicinali e quasi irriconoscibile non dava adito a speranza su un suo possibile ritorno. Figuriamoci a una vittoria o a prestazioni come quelle delle ultime settimane.

Invece ieri è andata diversamente ma forse dovevamo aspettarcelo già da gennaio, quando ha debuttato sul PGA Tour dopo anni di assenza. Quattro tornei disputati nel 2018, iniziato con un ventitreesimo posto al Farmers Insurance Open e il taglio non superato al Genesis Open. Poi la svolta, con il dodicesimo posto all’Honda Classic e il secondo posto di ieri al Valspar Championship.

Tiger è stato nella parte alta del leaderboard per tutti i quattro giorni di gara, ma ieri avrebbe potuto addirittura vincere.

Dopo essersi affidato principalmente ai ferri e ai legni dal tee per evitare l’imprecisione del driver, il campione americano ha dimostrato grande gioco intorno al green per i primi tre giri. Si è classificato quinto nella classifica dei colpi guadagnati intorno al green, sebbene ieri il putter non abbia funzionato.

Quanti ne ha sbagliati che potevano essere decisivi. Eppure, dopo il birdie alla 1 e il bogey alla 4, ha mantenuto la scia di par fino alla 17.

Nel frattempo i suoi avversari si dividevano tra chi recuperava posizioni e chi invece si trovava in difficoltà. Tra tutti, Paul Casey è riuscito a mantenere la leadership, con uno score totale di -10 e ha aspettato in Club House l’evolversi della situazione.

Alla 17 Tiger, dopo aver sofferto tutta la giornata con il putter, ne ha imbucato uno da 13 metri, portandosi a -9 a un solo colpo da Casey.

Quel putt ci ha fatto tutti saltare dal divano, evocandoci le immagini della Tigre più bella e vincente del passato. Tiger stesso, dopo aver imbucato, sembrava quasi emozionato da tutto il tifo che lo circondava. Del resto, dopo aver subito quattro interventi alla schiena, di cui l’ultimo una fusione spinale, e dopo aver superato i giudizi della gente, il campione si è preso la sua rivincita.

Con lo score a -9 sul tee della 18, un birdie avrebbe potuto portarlo al playoff con Paul Casey. Tiger ha fatto un respiro profondo e si è asciugato le mani sudate. Ha optato per la sicurezza del ferro 2 dal tee, che gli ha permesso di ottenere un secondo colpo semplice al green. Qui la palla si è fermata a 10 metri dalla buca e visto il putt imbucato alla 17, tutti abbiamo sperato che ce la potesse fare. Quel putt, un po’ timido e forse carico di emozione, si è fermato prima della buca lasciandolo secondo a -9.

Gli applausi e le urla “Go Tiger” non sono comunque mancati, neppure nelle case di noi golfisti italiani.

Perché se dovessimo fare un bilancio di questo ultimo anno, gli applausi non basterebbero nemmeno. Ci vorrebbe una standing ovation, alla determinazione e alla forza che questo grande campione ha saputo dimostrare.

È un ritorno diverso da quelli degli altri anni, non solo per i risultati ma anche per le statistiche. Si tratta del miglior piazzamento degli ultimi cinque anni, con il miglior gioco corto e la più alta velocità della testa del bastone nello swing (208 km/h).

E ciò che rende tutto ancor più speciale, è la totale assenza di dolore alla schiena.

Con questo secondo posto la Tigre sale al 149esimo posto nell’Official World Golf Ranking. Pensare che solo a dicembre, prima dell’Hero World Challenge, era 1199esimo.

Per quanto riguarda la FedEx Cup,  in quattro tornei ha già ottenuto 345 punti, raggiungendo il 43esimo posto in classifica. Bastano 365 punti per qualificarsi ai playoff, dai quali Tiger è assente da ben cinque anni.

Questa settimana potrà migliorare ancora la posizione nel Ranking, grazie a un torneo che conosce molto bene.

La Tigre sarà impegnata all’Arnold Palmer Invitational sul percorso di Bay Hill, torneo che ha vinto ben otto volte in carriera.

Noi, che di Tiger viviamo, non vediamo l’ora di rivederlo in azione.

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