Tiger supera il taglio e zittisce anche i più scettici

Vincerà e dominerà gli avversari. Soffrirà e avrà una ricaduta. Non supererà nemmeno il taglio, cercando di sopravvivere.

Quante frasi e quanti commenti abbiamo sentito prima del grande ritorno di Tiger. Ora non esageriamo e non ci sentiamo neppure sgarbati ad affermare: alla faccia di chi non ci credeva.

È il primo pensiero balzato alla mente di molti ieri a mezzanotte, quando i social si sono riempiti di foto di Tiger Woods esultante col pugnetto alzato. E, forse, l’avrà pensato anche lo stesso campione americano.

Tiger è tornato e ha superato il taglio al Farmers Insurance Open con un birdie alla buca 9 (sua buca 18). Ha raggiunto il primo importante obiettivo, ‘zittendo’ coloro i quali non avrebbero mai scommesso neppure un euro (o un dollaro) su di lui.

Il primo taglio superato dopo tre lunghi anni: l’ultima volta fu il 2015 al Wyndham Championship.

Dopo aver chiuso il primo giro in par con 72 colpi, Tiger ha dovuto lottare tutta la giornata di ieri per superare il taglio proiettato a -1.

E ci ha fatto tremare fino all’ultima buca.

È partito dalla 10 del North Course di Torrey Pines, un percorso che gli ha sempre dato soddisfazioni in passato.

Tutto è andato liscio fino alla 13, par 4 di 420 metri, che non dovrebbe dare problemi particolari ai professionisti.

Qui ha chiuso con un doppio bogey, portandosi a +2 per il torneo con ancora 14 buche da giocare.

Le sue prime nove sono continuate normalmente, con una fila di par fino alla 18, spesso realizzati grazie a ottimi recuperi con il gioco corto.

Alla 1, sua buca 10, si è scatenato: ha imbucato un eccezionale putter per il birdie da 15 metri, mandando la folla in delirio.

I birdie sono continuati anche alla 5 e alla 7, grazie a un gioco corto perfetto. Dopo aver segnato il bogey alla 8 (sua 17), Tiger è tornato in par per il torneo e aveva bisogno di un birdie al par cinque della 9 per poter superare il taglio.

Non ci ha pensato due volte, avvicinandosi persino all’eagle grazie al secondo colpo in green e al lungo putt tirato a pochi centimetri.

Così ce l’ha fatta, mettendo in campo un ottimo gioco corto, proprio quello che gli aveva dato del filo da torcere a dicembre durante l’Hero World Challenge.

Ieri è stato invece il gioco lungo, specialmente il drive, ad averlo messo in difficoltà. Tiger ha risposto così con sei up&down in sette buche fallendo solo al par tre della 8, in cui il chip lo ha abbandonato. È stato però un blackout momentaneo.

Sebbene la testa della classifica sia davvero lontana, con Ryan Palmer a -11 e Jon Rahm a -10, Tiger ha dimostrato di poter essere ancora competitivo anche dopo un lungo infortunio e anche a 42 anni.

Ma ciò che forse conta ancora più del taglio e del risultato, è il suo stato di forma. Tiger sta bene, non ha dato segni di dolore o di cedimento. Ha giocato due giri consecutivi senza problemi, senza lanciare a terra il bastone per gli spasmi alla schiena che l’hanno sempre tormentato.

Dopo due lunghi anni, perché il ritorno del 2017 è durato appena due tornei, possiamo dire che sia finalmente guarito. La fusione spinale pare aver funzionato, ridando al campione la forza di un tempo.

“Sono stati 12 mesi lunghi. Sono stato lontano per molto tempo,” ha affermato.

“È fantastico essere qui a competere e giocare. Sto ancora seguendo le mie sensazioni, ma ho solo bisogno di giocare di più.”

E se riuscire a giocare 72 buche consecutive sembrerà un’ovvietà per molti, per Tiger non lo è. È un trionfo.

Ora c’è ancora il weekend davanti. Senza pressioni ma soprattutto con il gioco dei primi due giri può solo fare meglio.

Noi, non vediamo l’ora di goderci lo spettacolo.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *