Burian arriva a St. Andrews

L’Old Course di St. Andrews non è nuovo a condizioni climatiche estreme.

Vento, freddo e pioggia, anche nei mesi più caldi, accompagnano spesso i tanti giocatori e campioni che ne solcano i fairway.

Poi però ci sono quelle giornate in cui il percorso pare trasformarsi in un paesaggio incantato e magico. Sono le giornate invernali, in cui la neve, che non perde mai anno senza fare un saluto al percorso, ne ricopre green e fairway con il suo mantello bianco.

È successo anche questa mattina, quando l’Old Course si è svegliato sotto un fitto strato di neve.

Colpa della “Beast from The East”, la bestia che viene dall’Est o più comunemente Burian, la perturbazione siberiana che ha messo in ginocchio quasi tutta Europa.

Burian non ha risparmiato neppure St. Andrews, ma lo spettacolo che si è paventato davanti agli occhi dei golfisti è davvero indimenticabile.

Il club rimarrà chiuso oggi a causa delle ovvie condizioni climatiche.

Anche se, c’è da scommettere, che in molti non perderebbero comunque l’occasione di fare due colpi sullo storico campo scozzese.

Il fenomeno TopGolf sbarca in un Golf Club!

Un Golf Club con all’interno il fantastico Top Golf?

Non è utopia ma realtà!  

Il brand di intrattenimento golfistico più di successo e famoso al mondo sta espandendo prepotentemente il suo business all’interno degli Stati Uniti, aprendo un locale dietro l’altro.

Solo negli ultimi sei mesi, TopGolf ha aperto sette nuove location e ha in programma di aprirne altre 10 nei prossimi mesi.

All’interno dei nuovi progetti, ce n’è uno che balza subito agli occhi e che segna il più grande traguardo per lo stesso TopGolf.

Il divertente locale americano aprirà i battenti a West Palm Beach, in Florida, e più precisamente al Municipal Golf Course.

TopGolf prenderà infatti parte ai lavori di ristrutturazione del percorso, valutati per 86 milioni di dollari, e per la prima volta sarà partner di un vero Golf Club.

Cosa cambia? Molto, soprattutto per la crescita del golf.

Sì, perché TopGolf è uno dei locali più rinomati d’America - sia tra i golfisti che tra i non golfisti - e, sebbene molti credevano che la sua struttura particolare potesse distogliere l’affezione dal golf reale, le statistiche dicono il contrario.

La National Golf Foundation ha redatto uno studio scoprendo dei dati davvero interessanti.

Per prima cosa, i golfisti esperti sembrano scendere in campo molto più frequentemente e volentieri dopo essersi recati nel locale.

Ora però arriva il bello: il 53% dei non golfisti ha affermato che giocare nei TopGolf ha influenzato positivamente il loro interesse nel praticare il golf ‘reale’.

Del resto si tratta proprio della natura di TopGolf: promuovere il golf fuori dal campo anche a chi non lo pratica, convincendoli in maniera semplice e incondizionata.

Il 94% dei non golfisti, infatti, si trova a proprio agio all’interno di una struttura TopGolf e il 23% dei neo golfisti (da meno di tre anni), ha affermato di aver iniziato proprio dopo essersi avvicinati allo sport nel locale.

E i numeri di TopGolf sono da capogiro: circa 20milioni di persone sono attirate ogni anno nel locale e 8.2 milioni di queste, non giocano a golf.

Con lo sbarco del locale in un vero Golf Club, questi numeri farebbero crescere esponenzialmente i golfisti americani.

6000 metri quadri disposti su tre piani con annesso ristorante e altri 278 metri quadri dedicati al divertimento, sorgeranno a sud-ovest del West Palm Beach Municipal Golf Course proprio vicino alla Club house e a un hotel cinque stelle.

“Sono molto felice che avremo finalmente qualcosa che entusiasmerà le persone - giovani, anziani, residenti e turisti - accanto al nostro percorso,” ha affermato Jeri Muoro, Mayor di West Palm Beach.

I lavori inizieranno la prossima estate e continueranno fino alla fine del 2019, comprendendo anche un driving range in erba per permettere alle persone di passare dal golf “virtuale” a quello “reale”.

MODERNIZZAZIONE DELLE REGOLE

Con grande piacere e orgoglio pubblichiamo il primo articolo di un amico che ha deciso di offrire il suo prezioso contributo a queste pagine. Si parlerà di regole e sarà un piacere, oltre che un arricchimento per tutti i Wegolfers, poterlo fare attraverso i pensieri di una delle persone più competenti che abbiamo in Italia su questi argomenti. Benvenuto a Davide M. Lantos - Director of Tournament Operations Ladies European Tour

Si ritiene che le prime Regole del Golf siano state elaborate per la prima volta – sostanzialmente mettendo assieme le numerose regole specifiche di ogni golf club dell’epoca in Scozia – il 7 marzo del 1744 dai “Gentlemen Golfers of Leith”. Negli anni hanno subito diverse modifiche ma i principi generali di “gioca la palla come si trova e gioca il campo come lo trovi”, sono rimasti pressoché inalterati. I cambiamenti di maggiore impatto sono stati quelli del 1899, quando il Royal and Ancient Golf Club of St.Andrews (R&A) raccolse in un unico libro le varie regole locali dei club dell’epoca; nel 1952 quando per la prima volta nella storia il R&A e la USGA (United States Golf Association) hanno pubblicato assieme un codice di regole comune, e nel 1984 quando c’è stata una primo vero tentativo di semplificazione delle regole. Dal 1984, anno in cui il droppare la palla fu codificato stabilendo che il giocatore dovesse stare col braccio teso all’altezza delle spalle mentre prima il giocatore doveva lasciarsi cadere la pallina dietro la schiena, vi sono stati diversi cambiamenti che potremmo definire “aggiustamenti” (il riconoscimento che il pace of play, o ritmo di gioco, è un problema, il divieto d’utilizzo di bastoni che “aiutino” troppo il giocatore ecc.).

Dal 1 gennaio 2019 invece i golfisti mondiali potranno finalmente applicare un nuovo codice, considerevolmente semplificato e modernizzato sia per quanto riguarda il testo, sia per quel che riguarda l’impostazione grafica dei vari libri; regole, dicono da St.Andrews, che pur mantenendo i principi di quelle attualmente in vigore, elimineranno moltissime penalità in cui invece s’incorreva – e s’incorre tutt’ora – in passato.

Rules Committe di R&A e USGA dal 2012 hanno discusso e lavorato su documenti che hanno superato le 1500 pagine, per arrivare, a marzo 2017, a proporre al mondo un nuovo codice di regole. Da allora oltre 22.000 sono stati i feedback da parte dei golfisti per indurre l’R&A a confermare, modificare o cancellare le nuove proposte. Dopo un anno siamo quasi pronti; entro poche settimane sarà diffusa la versione finale delle Regole del Golf 2019.

Possiamo anticipare alcune novità che applicheremo a partire dal primo gennaio del prossimo anno:

Nei prossimi numeri del blog analizzeremo nello specifico alcune delle nuove regole che, ahinoi (arbitri) saranno anche completamente rinumerate, e quindi dovremo ristudiarci daccapo tutti i numeri.

Davide M. LANTOS
Director of Tournament Operations 
LADIES EUROPEAN TOUR

Thomas vince e avvisa: “Sono più forte dello scorso anno”

Ha vinto il titolo di miglior giocatore dell’anno del PGA Tour solo lo scorso novembre. Ma sembra che il 2018 di Justin Thomas continuerà sulla stessa scia del 2017.

Lo dimostrano i numeri e soprattutto il gioco che riesce a mettere in campo ogni torneo.

Il campione americano, ha ottenuto la vittoria ieri nell’Honda Classic, registrando nuovi record.

Thomas è volato al terzo posto nel Ranking Mondiale e detiene la leadership della classifica FedEx Cup con 1258 punti, diventando il favorito principale per la vittoria del Masters. Non solo, perché ieri ha scritto un pezzo di storia nei libri del Tour: è diventato il terzo giocatore degli ultimi 30anni ad aver vinto otto volte prima di compiere i 25anni.

La conquista dell’Honda Classic è la seconda della stagione, la settima nelle ultime 31 apparizioni e l’ottava, appunto, in carriera.

Ma il gioco, se si può dire, sembra più solido del 2017. E non che lo scorso anno fosse malvagio, anzi.

