Giocare con le stesse palline di Tiger presto non sarà più un sogno

Non siamo e non saremo mai in grado di giocare come gioca Tiger Woods.

Presto però potremo giocare con una pallina uguale e identica a quella che la Tigre utilizza sul PGA Tour.

Nella giornata di ieri Bridgestone, sponsor del campione, ha annunciato l’arrivo sul mercato delle sue Tour B XS Tiger Woods Edition golf ball. Saranno disponibili nei negozi americani e online a partire da domenica 1 aprile e presentano le stesse caratteristiche delle palline usate da Tiger. Non solo, sul lato sono marcate con la scritta “Tiger”, la stessa che da sempre contraddistingue le palline giocate dal campione.

Il box, contenente dodici palline, avrà una grafica particolare. Sulla parte frontale, viene raffigurata l’immagine di Tiger, con in mano la Tour B XS, che indossa la sua classica maglietta rossa della domenica e il cappellino nero ‘TW’. Sullo sfondo, si intravede una buca e in basso la sua firma, la stessa riportata anche sul retro della scatola.

I ricavati dalla vendita delle palline, verranno donati in parte alla Tiger Woods Foundation.

“Lavorare a stretto contatto con Tiger e la sua fondazione è stata un’esperienza incredibile e siamo felici di aumentare la popolarità delle palline Bridgestone ma al tempo stesso di aiutare una buona causa,” ha affermato Angel Ilagan, Presidente e CEO di Bridgestone Golf.

Tiger ha firmato con Bridgestone nel 2016, pochi mesi dopo la decisione di Nike di abbandonare il mercato dell’attrezzatura. Ha debuttato con le nuove palline all’Hero World Challenge di dicembre, per poi continuare con un’ottima scia di risultati in questo 2018.

“Abbiamo lavorato a stretto contatto con la squadra Bridgestone per ottenere una soluzione che favorisse i golfisti e la mia fondazione, che è molto importante per me,” ha dichiarato Tiger in un comunicato.

La Ryder Cup torna ad Hazeltine

La Ryder Cup tornerà in Minnesota.

Uno stato molto caro alla squadra americana, che proprio lì nel 2016 tornò al successo dopo ben otto anni di sconfitte.

Lo fece mettendo in campo i suoi giocatori migliori, da Lefty a Jordan Spieth, da Patrick Reed a Rickie Fowler senza dimenticare Matt Kuchar e Dustin Johnson.

Un team stellare che grazie alle qualità di gioco ma anche a un pubblico più che scatenato, ha battuto la squadra europea di Darren Clarke per 17-11.

Così, dopo il grande successo del 2016 coronato con una vittoria che non arrivava da troppi anni, la PGA of America ha annunciato lunedì che la competizione più amata del golf tornerà proprio ad Hazeltine nel 2028.

Il percorso di Chaska ospiterà così la sua seconda Ryder Cup della storia, anche se non è affatto nuovo a manifestazioni così importanti.

Hazeltine ha infatti sempre ospitato alcuni dei tornei più prestigiosi del golf, organizzati proprio dalla PGA Americana.

Stiamo parlando dello US Open, svoltosi su questi fairway nel 1970 e nel 1991, ma anche del PGA Championship, nel 2002 e nel 2009.

La Ryder Cup tornerà quest’anno su suolo Europeo a Le Golf National di Parigi, sperando che il trofeo poi possa rimanere nel vecchio continente grazie alla vittoria.

Le squadre saranno capitanate da Thomas Bjorn, per quanto riguarda l’Europa, e da Jim Furyk, per quanto riguarda gli Stati Uniti.

Nel 2020, invece, tornerà in America come da regolamento e più precisamente sull’affascinante percorso di Whistling Straits. Poi sarà la volta di Roma con il Marco Simone nel 2022 e nel 2024 di Bethpage Black a Palm Beach in Florida.

Sebbene gli Stati Uniti abbiano bloccato l’Olympic Club di San Francisco come meta della competizione nel 2032, restano ancora un incognita le destinazioni europee per il 2026 e il 2030.

The Masters: non dite a Bubba, che è tra i favoriti

Lo scorso anno aveva pensato di smettere e di appendere la sacca al chiodo.

I risultati mancavano da troppo tempo, il successo con le nuove palline era davvero latente e a casa le cose non andavano come dovevano.

Poi è arrivato il Genesis Open e la luce si è finalmente riaccesa. Bubba Watson conquistò così la sua decima vittoria sul PGA Tour e a chi gli ricordava, di aver una volta affermato di volersi ritirare una volta raggiunte le dieci conquiste, rispondeva: non vi libererete più di me.

Una risposta che ha riempito di gioia tutti gli amanti del golf, sia di chi ha Bubba tra i propri beniamini e sia di chi non lo sostiene.

Vedere un campione abbandonare i bastoni per assenza di fiducia e soprattutto di vittorie, non è affatto bello. Ecco perché quando è tornato a vincere un mese fa ci siamo sentiti un po’ tutti come lui, pensando alle tante volte in cui la voglia di mollare - non solo nel golf - ha prevalso la tenacia e la forza di andare avanti.

Bubba non si è però più fermato. La vittoria a Riviera ha sicuramente scatenato qualcosa in lui, facendolo vincere ancora. Ha conquistato domenica il WGC Dell Technologies Matchplay, eliminando prima Justin Thomas in semifinale e poi Kevin Kisner in finale. Le vittorie sono ora undici e sappiamo bene quale sia il prossimo obiettivo del campione americano.

“Voglio vincere più Masters possibili. Giocherò ad Augusta finché dovranno cacciarmi a calci.”

Aveva parlato così poco dopo la vittoria al Genesis Open. Ora, il Masters è alle porte, e Bubba ha chiaro in mente di voler centrare una tripletta: la sua terza Giacca Verde.

Ma badate bene: non esaltatelo e non ditegli che è uno dei favoriti principali alla vittoria. Nonostante sappia del suo stato di forma ottimale e di come il suo gioco si adatti perfettamente ai verdi fairway dell’Augusta National, Bubba non vuole sentirsi affatto favorito. Meglio restare con i piedi per terra e lasciare lo scomodo ruolo a qualcun altro.

“Non sono favorito. Continuerò assolutamente a dirlo. Non sono favorito,” ha scherzato. “Voglio che nessuno mi parli in quella settimana. Lasciatemi concentrare su quello che devo fare. Non giocherò bene quella settimana, così nessuno dovrà parlarmi.”

Certo, la scaramanzia non fa mai male, ma purtroppo per Bubba sono proprio i numeri a parlare. Sul sito di scommesse Westgate Las Vegas Superook, la sua vittoria al primo Major stagionale è data 16 a 1. Davanti a lui, ci sono solo Tiger Woods - che secondo il sito è il favorito numero uno - Dustin Johnson, Jordan Spieth e Rory McIlroy.

Chi vincerà? Difficile dirlo, ma sarò sicuramente un Masters indimenticabile.

Albenza, il golf come tradizione

Un circolo d’altri tempi.

Di quelli che ormai si contano sulle dita delle mani. Di quelli che ti fanno sentire a casa, grazie alla cordialità e alla buona educazione, che manca ormai in Italia in troppi settori. Non solo nel golf.

Questa è l’atmosfera che si vive al Golf Club Bergamo l’Albenza. Inutile forse citare la sua bellezza, nota in tutto lo stivale. Quando si percorre il viale d’ingresso, sei circondato dalla verde perfezione delle buche.

La club house dall’alto, è sovrana imperturbabile di questo regno quasi incantato. Ti viene voglia di riprendere a giocare, nonostante anni senza portar più la sacca in spalla.

Non appena arrivi in parcheggio, c’è l’inconfondibile René ad accoglierti. Se devi scendere in campo per giocare non si tira indietro a prendere sacca e carrello. Ma se invece sei un addetto ai lavori, organizzatore di una gara beh: pensa a tutto lui. Dal mettere le bandiere a spostare i tavoli, dai roll up ai pannelli sulle buche. Se gli dici troppe volte grazie - perché stupiti da un trattamento così - ti risponde senza esitare:

“È il mio lavoro”.

Ma René è solo uno dei tanti protagonisti dell’eccellente organizzazione del circolo. Quando entri, ad accoglierti trovi una segreteria attenta e impeccabile. L’ambiente che ti circonda è sempre inconfondibile. Lo stesso di quando da piccoli si giocavano le gare federali. Quando l’accoppiata Bergamo-Franciacorta non si poteva perdere. E quando mamma ti guardava arrivare dalla stupenda terrazza che sovrasta la 18. L’Albenza è un’istituzione, un percorso su cui giocare almeno una volta nella vita. Siamo così ancor più onorati che il nostro Wegolfers Tour abbia fatto tappa in questo tempio del golf Italiano.

No non esageriamo. Questa è la casa di Costantino Rocca, il più grande professionista italiano di tutti i tempi. Ed è sicuramente casa di piccole promesse del futuro. Perché qui, regnano ancora il bon ton e le tradizioni, che si tramandano di padre in figlio.

Rimani colpito dai tanti ragazzi educati, che chiedono per favore e rispondono con un grazie. Dovrebbe essere la normalità, vero. Ma forse, tutti ormai persi nei nostri smartphone e nei nostri profili social, l’abbiamo dimenticato. Il merito va sicuramente al Club dei Giovani e all’impegno dell’intero Circolo. Ma una nota a parte va al direttore Paolo Besagno, che segue con cura minuziosa l’articolarsi delle giornate golfistiche dei suoi soci.

Soci, che sono perfetti nel contesto che vivono. Educati, disponibili e sempre sorridenti. Poco importa se in campo magari la palla non ha girato come doveva. Per tutta la giornata della gara sono sempre stati pronti ad ascoltare, senza un broncio e senza una parola fuori luogo. Rispettosi del lavoro che facciamo.

Senza contare l’ottimo stato del percorso, che nonostante le giornate di maltempo e la primavera più che tardiva, si è presentato perfetto come al solito.

Questo, ha fatto sì che tutti i partecipanti, alcuni venuti anche da lontano, non rimanessero affatto delusi.

Quella di sabato 24 marzo è stata davvero una tappa incredibile, la prima di una lunga serie che ci accompagnerà fino al mese di luglio.

Andremo in altri percorsi prestigiosi, come Villa D’Este, il Golf Club Torino, Biella e Royal Park.

Ma non mancheranno anche Des Iles Borromees, Margara, Modena, Verona e l’atteso ritorno dell’Alpino di Stresa.

In un momento così critico in cui i tesserati sono sempre più in calo, il golf italiano deve proprio ripartire da qui. Da Club come l’Albenza, che hanno fatto la storia del Golf Italiano.

Worldgolfers Series: inizia il momento decisivo. Un'occhiata alla situazione

Ci attende il primo week end primaverile, finalmente con un tempo metereologico clemente. Tra sabato 24 e domenica 25 Marzo tornerà l'ora legale e per i golfisti questo significa poter avere più luce per giocare.

Due grandi appuntamenti del Wegolfers Tour caratterizzeranno il week end: una novità assoluta per le gare World Amateur sarà la tappa di Sabato presso lo splendido Circolo Bergamasco dell'Albenza. Molti Worldgolfers hanno scelto di scendere in campo su questo percorso sede anche di un Open d'Italia nel passato.

Domenica si tornerà alla Pinetina di Appiano Gentile (Como), quest'anno protagonista del World Amateur nelle tappe invernali e che in questo momento presenta nella classifica provvisoria alcuni forti giocatori nelle prime posizioni.  Stefano Arcadi è quarto nel primo flight, Flavio Ferloni ottavo e Giovanni Arcadi dodicesimo. Sicuramente il gruppo di giocatori della Pinetina sarà protagonista nell'imminente Campionato Wegolfers dei Circoli che partirà all'inizio del mese di Aprile.

Vediamo, quindi, come si presentano le classifiche Worldgolfers Series prima di affrontare i prossimi week end che porteranno i giocatori a giocare in tutti i migliori Circoli nazionali. Bergamo , Castelconturbia, Villa D'Este, Torino , Royal Park , Biella sono solo alcuni dei nomi più conosciuti dove il Wegolfers Tour transiterà.

Nel primo flight è in testa il Toscano Nicolò Caponi delle Pavoniere con una lusinghiera media di 37 (che, se confermata, sarà convertita in 71 colpi prima dei playoff). Al secondo posto una vecchia conoscenza del World Amateur, Stefano "DJ Remo" Remedi del Ducato di Parma, tutt'ora il detentore della migliore posizione italiana in una finale mondiale, essendo salito sul podio con il suo terzo posto nel 2016 a Durban in Sud Africa. Da notare la nuova entrata, direttamente al quinto posto, di Massimo Chemello di Frassanelle.

