Il ritorno di Bubba Watson

Lacrime di gioia, ma anche lacrime che nascondono la fatica e l'impegno a rialzarsi, dopo aver toccato quasi il fondo.

Bubba Watson ha conquistato ieri il Genesis Open, dopo due anni senza vittorie, un 2017 turbolento e la volontà di ritirarsi definitivamente dal golf.

È tornato a vincere, proprio dopo due anni dall’ultima volta e proprio nello stesso torneo conquistato nel 2016.

Un birdie imbucato dal bunker al par tre della buca 14 ne è stata la chiave, che gli ha permesso di chiudere l’ultimo giro in 69 colpi e di aggiudicarsi la vittoria per due colpi su Tony Finau e su Kevin Na.

Le lacrime versate nell’abbraccio con il fidato caddie dopo aver imbucato il putt della 18, sono il risultato di due anni ricchi di esasperazione per il campione americano. 

La lotta segreta contro una malattia, i problemi in famiglia e la decisione di cambiare palline, che non sembrava averlo aiutato dal punto di vista del gioco.

Senza contare l’esclusione dalla Ryder Cup del 2016, quando era ancora settimo nel Ranking Mondiale e dovette accontentarsi di ricoprire il ruolo di vice capitano per Davis Love III.

Prima del Genesis Open della scorsa settimana, era 117esimo nel Ranking Mondiale, dopo la peggior stagione nell’era della FedEx Cup.

Così sono iniziate le domande. Si chiedeva se sarebbe mai tornato a vincere e se non fosse il caso di ritirarsi per sempre dal golf.

Ma, come sempre, dietro ogni uomo c’è sempre una grande donna. La moglie, Angie, gli ha dato la carica e l’ha spronato.

“Ero molto vicino al ritiro,” ha rivelato Bubba. “Mia moglie mi ha detto di smetterla di piagnucolare e di giocare a golf. È molto più forte di me.”

Così Bubba è tornato ad essere il campione che era, cancellando ogni idea sul ritiro. Ha giocato con la calma che l’ha sempre contraddistinto, mettendo in campo il suo gioco vincente.

Non si è spaventato nemmeno quando domenica Na, Patrick Cantlay e Ryan Moore l’hanno raggiunto in vetta alla classifica o ne han preso il comando. Non ha tentennato neppure con i bogey delle prime nove, alla 3, alla 6 e alla 9.

Ha ottenuto la sua decima vittoria in carriera e la terza proprio a Riviera, raggiungendo le leggende del golf Arnold Palmer e Ben Hogan.

Dopo un 2017 in cui ha perso 10 kg per un problema di salute, Bubba ha ritrovato la forma e la serenità già all’inizio del 2018. Il suo miglior risultato prima di Riviera è stato un 35esimo posto a Pebble Beach, che certamente non fu l’inizio della sua risurrezione.

È successo tutto al Genesis Open, su un percorso a lui molto caro, e precisamente nelle seconde nove buche dell’ultimo giro. Dalla 11 ha imbucato tre putter consecutivi per il birdie e poi alla 14 è arrivato il colpo perfetto dal bunker.

Una volta affermò di volersi ritirare quando avrebbe raggiunto le dieci vittorie in carriera sul Tour. Quelle vittorie sono arrivate, ma sembra che Bubba abbia tutte altre intenzioni.

“Voglio continuare a giocare per almeno due anni e continuerò a partecipare ad Augusta finché non mi cacceranno.”

Il campione americano ha raggiunto un grande obiettivo e sembra pronto ad ottenerne un altro. La Ryder Cup di Parigi non è lontana ma Bubba farà di tutto per esserci.

“Voglio davvero fare parte del team americano,” ha affermato. “ Ho pregato il capitano Jim Furyk di essere un suo assistente. Mi ha risposto questa settimana con un messaggio dicendomi ‘No, sei troppo bravo. Devi far parte della nostra squadra di giocatori.’ “

Wilson e Golf Elite: due nuovi grandi Partner Tecnici per il WAGC ITALY

Una notizia che abbiamo tenuto nel cassetto per qualche tempo. In realtà l'accordo risale a Settembre 2017. Un incontro durante l'ultimo Open d'Italia e in pochi minuti, tra persone serie, l'accordo è stato siglato.