Aprì con una vittoria alle Hawaii ma poi mancò il taglio per cinque eventi consecutivi e in estate non ne superò altri tre prima di aggiudicarsi il suo primo Major al PGA Championship.

Poi le cose hanno iniziato ad andare meglio, con la vittoria della FedEx Cup prima e della CJ Cup in Corea del Sud, poi.

In tutte le tre apparizioni che hanno preceduto l’Honda Classic non ha mai chiuso oltre il diciassettesimo posto. E se gli chiedete se pensa di essere più forte del 2017, ecco come vi risponde.

“Sì certo, mi sento più fiducioso in tutte le parti del mio gioco. Ho giocato davvero bene in due tornei consecutivi ed è grandioso,” ha affermato Thomas.

“Ho giocato bene il driver quando l’avevo bisogno. Così come ho giocato bene i ferri e i wedge. Ho ottenuto degli ottimi up&down così come ho imbucato molto. Sì, certo sento che il mio gioco è davvero più forte adesso.”

Il 2018 è ancora lungo, ma se queste sono le premesse Thomas sarà ancora protagonista.

Intervista a ... Seliano Brambilla - Mati Putters

Apriamo questa nuova sezione del Blog che sarà dedicata alle interviste con i protagonisti del settore. Conoscerli meglio, scoprire i segreti e le curiosità del nostro golf direttamente dalla voce dei protagonisti.

Questa settimana cominciamo con un amico di lunga data, Seliano Brambilla proprietario e fondatore di Mati Putters, azienda artigianale che produce splendidi prodotti Made in Italy. Partner storico di Nextgolf e del World Amateur.

Seliano (a destra) con Dario Zanco altro partner di Wegolfers per il 2018

Ciao Seliano e benvenuto sul blog di Wegolfers, per cominciare e per chi ancora non ti conosce raccontaci come è nata l'idea di Mati e il significato di questo nome:

Ciao a tutti ! La storia di Mati Putters nasce un po' per caso , guardando un putter come solo un fresatore può fare ... mi sono chiesto se anche io sarei stato capace di realizzare un oggetto come quello.
poi una sera parlandone con mia moglie lei mi ha detto "provaci" ... da li è iniziato tutto.
I primi tentativi non sono stati soddisfacenti, poi avendo la testa dura, dopo circa tre mesi è nato il Mati 1.

La storia del nome invece è molto semplice e diretta, mia figlia si chiama Matilde e Mati è il suo diminutivo.

Insomma si potrebbe dire da "una creazione a un'altra" !!

Quali sono le fasi di costruzione di un Putters, raccontaci come avviene il percorso dalla progettazione fino alla rifinitura.

Un putter nasce prima da un'idea, da qualcosa che immagino .
poi di solito realizzo un disegno a mano di come lo vorrei fare e cerco di individuare i punti critici, le attrezzature che serviranno per le lavorazioni in macchina.
Infine, con un mio stretto collaboratore, lo disegnamo al computer e realizziamo il prototipo.
Questo viene a lungo testato dopodichè si passa alla produzione con l'arrivo delle finiture, i trattamenti e infine la colorazione a mano e l'assemblaggio. Un lunga strada.

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Mati ha avuto un grande successo con la Nazionale Italiana Femminile, ci racconti meglio come è andata?

La Nazionale femminile di Golf

La storia con la nazionale femminile è nata quando Roberto Zappa ha notato la Mati putters .
un giorno mi ha contattato, devo dire che la cosa mi ha lasciato senza parole, chiedendomi se fosse possibile far provare a lui e alle atlete i miei putters.
I primi test sono andati bene e adesso molte atlete usano Mati.
Sono delle ragazze fantastiche e si vede ancora in loro il piacere di giocare a golf. Vincono spesso e per me sono soddisfazioni enormi sapendo che hanno imbucato con un mio putter.
Comunque il merito è loro perchè sono un gruppo di ragazze straordinarie.

Sappiamo che sono entrati soci nuovi con apporto di capitali fresco, quali sono i progetti di sviluppo di Mati e quale sarà il suo futuro? 

Sì è vero, sono entrate due persone nella Mati che hanno voglia di fare qualcosa insieme, sono appassionati come me e hanno voglia di sviluppare nuove idee e progetti. Credo ci divertiremo.
Abbiamo già parlato di futuro e ragionato su nuovi sviluppi, vedremo.

Ora Mati non è più solo putters, Come sta andando la proposta dei nuovi wedges?

I wedges stanno andando bene e sono apprezzati da chi li ha già acquistati. E' comunque un settore difficile da penetrare in quanto è quasi mono marca, infatti Titleist in quel campo rappresenta da sola la stragrande maggioranza dei wedges venduti.
Credo che il nostro prodotto di punta resterà sempre il putter anche se non è detto che si possa allargare la produzione ad altro.

Da qualche tempo non esce un nuovo modello, quest’anno possiamo aspettarci qualche importante novità?

Tullia Calzavara, pluri campionessa di golf con il suo M.

In realtà  un nuovo modello è uscito da poco:  M 2.0
Una rivisitazione dell'apprezzatissimo M con una ridistribuzione dei pesi per una maggiore solidità e stabilità.
Comunque sì ... è praticamente finito il progetto per un nuovo blade che vedrà la luce a breve.

Un nuovo Blade Mati, non vediamo l'ora di provarlo! E sicuramente ne parleremo su queste pagine in anteprima.

Per qualsiasi informazione potete consultare il sito www.matiputters.com o cercare la pagina facebook dove Seliano in persona vi risponderà in pochi minuti.

Comunicato ufficiale: Dario Zanco Sponsor Tecnico Team Italy WAGC

Una grande partnership ai nastri di partenza.

Un altro prestigioso marchio del nostro Made in Italy sceglie di legare la sua immagine al WAGC. Dopo  Mati Putters, Acqua Mood, Caffè Costadoro, Orologi ZBros arriva anche Dario Zanco.

Il marchio di calzature artigianali e su misura diventa Fornitore Ufficiale del Team Italy  2018 WAGC.

I giocatori che parteciperanno al Mondiale Amatoriale a Johor Bahru vestiranno le splendide scarpe su misura prodotte per questa speciale occasione. Dario ci ha promesso la produzione di un modello dedicato all'evento.

La collaborazione sarà estesa a tutto il mondo Wegolfers.  Tutti gli iscritti alle Worldgolfers Series riceveranno dei voucher sconto per l'acquisto di scarpe su misura Dario Zanco. Sarà quindi possibile accedere al mondo della scarpa da golf su misura a condizioni privilegiate. Siamo molto felici di accogliere una realtà così prestigiosa tra i nostri partner. Confidiamo, attraverso il potenziale insito nel nostro Torneo più importante, di agevolare la conoscenza delle nostre eccellenze Made In Italy. Sicuramente la proposta di Dario Zanco è tra queste.  Potete ammirare la produzione di Dario Zanco, che non si limita solo alle scarpe da golf attraverso il sito ufficiale : www.dariozanco.com

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Tiger Vice Capitano giocatore? Per noi, può farcela!

Tiger Woods è stato nominato martedì da Jim Furyk, vice capitano per la Ryder Cup di Parigi.

Ma tutti sappiamo che l’obiettivo del campione americano è quello di essere presente come vice capitano giocatore.

Quante possibilità ha Tiger di farcela? Apparentemente nessuna se si guardano gli attuali risultati, ma in realtà molte. Più di quante immaginiate. 

Prima di tutto Tiger è sceso in campo solo in due tornei ufficiali (tre se si calcola l’Honda Classic iniziato oggi) dall’agosto del 2015.

Secondo, sebbene il Vice Capitano sia un ruolo ormai famigliare per il campione, nel 2016 ad Hazeltine tutto era diverso.

Il futuro professionistico di Tiger era ancora molto nero e in dubbio, in pochi avrebbero scommesso su un suo ritorno. Figuriamoci su una sua possibile vittoria.

Quindi il ruolo di vice capitano non giocatore era l’unico di cui potesse accontentarsi, dimenticando di poter giocare per la sua squadra.

Ora invece è tornato, forte come in passato. La vittoria manca è vero, ma siamo a febbraio e settembre è ancora lontano.
Tiger è solo 104esimo ranking Ryder Cup, ma a differenza del 2016, ha tutte le carte in regola per recuperare ed essere considerato una Captain’s Pick.

La strada è lunga, vero. Deve migliorare con il drive. Deve tornare a competere nella parte alta della classifica ma soprattutto deve vincere.