Nel secondo flight la lotta è molto serrata e al momento sembra sicuramente il flight più competitivo e agguerrito. Alessandro D'Angiò è in testa con il ragguardevole punteggio di 385 (che corrisponde a uno score di entrata ai Playoff di 69,5). Dietro di lui "tre stakanovisti del golf" : Gianni Bertoli di Chervò, Roberto Marcolongo  di Jesolo e Gabriele Gugnali di Fioranello nel periodo invernale hanno messo insieme qualcosa come 154 gare in tre. Complimenti !

Il terzo flight vede in questo momento primeggiare Alessandro Marcolongo delle Robinie con 362 punti (che significano 71,8 di ESP). Questo flight è in assoluto quello più numeroso con 212 iscritti.

Il quarto Flight è comandato da un giocatore romano, Tommaso Mele di Terre dei Consoli con 371 ( ESP di 70.9).Nell'ultima settimana da notare il balzo in avanti  di ben cinque posizioni di Silvia Scalvini di Arzaga che si inserisce al quinto posto.

Quinto flight combattutissimo nelle prime posizioni. Al momento la spunta Massimiliano Festa delle Robinie in vantaggio di un solo punto su Angelo Pizzaferri del Ducato di Parma. 

Nel Sesto flight rookies domina ( è proprio il caso di dirlo) l'amico Luigi Cardin. responsabile Golf di Domina. Luigi è in testa da ben 25 settimane anche se ora è stato avvicinato da Davide Lasagna di Parco dei Medici, ormai a soli sei punti di distanza dalla vetta.

Da domani si entra nella parte decisiva della stagione e ancora molti giocatori potrebbero provare a qualificarsi. Ricordiamo che la formula prevede il conteggio dei migliori dieci risultati ottenuti, in qualunque gara singola giocata sul territorio italiano da un tesserato FIG. Saranno tenuti in considerazione i risultati dei due mesi precedenti a quello di iscrizione e la Regular Season terminerà il 5 Agosto 2018. Ancora, quindi, più di quattro mesi di gare per comporre il proprio Entry score playoff e provare a giocarsi la possibilità di volare in Malesia ad Ottobre per giocare il Mondiale amatoriale di Golf.

Qui il link alle classifiche dove potete consultare anche tutti i qualificati di diritto ai Playoff (grazie alla conquista del Winner Status in una gara a qualifica diretta).

Tiger, Rory, Thomas, Johnson, Lefty...Chi vincerà il Masters?

Tiger Woods ha dimostrato anche all’Arnold Palmer Invitational di essere pronto per tornare alla vittoria.

In due settimane ha collezionato un secondo posto al Valspar Championship e un solido quinto posto a Bay Hill. Quest’ultimo risultato, uno score di -10 totale che poteva essere anche più basso se non fosse stato per i bogey alla 16 e alla 17, lo ha definitivamente incoronato il favorito alla vittoria del Masters di Augusta 2018.

I bookmakers danno Tiger come principale possibile trionfatore del primo Major stagionale, con le scommesse date solamente 8/1. Non c’è da stupirsi, sebbene solo un anno fa si pensava che il campione americano non potesse tornare neppure a giocare.

Invece, in cinque apparizioni stagionali, Tiger ha collezionato tre top 12 consecutive: un dodicesimo posto all’Honda Classic, un secondo posto al Valspar Championship e, appunto, il quinto posto di domenica.

Questi ultimi, sono i migliori risultati ottenuti dal campione americano in tre anni. Nel 2015, il suo miglior piazzamento fu un decimo posto al Wyndham Championship.

Lo stesso torneo, in cui la schiena lo tradì per la prima volta e Tiger dovette accasciarsi dal dolore.

Fu l’inizio della rinascita.

Molti avrebbero detto della fine, e invece no. Perché nonostante i quattro interventi subiti, la fusione spinale a cui è stato sottoposto lo scorso anno ha fatto rinascere il campione di un tempo. Forte, potente, meno gonfio degli anni passati, Tiger sembra essere tornato davvero. Non è finita però qui. La velocità della testa del bastone durante lo swing è nettamente aumentata, passando dai 190 k/h del 2015 ai 208 k/h attuali. È salito di 9 posizioni, dalla 23esima alla 14esima, nella classifica dei putt fatti, con una media di 0,739 putt su 17 giri misurati.