Nextgolf sceglie di legare la sua attività a un marchio consolidato del Golf internazionale - WILSON - e a una società giovane e moderna - GOLF ELITE - che gestisce i Pro Shop del Golf del Ducato a Parma (Sala Baganza e Vigatto) e di Salsomaggiore. 

Questo accordo a tre prevede la copertura annuale di materiale tecnico negli eventi gestiti da Nextgolf: palline, attrezzatura, abbigliamento. Inoltre sarà sviluppato il merchandising WAGC, grazie a Golf Elite che commercializzerà i prodotti con marchio WAGC.

"stiamo alzando il livello qualitativo della nostra proposta - dichiara Valentina De Simoni di Nextgolf -  abbiamo scelto Wilson perchè ci consente di avere a disposizione un catalogo completo e ricco di prodotti. I progetti che stiamo preparando  hanno bisogno di partner affidabili che possano supportare un' attività in crescita".

Presto saranno presentate le nuove proposte commerciali, che saranno gestite con  Golf Elite. Questo accordo sinergico migliorerà la qualità del servizio e consentirà di offrire ai Wegolfers opportunità interessanti di acquisto.

Un grande ringraziamento quindi ai protagonisti di questo accordo: Doriano Balbo per Wilson e Marco Peschiera per Golf Elite.  BENVENUTI NEL MONDO WEGOLFERS !

Tiger e Rory in campo insieme al Genesis Open

Al Riviera Country Club di Pacific Palisades (poco a nord di Los Angeles) tutti gli occhi saranno puntati su di una sola partenza; quella formata da Tiger Woods, Rory McIlroy e Justin Thomas, che nonostante sia al quarto posto del ranking mondiale e abbia vinto l'ultimo Major, passerà un po' secondo piano.

Le tre stelle saranno in campo alle 7.22 del mattino (le 16.22 in Italia) e tutti i loro colpi saranno visibili su PGATourLive, il servizio streaming lanciato lo scorso anno dal PGA Tour e disponibile in abbonamento a 40$ l'anno (o 6$ per un mese).

Lo scenario è lo storico Riviera Country Club, il club delle stelle di Hollywood, un campo antico, stretto con poche aree pianeggianti e alcune buche molto riconoscibili, come la 6, dove troviamo un bunker in mezzo al green, o il corto par4 della 10, raggiungibile anche con un legno dai più lunghi, ma con un green talmente insidioso che se si va fuori posizione è facilissimo fare bogey o peggio anche trovandosi a pochi metri dalla bandiera con il primo colpo.

Tiger Woods, incredibilmente, non ha mai vinto su questo campo, sul quale ha perso l'unico playoff in carriera (11-1 il suo record) e non gioca questo torneo dal 2006; una sola apparizione per McIlroy (20° due anni fa).

Il grande favorito della vigilia è il numero 1 al mondo Dustin Johnson, trionfatore 12 mesi fa, 4° l'anno prima e secondo sia nel 2015 che nel 2014. DJ giocherà con con Adam Scott e Bubba Watson (2 volte vincitore su questo campo). Tra i favoriti non possiamo dimenticare Jordan Spieth e Phil Mickelson, mentre un gran numero di Europei saranno al via guidati da Tommy Fleetwood, Paul Casey, Alex Noren e Thomas Pieters, secondo l'anno scorso all'esordio.

Francesco Molinari partirà alle 11.20 locali (20.20 in Italia) insieme a Jason Kokrak e a Martin Laird.

Il torneo sarà trasmesso in diretta su Sky Sport a partire dalle 21.00 di giovedì 15 Febbraio.

 

Golf italiano: "io voglio crescere!"

Mi rileggo su Facebook e penso che sul nostro blog ci starebbe a fagiolo!