Però essere in campo questa settimana per il secondo torneo consecutivo (cosa che non accadeva da cinque anni) vorrà pur dire qualcosa, no?

Forse Furyk avrebbe potuto aspettare a nominare Woods, per vedere come sarebbe andata la sua stagione. Invece ha voluto agire immediatamente, perché avere un campione come Tiger vice capitano è troppo importante.

È infatti considerato il migliore e il più esperto nel creare gli accoppiamenti di foursomes e quattro palle, e l’ha dimostrato anche nel 2016.

“Lo voglio nel team a partire da adesso,” avrebbe dichiarato Furyk.

I vice capitani sono gli occhi e le orecchie del Capitano. Sono impegnati in campo più di lui, spesso bloccato sul tee della 1 per dare il benvenuto ai giocatori e per rispondere alle domande dei giornalisti.

Furyk dovrà valutare se l’impatto di Tiger come vice capitano sia più importante dei punti che potrebbe ottenere giocando.
Potrebbe ricoprire entrambi i ruoli, sebbene il capitano non ne sembra convinto.

“È possibile,” ha dichiarato. “Ma se questa sia la decisone migliore per la squadra, lo vedremo.”

Se Tiger dovesse giocare bene durante questa stagione, sarà difficile per Furyk lasciarlo fuori dalla rosa.
Siamo ancora a febbraio.

Il campione americano è tornato da appena tre tornei. Furyk lo sa, come sa che in un anno, tutto può cambiare.

Comunicato ufficiale: Monticello Lab e Wegolfers insieme.

Un altro accordo di Partnership importante a disposizione di tutti gli iscritti Wegolfers.

Il Golf è un gioco che prevede l’uso di attrezzatura unita alla tecnica del giocatore. In passato le scelte possibili, quando si trattava di acquistare i bastoni, erano necessariamente limitate, la differenza  la faceva la capacità personale del giocatore. Oggi la situazione è completamente differente. L’evoluzione dei bastoni e l’utilizzo di materiali innovativi consente ampie scelte. Allo stesso tempo il marketing delle aziende produttrici ci spinge continuamente all’acquisto della soluzione ritenuta perfetta.

Noi di Nextgolf siamo da sempre convinti  che sia fondamentale, per tutti i livelli di gioco, utilizzare un consulente esperto che ci aiuti a scegliere o, nel caso avessimo già scelto qualcosa che ci piace, ci aiuti a personalizzarlo sul nostro fisico, considerando la nostra capacità tecnica e analizzando i parametri del nostro gioco.

La nostra passione e il nostro divertimento non può prescindere da una consapevole scelta del materiale più adatto. Rimane importante la tecnica individuale, ma definire il bastone o la pallina corretta per le nostre potenzialità, è altrettanto determinante.

Siamo così orgogliosi di presentare questa nuova partnership siglata da Nextgolf con Monticello Lab, una realtà famigliare che ha dimostrato fin da subito una profonda attenzione e serietà nel lavoro. Avevamo avuto ottime recensioni prima di conoscerli e quando abbiamo visitato il loro Laboratorio ne abbiamo avuto conferma.

L’accordo prevede delle agevolazioni economiche per i Wegolfers, la presenza, in alcuni eventi delle Worldgolfers Series, dello stand di Monticello Lab, con la possibilità di controllare la propria sacca e cominciare un’ottimizzazione dei materiali. Inoltre una presenza sul Blog con articoli di approfondimento tecnico e la disponibilità a rispondere ai quesiti dei più curiosi.

Ancora una volta con noi solo i Partner migliori ! #weplaythebestgame

Diamo quindi il benvenuto alla famiglia Rean Trinchero e a Monticello Lab, il nostro Club Maker e Fitting Center di fiducia.

La seconda giovinezza di Lefty

Una stagione di grandi ritorni. Il ritorno di Tiger Woods sul PGA Tour. Il ritorno di Bubba Watson alla vittoria dopo due lunghi anni. E il ritorno di Phil Mickelson. Anche se, verrebbe da dire, Lefty non se n'è mai andato.

Non vince da cinque anni, è vero, ma i suoi risultati sono sempre stati ottimi e quasi decisivi nelle ultime due stagioni. Come dimenticare lo spettacolo messo in scena al The Open Championship 2016, quando combatté fino all’ultimo contro Henrik Stenson.