Inoltre, ora è 105esimo nell’Official World Golf Ranking ed è già qualificato per i playoff FedEx Cup, con 450 punti e il 45esimo posto in classifica.

Insomma le carte in regola per vincere la sua quinta Green Jacket le ha tutte. Dovrà però vedersela con altri grandi campioni, come Rory McIlroy la cui vittoria al Masters, dopo la conquista all’Arnold Palmer Invitational, è data ora 10/1. Il campione nord irlandese è ancora alla ricerca della sua prima Giacca Verde e nelle ultime quattro apparizioni ad Augusta, ha sempre chiuso entro i primi dieci.

Non solo McIlroy però. Quotati 10/1 troviamo anche Dustin Johnson e Justin Thomas, che ha chiuso primo e secondo nelle sue ultime due apparizioni.

Poi, a seguire, non mancano Justin Rose e Jordan Spieth a 14/1, Jon Rahm e Jason Day a 16/1, così come Phil Mickelson insieme a Rickie Fowler a 18/1.

E il campione in carica Sergio Garcia? Le possibilità che vinca il Masters per il secondo anno consecutivo sono date 30/1.

Insomma, tanti campioni che renderanno sicuramente questo Masters 2018 indimenticabile.

Secondo voi, chi vincerà?

Spieth contro Reed e gli altri gironi del WGC Dell Technologies Match Play

Il PGA Tour torna domani con uno degli appuntamenti più pazzi e spettacolari della stagione: il WGC Dell Technologies Match Play.

Il Country Club di Austin in Texas ospiterà il torneo per il terzo anno consecutivo e nella serata di ieri sono stati annunciati i gruppi dei campioni che si sfideranno per raggiungere le fasi a eliminazione diretta di sabato.

Si tratta di una sorta di Europa League e Champions League del golf, con la differenza che i vari gironi e le fasi a eliminazione diretta si svolgeranno in appena cinque giorni di gioco.

La formula è stata infatti cambiata nel 2015, per fare in modo che ai match di gruppo si alternassero anche i veri e propri match play.

Come funziona? Nel tabellone sono presenti 16 gruppi formati da quattro giocatori. Questi sono divisi in categorie a seconda della loro posizione nell’Official World Golf Ranking. Il primo giocatore di ciascun gruppo appartiene alla categoria A e si tratta dei primi 16 professionisti al mondo. Gli altri tre, appartengono rispettivamente alle categorie B (dal 17esimo al 32esimo posto), C (dal 33esimo al 48esimo posto) e D (dal 49esimo al 64esimo posto).

Tutti i professionisti appartenenti a queste tre categorie, sono stati pescati a sorte per essere inseriti in ciascun gruppo.

La formula di gioco è semplice. Da domani a venerdì, si scontrano tra loro i giocatori di ogni gruppo per decretare il vincitore del girone. Questo, passerà agli ‘ottavi di finale’ scontrandosi con il vincitore di un altro gruppo, come da tabellone. E così via, fino alla finale.

Lo scorso anno, il torneo ha visto entrare in scena un emozionante match finale tra la matricola Jon Rahm e Dustin Johnson. Rahm, riuscì a portare il numero uno al mondo fino all’ultima buca, ma poi dovette lasciargli il gradino più alto del podio.

Nel 2016, invece, fu Jason Day a trionfare contro Louis Oosthuizen e ora, dopo due anni, dovranno vedersela direttamente all’interno dello stesso girone.

Gli abbinamenti sono davvero interessanti e promettono vere e proprie scintille. Da non perdere assolutamente il gruppo di Jordan Spieth e Patrick Reed. I due giovani Texani giocano in casa e, dopo aver combattuto fianco a fianco in tanti match di Ryder Cup, dovranno affrontarsi faccia a faccia.

Scopriamo insieme i vari gironi:

GRUPPO 1: Dustin Johnson (1), Kevin Kisner (32), Adam Hadwin (38), Bernd Wiesberger (52). 

GRUPPO 2: Justin Thomas (2), Francesco Molinari (21), Patton Kizzire (48), Luke List (60).

GRUPPO 3: Jon Rahm (3), Kiradech Aphibarnrat (28), Chez Reavie (43), Keegan Bradley (63).

