Rahm: lo spagnolo che domina sul PGA Tour

In pochi forse sanno chi sia, ma Jon Rahm in questo 2018 sta cercando di farsi conoscere e amare da tutti gli appassionati golfisti.

Classe 1994, il cognome Rahm potrebbe indurre in errore, pensando che il giovane professionista sia cresciuto come altri nel vivaio americano.

Invece no, perché oltre a Rahm il giovane Jon (senza h) si chiama anche Rodríguez. Proprio così, nato in Spagna più precisamente a Barrika, Rahm è cresciuto con il mito di Tiger, certo, ma anche di un certo Severiano Ballesteros.

Ha frequentato la Arizona State University ed è diventato professionista nel 2016, dopo aver dominato il World Amateur Golf Ranking per ben 60 settimane.

E ora, dopo aver regnato tra gli Amateur, Jon potrebbe ripetersi spodestando Dustin Johnson dal trono e diventando lui il re del Ranking Mondiale.

Ha aperto il 2018 nel modo migliore: posizionandosi secondo dietro a Johnson nel Sentry Tournament of Champions e vincendo il CareerBuilder Championship settimana scorsa al playoff.

Ora è secondo nel ranking a un passo da DJ ed è impegnato a difendere il titolo nel Farmers Insurance Open.

Questa settimana, visto anche il 68 registrato ieri, Rahm potrebbe diventare il nuovo numero 1. Ma per farlo deve rimanere concentrato e con i piedi per terra.

Infatti, dopo solo 24 ore dalla vittoria di domenica scorsa al playoff, Rahm era ancora in fibrillazione.

È giunto a Torrey Pines con l’adrenalina a mille e la testa che volava già troppo avanti, per uno sport imprevedibile come il golf.

Così si è preso un momento per calmarsi e per tornare alla realtà.

“Martedì avevo tutta la giornata organizzata ma il mio Manager si è accorto che ero troppo euforico e attivo. Allora mi ha detto che avevo l’adrenalina troppo alta e che dovevo concentrarmi su questo torneo,” ha dichiarato Rahm.

“Abbiamo cambiato la conferenza stampa, giocato nove buche e siamo andati via dal percorso il prima possibile per rilassarci.”

E sembra che fosse proprio quello che lo spagnolo avesse bisogno. Dopo un inizio di giornata relativamente tranquillo, con due bogey e tre birdie nelle prime 12 buche, Rahm ha ottenuto altri tre birdie chiudendo in 68 colpi e posizionandosi quarto.

Un risultato ottimo che continua a dimostrare come stia giocando il miglior golf della sua carriera.

Pensate che nelle ultime tre apparizioni, compreso il DP World Tour Championship di novembre a Dubai, Rahm ha chiuso rispettivamente primo, secondo e primo.

E se ancora non lo conoscevate, fidatevi… imparerete a farlo.

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