Il golf costa caro?
Non più e comunque non più di altri sport.
Serve la tessera?
Sì per una impostazione CONI per cui tutte le gare sono attività sportiva. Vale anche per gli altri sport se si fa, appunto, attività sportiva.
La FIG organizza solo gare?
È una Federazione Sportiva ed è nel suo core business.
Potrebbe fare altro?
Certamente, ma non da sola. I Circoli devono essere promotori di se stessi non solo, però, rubandosi soci l'un l'altro.
La Ryder servirà?
Probabilmente sì a patto che non si perda più neppure un secondo e si crei una forma di tesseramento promozionale che chiunque sia in grado di sostenere. Poi vediamo se rimaniamo a 90mila!
Cosa manca?
Comunicazione e tanta. Ma non per chi già gioca. Per chi non lo fa. E quella può solo essere fatta da chi conosce molto bene il settore e in tutte le sfaccettature.
PGAI?
OK, talvolta - in passato - è stata un freno. Ma non penso sia più nelle condizioni, visto il mercato e il fatto che dovremmo parlare di imprenditori di se stessi, di fare la schizzinosa.
Circoli?
Devono diversificarsi o muoiono.
Parlo da anni di quote associative "modulari" e non ho ancora visto un club, salvo forse uno ma in modo non ufficiale, che abbia solo pensato di applicarle. E questo perché l'arco temporale di programmazione è - obtorto collo - legato al mandato degli organi direttivi. Parlo da anni di consorzi operativi per macchinari e manutenzioni (ma molto altro si potrebbe fare) e non si vede nulla di simile all'orizzonte. Eppure all'estero lo fanno.
Turismo?
Vitale. Ma ancora non abbiamo un'offerta globale e, forse, non abbiamo abbastanza campi in zone turistiche. Soprattutto non li abbiamo di tipologie diverse perché anche i turisti golfisti incoming vogliono tipologie diverse.

Potrei continuare per altre N righe ma mi fermo.
Sono curioso di conoscere le opinioni di tutti. Io voglio crescere!

Breaking News : Annullata la tappa di Sabato 17 Febbraio a San Vigilio (Chervò)

Con grande rammarico e dispiacere dobbiamo annunciare la nostra decisione di annullare la tappa Wegolfers Tour 2018 in programma il 17 Febbraio al Golf San Vigilio - Chervò. 

Abbiamo ricevuto dal Golf San Vigilio, nel mese di Novembre 2017, la richiesta di organizzare una tappa del nostro Circuito presso la loro struttura. Nel mese di Dicembre siamo finalmente riusciti a concludere un accordo e abbiamo comunicato alla segreteria, con una mail molto dettagliata, le caratteristiche della gara e gli sponsor che l'avrebbero arricchita. Sabato scorso abbiamo ripreso i normali contatti per definire gli aspetti organizzativi (orari di partenza e logistica). Con nostro profondo stupore abbiamo ricevuto una mail dal Direttore del Circolo che, di fatto,  impediva la partecipazione dei nostri partner Spumador (una bottiglietta di Acqua Mood omaggiata ai giocatori in gara) e Costadoro (Caffè offerto in tenda ospitalità ai partecipanti).

Non intendiamo commentare le regole imposte dal Circolo legittimamente e su questo lasciamo a voi il giudizio. Quello che non comprendiamo è il ritardo con cui siamo stati informati delle stesse, visto che l'offerta dei nostri sponsor era stata ben descritta oltre due mesi fa, via email.

Il nostro è un Circuito Internazionale importante e abbiamo doveri nei confronti di tutti gli attori protagonisti che siano Giocatori, Sponsor o i Circoli che ci ospitano nelle loro strutture. Gli sponsor  consentono di offrire ai partecipanti esperienze più ricche e piacevoli, non intendiamo disattendere i contratti che abbiamo sottoscritto con loro. E' altrettanto rigoroso il rapporto che manteniamo con i Circoli, rispettando le abitudini e le regole, che spesso sono differenti, e chiedendo ai nostri Worldgolfers, a loro volta ospiti come noi, di rispettarle. Per questo motivo siamo molto precisi nell'elencare le caratteristiche dei nostri eventi in tempi consoni. In questo caso era sufficiente essere messi a conoscenza a Dicembre delle regole interne del Golf San Vigilio e non avremmo inserito in Calendario la tappa, evitando disagi ai nostri giocatori e un evidente danno alla nostra organizzazione. Sabato 17 Febbraio avremo comunque gara in Pinetina, come previsto, con una WAGC Local mentre Domenica 18 saremo al Golf Franciacorta con il Wegolfers Tour. A Punta Ala ci sarà inoltre una tappa del nostro partner Toscano Itinera.

Confidiamo che in futuro non debbano verificarsi nuovamente incidenti di questo tipo, non dipendenti dalla nostra volontà. Vi aspettiamo con entusiasmo alle prossime tappe in programma. #weplaythebestgame !! 

World Super 6 Perth: Pavan avanza alla fase matchplay

Si sta disputando a Perth la seconda edizione dell'ISPS Handa World Super 6, torneo che dopo un primo classico taglio a 36 buche, prevede un secondo taglio dopo 3 giri, con i primi 24 giocatori che si qualificano per la giornata finale. Qui verranno disputati incontri match play su 6 buche, con una fase ad eliminazione diretta di 5 turni (i primi 8 del leaderboard dopo 54 buche passano direttamente al secondo turno).

La terza giornata del torneo è stata caratterizzata da un forte vento che ha scombussolato la classifica; a farne le spese Lee Westwood e il detentore del titolo Brett Rumford, che partiti in testa a -8 hanno chiuso le 18 buche in 78 colpi, finendo al quarantesimi.

Andrea Pavan è riuscito a qualificarsi con un po' di apprensione; dopo un buon drive alla 18 Pavan è finito a fondo green con il secondo colpo e ha chiuso in bogey, scendendo al 17° posto a -5. 9 giocatori hanno partecipato al playoff alla 18, con 8 posti palio. L'azzurro ha nuovamente mancato il green, ma è riuscito a salvare il par imbucando un gran put in discesa. In 7 hanno chiuso in par avanzando, mentre Aphibarnrat e Quayle hanno proseguito dopo aver terminato la buca con un bogey. Alla quarta buca di spareggio il thailandese ha eliminato l'australiano passando alla fase finale.

Il leader dopo la fase stroke play (e testa di serie numero 1 della fase ad eliminazione) è Prom Meeswat (-12), davanti a Crocker, Herbert e Olesen (-10).

La fase finale verrà trasmessa in diretta su Sky Sport 2 a partire dalle 6 di domenica mattina.

 

Stelle e spettacolo all'AT&T Pebble Beach Pro-Am

Torna l'annuale appuntamento con l'AT&T Pebble Beach Pro-Am, torneo che si disputa su 3 spettacolari campi nella Penisola di Monterey, 2 ore a sud di San Francisco.

Ogni pro viene accoppiato con un amateur (girando quindi in partenze da 4) e i gruppi giocheranno in alternanza il mitico Pebble Beach Golf Links, Spyglass Hill e Monterey Peninsula, prima di chiudere domenica a taglio effettuato nuovamente a Pebble Beach.

L'iconico par 3 della 7 aspetta tutti i partecipanti, con il vento sempre protagonista in questo campo costruito a picco sull'oceano, con tante difficoltà e dove non si colpisce quasi mai la palla con i piedi in piano (come ad Augusta).

 

Lo specialista degli "uneven lies" è sicuramente Jordan Spieth, vincitore lo scorso anno; il texano non è parso al meglio in questi primi tornei stagionali (mancando il taglio la scorsa settimana) e dovrà vedersela con il numero 1 al mondo Dustin Johnson, vincitore 2 volte di questo torneo (nel 2009 e 2010), terzo lo scorso anno e 7 volte tra i top 10.

In campo anche Jon Rahm (5° nel 2017 appaiato a Jason Day), e Rory McIlroy, all'esordio all'AT&T; il campione nordirlandese giocò a Pebble Beach nell'US Open del 2010 mancando il taglio (il major americano si disputerà per la sesta volta su questo campo il prossimo anno) ed è iscritto alla pro-am insieme al padre.

Tanti i protagonisti del mondo dello sport e dello spettacolo in campo; ci saranno i soliti Bill Murray e Ray Romano, le stelle dell'NFL Aaron Rodgers e Larry Fitzgerald oltre all'ex quarterback dei Dallas Cowboys Tony Romo, che ha appena ricevuto un invito (scatenando molte polemiche) per partecipare al Corales Puntacana Resort & Club Championship, torneo del PGA Tour in programma a fine marzo.

Tra i past winner in campo non possiamo dimenticare Brandt Snedeker (2013 e 2015) e Phil Mickelson, 4 volte vincitore di questo torneo (l'ultima nel 2012, mentre fu secondo nel 2016); esordio stagionale per Adam Scott, alla ricerca del riscatto dopo una stagione opaca, mentre Francesco Molinari non sarà della partita.

Diretta su Sky Sport a partire dalle ore 21 di giovedì 8 febbraio.

Il golf è uno sport pericoloso?

Il golf è uno sport pericoloso? Non scherziamo, risponderete.

Certo il rischio di prendere un’insolazione nelle giornate più calde, è spesso alto.

Per non parlare del pericolo di essere colpiti da una pallina a causa di qualche tee shot sbagliato… Anche se il previdente “Fore”, quando urlato, evita spesso brutti epiloghi.