GRUPPO 4: Jordan Spieth (4), Patrick Reed (19), Haotong Li (34), Charl Schwartzel (49).

GRUPPO 5: Hideki Matsuyama (4), Patrick Cantlay (30), Cameron Smith (46), Yusaku Miyazato (53).

GRUPPO 6: Rory McIlroy (6), Brian Harman (18), Jhonattan Vegas (44), Peter Uihlein (57).

GRUPPO 7: Sergio Garcia (7), Xander Schauffele (20), Dylan Frittelli (41), Shubhankar Sharma (62).

GRUPPO 8: Jason Day (8), Louis Oosthuizen (25), Jason Dufner (42), James Hahn (56).

GRUPPO 9: Tommy Fleetwood (9), Daniel Berger (26), Kevin Chappell (33), Ian Poulter (58).

GRUPPO 10: Paul Casey (10), Matthew Fitzpatrick (31), Kyle Stanley (45), Russell Henley (51).

GRUPPO 11: Marc Leishman (11), Branden Grace (23), Bubba Watson (35), Julian Suri (64).

GRUPPO 12: Tyrrell Hatton (12), Charley Hoffman (22), Brendan Steele (36), Alexander Levy (55).

GRUPPO 13: Alex Noren (13), Tony Finau (29), Thomas Pieters (39), Kevin Na (61).

GRUPPO 14: Phil Mickelson (14), Rafa Cabrera Bello (17), Satoshi Kodaira (40), Charles Howell III (59).

GRUPPO 15: Pat Perez (15), Gary Woodland (24), Webb Simpson (37), Si Woo Kim (50).

GRUPPO 16: Matt Kuchar (16), Ross Fisher (27), Yuta Ikeda (47) Zach Johnson (54).

Non perdete ogni azione a partire da domani alle 20:30, su Sky Sport 3 (canale 203).

Regole del golf 2019: le novità e il sì alla Medal Modificata

Un anno fa esatto, la USGA e la R&A pubblicarono una nuova bozza delle nuove Regole del Golf.

L’obiettivo era far sì che i golfisti e le organizzazioni di tutto il mondo potessero esprimersi a riguardo, dando suggerimenti e opinioni direttamente sui siti dei due enti del golf.

Le idee e i pareri sono stati tutti raccolti ed analizzati, producendo quello che USGA e R&A hanno pubblicato ieri: la bozza finale delle nuove Regole.

Entreranno in vigore dall’1 gennaio 2019 e all’interno della guida esplicativa, troviamo un cambiamento molto apprezzato da noi organizzatori del World Amateur Golfer Championship.

Finalmente, la Medal Modificata non sarà più discriminata ma secondo la volontà delle due istituzioni del golf, entrerà di diritto tra le formule di gioco.

Niente più discussioni, niente più giudizi o prese di posizioni: insieme alla classica Medal e alla Stableford si potranno giocare gare anche con formula “Maximum Score”.

La regola così recita:

I motivi dell’inserimento della Medal Modificata sono tanti, tra i principali troviamo sicuramente la velocità di gioco ma anche l’entusiasmo stesso dei giocatori. Questi, potrebbero essere demotivati se giocando con la classica Medal si trovassero a chiudere una buca o due buche con un risultato molto alto. Con la formula Maximum Score, invece, il risultato massimo è fissato e il giocatore può continuare a competere fino alla 18esima buca.

Se la Stableford è la formula più famosa in diverse parti del mondo, la Medal modificata non sarà da meno perché utilizzerà la formula stroke anziché i punti.

Oltre a questa grande e importante novità, ricordiamo le altre innovazioni che entreranno in vigore dal prossimo anno:

La USGA e la R&A hanno anche introdotto una nuova regola locale per migliorare le situazioni di palla persa o di fuori limite.

Tra le tante idee proposte in questo anno, molte hanno messo in luce proprio questo problema. Così USGA e R&A si sono accorti di quanto i giocatori si lamentassero del dover tornare indietro a tirare, qualora avessero perso la palla o questa fosse andata in out. Questa regola, inoltre, affliggeva molto il ritmo di gioco e la velocità specialmente nelle gare di circolo. Allora ecco arrivare una nuova variante, che vuole semplificare la vita a tutti noi golfisti. Qualora il club decida di utilizzare questa regola, i giocatori potranno droppare la palla dal punto in cui si pensa sia stata persa e dal punto in cui è andata fuori limite. Si potrà droppare indietro quanto si vorrà e persino in fairway. PENA DUE COLPI DI PENALITÀ.