Impossibile cancellare dalla memoria anche il suo grande exploit alla Ryder Cup di Hazeltine, quando vinse ogni match singolo e contribuì nettamente alla vittoria americana.  

Insomma, Lefty sembra stia vivendo una seconda giovinezza e sia pronto per tornare finalmente alla vittoria.

Con il risultato di domenica a Riviera, Mickelson ha chiuso per la terza volta consecutiva nella top 6 del leaderboard. Anche se al Genesis Open, poteva finire molto meglio.

Lefty ha iniziato l’ultimo giro a Riviera con cinque colpi dal leader, ma dopo una serie di colpi incredibili e il birdie imbucato con il chip alla 12, si è trovato a un solo colpo da Bubba Watson.

Con il leader e Kevin Na dietro di lui qualche buca, Mickelson ha continuato la sua scalata in maniera aggressiva, cadendo poi nel bogey alla 15 e alla 16. Due colpi persi, che molto probabilmente gli sono costati la prima vittoria sul Tour dopo cinque anni di digiuno.

Ma come si dice in gergo, Lefty quella vittoria tanto sofferta la sta ‘maturando’. Sta componendo i tasselli del trionfo piano piano, torneo dopo torneo, avvicinandosi sempre di più alla meta.

Mickelson ha chiuso sesto domenica, quattro colpi dietro a Watson. Un risultato che insieme al secondo posto di Pebble Beach di settimana scorsa e al quinto posto nel Waste Management Open, porta Lefty a ottenere tre top sei per la prima volta dopo undici anni.

“Il mio gioco continua a migliorare,” ha dichiarato. “Sto giocando abbastanza bene da poter competere di settimana in settimana. Ora la differenza tra vincere e non vincere è fatta solo da un colpo qui o là. Ho trovato il mio gioco.”

Lefty ha anche sottolineato di aver notato dei progressi significativi sia nel putter che nel driver, colpi che l’hanno sempre preoccupato nelle ultime gare della scorsa stagione. E con l’arrivo del primo Major stagionale, è convinto che trasformare una top 10 in una vittoria sia necessario per renderlo più fiducioso e forte nel conquistare la sua quarta giacca verde.

“Penso sia importante per me, se voglio andare ad Augusta per cercare di vincere ancora, che io vinca prima del Masters,” ha affermato Mickelson. “Se non dovesse succedere, pazienza. Ma penso che sarebbe grandioso per il momento che sto vivendo, perché per vincere un Major devi giocare abbastanza bene da vincere anche un torneo.”

Tiger in campo anche all'Honda Classic

Tiger Woods è tornato in campo la scorsa settimana al Genesis Open di Riviera, senza però brillare. Ma soprattutto, senza riuscire a superare il taglio.

Ha lasciato un po’ l'amaro in bocca a tutti i suoi fan, intrepidi di rivederlo in azione dopo l’ottimo debutto al Farmers Insurance Open.

E forse, anche la stessa Tigre ne è rimasta delusa. Questo però non l’ha fermata, impegnandosi per un altro imminente torneo.

Come dichiarato dal PGA Tour, e poi confermato dal campione, Tiger ha deciso di partecipare all’Honda Classic di questa settimana sul percorso del PGA National a Palm Beach Gardens in Florida. 

Woods ha deciso di dare un grande segnale sul suo stato di salute, dimostrando come stia continuamente migliorando.

L'ultima volta che il campione americano partecipò a due tornei consecutivi fu nel 2015. In quell'anno, giocò prima il PGA Championship e successivamente il Wyndham Championship.

“Sono molto felice," ha dichiarato Tiger. "Sono molto emozionato. Avrei preferito avere due giri in più a Riviera per iniziare al meglio la settimana, ma così non è stato."

L'Honda Classic è un po' una seconda casa per Woods perché, oltre a risiedere nella vicina Jupiter, come in molti sapranno il torneo è organizzato dalla Tiger Woods Foundation.

Tiger, tornerà così all'Honda Classic per la prima volta dopo ben quattro anni. Era il 2014 quando lo giocò per l’ultima volta, un mese prima di sottoporsi all'intervento alla schiena. Qui a Palm Beach, non ha mai registrato grandi risultati. Il migliore fu nel 2012 quando ottenne un secondo posto dietro a Rory McIlroy.