Rischi, certo, che non sono da paragonare con gli sport di contatto, come il rugby o l’hockey.

Eppure c’è chi è pronto a dimostrare, con tanto di dati alla mano, come il golf sia molto più pericoloso dei suoi colleghi.

Si tratta di Golf Support, che ha analizzato diversi report sugli infortuni contratti negli sport.

Nel documento del 2016 pubblicato dal National Health Statistics Report americano, che ha studiato più di 8.6 milioni milioni di infortuni sportivi, si afferma come il golf abbia un tasso di 1,8 infortuni ogni 1000 persone.

Nonostante la statistica dimostri come la pratica di esercizi generici (5,3), il basket ball (3,3) e il football (3,1) siano ben più pericolosi, il golf ha comunque una percentuale più alta di Rugby (1,5), Hockey (1,5) e, pensate, degli sport di combattimento (1,2).

Se non vi basta lo studio di Golf Support, il British Journal of Sports Medicine ha rivelato che tra il 15,8% e il 40,9% dei golfisti amatoriali soffre di infortuni annuali. E i problemi alla schiena (tra il 15,2% e il 34%) sono i maggiori.

Numeri che fanno riflettere ma che non fermeranno certo i tanti amanti del golf.

In fondo l’amore è sempre cieco e vince su tutto, anche sugli infortuni.

Consigli per...La Ryder

Voglio essere… dirompente.

Quindi vi chiederò… quanti golfisti italiani sanno che nel 2022 la Ryder Cup si giocherà in Italia?

Probabilmente chi legge questo blog penserà io sia impazzito.

Così non è, purtroppo: se vi prenderete la briga di fare quella domanda ai vostri consoci, scoprirete che sono la maggioranza coloro che non ne hanno idea.

Abbiamo quindi bisogno di fare opera di divulgazione e spiegare perché questo evento sportivo gigantesco potrà essere un volano per il golf nazionale.

Ma tutti, nessuno escluso, siamo in difficoltà a trovare il sistema migliore per attivare questo effetto domino che, piaccia o meno, siamo riusciti ad assicurarci grazie all’idea “pazzesca” di Franco Chimenti.

Quindi, evitando – per favore – commenti salaci sul Presidente federale che lasciano il tempo che trovano stante la scommessa già vinta, chi ha voglia di dare la propria ricetta per fare in modo che Roma 2022 diventi il successo che tutti ci auguriamo?

Sono certo che qualcuno potrà avere un’idea fantastica che, magari, sarà perseguita da chi di dovere.

E il nostro blog avrà avuto un ruolo di primo piano!

Filippo Motta

I numeri da capogiro del Phoenix Open, fanno bene al torneo?

Un altro anno, un altro record.

Il Waste Management Phoenix Open è ufficialmente il più grande spettacolo del PGA Tour, merito di una continua crescita e a numeri da capogiro.

Gli organizzatori erano stati ottimisti quando la scorsa settimana avevano affermato che nella giornata di sabato sarebbero arrivati a Phoenix 250.000 spettatori. Ma mai si sarebbero aspettati un risultato finale così positivo.

Il percorso del TPC Scottsdale ha ospitato questa settimana ben 719.179 persone, il più alto numero di visitatori della storia del PGA Tour che ha superato di gran lunga i 655.434 dello scorso anno.

Solo nella giornata di sabato, il torneo ha registrato l’ingresso di 216.818 supporters, con più di 300 in coda già alle 4 del mattino, per entrare e aggiudicarsi un posto intorno alla buca 16.

Ottimi risultati anche nel secondo giro di venerdì, quando 191.400 persone hanno varcato il cancello di TPC: quasi 30.000 in più che nel 2017.

Con questi numeri e con il tifo sempre più selvaggio che si verifica durante ogni giro di gara al par 3 della 16, resta da chiedersi se i numeri da record non rischino di danneggiare l’immagine del torneo stesso.

Proprio quest’anno, Jordan Spieth è stato distratto due volte durante lo swing a causa delle grida indirizzategli e Rickie Fowler si è detto contrario ai tanti “boo” ricevuti sul green.

E se poi anche Phil Mickelson, uno che ha sempre amato il tifo selvaggio della 16, dichiara di essersi trovato nella condizione più disagevole della sua vita durante il giro di sabato a causa dell’alto numero di spettatori…

Siamo sicuri che il vociare dei fan e la loro così alta presenza, faccia bene al torneo?