Le istruzioni alle nuove regole saranno distribuite solo dal prossimo settembre, ma esistono già dei video tutorial sul sito della USGA.

Si tratterà del cambiamento più rivoluzionario degli ultimi dieci anni.

L’obiettivo sarà di rendere più comprensibile la spiegazione e l’applicazione delle regole stesse. In questo modo, sarà semplice sia per chi gioca a golf da tanti anni, sia per i neofiti e infine per chi vuole avvicinarsi al golf.

Rory show all'Arnold Palmer Invitational

L'ultima vittoria di Rory McIlroy arrivò al Tour Championship il 25 settembre 2016, il giorno in cui si spense il mitico Arnold Palmer e ieri il campione nordirlandese ha omaggiato la memoria di "The King" con uno strabiliante quarto giro chiuso in 64 colpi, con 5 birdie nelle ultime 6 buche del torneo.

Dopo una partenza a rilento con 5 par consecutivi Rory si è ritrovato a 4 colpi di distanza da Stenson, ma finalmente il nuovo putter ha ripreso a funzionare e son arrivati tre birdie a 6, 7 e 9 prima dello show finale.

Nonostante la vittoria sia arrivata con 3 colpi di vantaggio su DeChambeau, il birdie alla 18 è stato decisivo dato che il giovane americano si era riportato ad 1 solo colpo di distanza con l'eagle della 16. Ottimo terzo posto per Justin Rose (compagno di gioco di McIlroy) mentre Stenson ha perso lo smalto dei primi due giorni e ha chiuso in quarta posizione a 5 colpi dal vincitore.

Altra settimana positiva per Tiger Woods (5° a -10), che ha messo pressione sui leader all'inizio delle seconde 9 portandosi ad un solo colpo dalla vetta con il birdie della 13 prima di andare fuori limite con il drive alla 16 gettando al vento ogni minima possibilità di rimonta; la folla immensa che ha seguito Tiger per tutta la giornata non è rimasta delusa, con colpi spettacolari e nuovi segni di ripresa in attesa del Masters, prossimo torneo in programma per Woods.

Giro anonimo in par per Francesco Molinari che chiude il torneo in ventiseiesima posizione a -4.

50 giri del Masters ora visibili su Youtube!

Senza annunci ufficiali e totalmente a sorpresa 3 giorni fa il canale ufficiale Youtube dell'Augusta Masters ha messo online le ritrasmissioni del quarto giro degli ultimi 50 tornei disputati sul mitico percorso dell'Augusta National!

Senza filtri, cliccando su questo link potrete ammirare un pezzo di storia del golf!

Troviamo infatti l'ultima vittoria in un major di Jack Nicklaus nel 1986 (a ben 46 anni), la prima vittoria di Tiger Woods nel 1997, in campo con Costantino Rocca e poi i trionfi di Severiano Ballesteros, Bernhard Langer e Nick Faldo fino alla vittoria di Sergio Garcia nel 2017!

 

Tantissime ore di trasmissione e un passo avanti verso il pubblico da parte dell'Augusta National, che fino a pochi anni fa trasmetteva solo le seconde 9 di ogni giro, compreso il finale.
Ora la diretta streaming copre tantissime ore di gioco, in particolare l'amen corner sempre visibile sul sito ufficiale.

A tre settimane dall'inizio del torneo, previsto giovedì 5 aprile, Tiger Woods è ora il primo favorito dei bookmakers, insieme a Rory McIlroy e a Dustin Johnson.

Si prospetta un'edizione del "The Masters" di altissimo livello, con tanti top players in forma e una serie di ritorni eccellenti; Phil Mickelson e Bubba Watson hanno indossato più volte la giacca verde e sono tornati alla vittoria in questa stagione, il record di Tiger Woods ad Augusta è fenomenale e Jordan Spieth si è sempre trovato bene. A sfidarli, in cerca della loro prima vittoria, McIlroy, il numero 1 al mondo Dustin Johnson, Justin Rose (2 volte secondo), Justin Thomas e John Rahm.