Il mistero Mickelson: tornerà alla vittoria?

Vincere sul PGA Tour sta diventando sempre più difficile, il numero di talenti e giocatori di altissimo livello è aumentato in modo esponenziale negli ultimi anni, grazie alle nuove tecniche e tecnologie di allenamento e anche grazie alla crescita continua dei montepremi.

In pochi sanno che l‘ultima vittoria di Phil Mickelson è arrivata all’Open Championship nel luglio del 2013, quando grazie ad una grande rimonta nell’ultimo giro (giocando con Francesco Molinari), si aggiudicò il suo quinto Major.

Dal 21 luglio 2013 solo piazzamenti per il leggendario Lefty, vincitore di 42 tornei sul Pga Tour ma a lungo considerato “l’eterno secondo” del golf, sempre nell’ombra di Tiger Woods (che nonostante tutti gli infortuni ha vinto il suo ultimo torneo più recentemente di Mickelson).

Phil si è guadagnato questo soprannome soprattutto per i 6 secondi posti allo Us Open, l’unico major che gli manca dove è stato battuto più volte in modo incredibile e improbabile.

Il gioco di Mickelson (che quest’anno compie 48 anni) è sicuramente in declino, soprattutto con il driver, anche se la magia con i wedge è sempre presente; dal 2013 ha collezionato altri 3 secondi posti nei major; al Pga Championship del 2014 battuto da Rory McIlroy, al Masters del 2015 vinto da Spieth e soprattutto all’Open Championship del 2016 al Royal Troon, dove fu protagonista di un memorabile duello con Henrik Stenson. Mickelson sfiorò il 62 nel primo giro (sarebbe stato il primo nella storia dei Major), e iniziò il quarto giro staccato di un colpo dallo svedese; un duello a colpi di birdies tenne la gente incollata alla TV. Stenson chiuse a -20, Mickelson a -17 con JB Holmes terzo a -6, a ben 11 colpi di distanza da Phil. La prestazione di Mickelson rispetto agli avversari fu una delle migliori nella storia dei Major, ma non su sufficiente per vincere.

Nell’ultimo torneo Mickelson ha nuovamente flirtato con la vittoria; staccato di due colpi da Fowler dopo 54 buche al Waste Management Phoenix Open, Phil si è avvicinato alla vetta con 3 birdie consecutivi a 15,16 e 17 prima di sbagliare clamorosamente il drive alla 18 chiudendo con un doppio bogey che gli vale la quinta posizione a 4 colpi dal vincitore Gary Woodland.

In molti si chiedono se Tiger Woods tornerà a vincere; e Mickelson? Le prestazioni eccellenti arrivano ancora, ma quattro giorni consecutivi ad alto livello sono difficili da ottenere alla soglia dei 50. Abbiamo fiducia in un ritorno di “lefty”, magari proprio al prossimo US Open, il trofeo mancante nella sua gloriosa bacheca.

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