Henrik Stenson unica stella al Maybank Championship

Continua il giro del mondo dell'"European Tour" (il primo torneo in Europa è previsto a Maggio), che si sposta a Kuala Lumpur in Malesia per il Maybank Championship, torneo organizzato insieme all'Asian Tour e dotato di un montepremi di 3 milioni di dollari.

Nonostante il prize money simile ai tornei del desert swing, i giocatori di primissimo livello hanno preferito prendersi una settimana di riposo o  spostarsi sul PGA Tour e l'unica stella in campo sarà lo svedese Henrik Stenson, appena uscito dalla top 10 del ranking mondiale (nr 12).

Sarà al via anche il cinese Li Haotong che grazie alla vittoria della scorsa settimana è il diventato il giocatore più giovane tra i primi 50 al mondo (nr 32). Tra i favoriti del torneo troviamo Alexander Levy, Dylan Frittelli e l'austriaco Bernd Wiesberger, terzo lo scorso anno dietro ad uno scatenato Fabrizio Zanotti.

Nuovamente quattro gli italiani in campo; Manassero e Paratore chiusero al ventesimo posto lo scorso anno, Bertasio si piazzò in quarantunesima posizione mentre Edoardo Molinari (apparso in ripresa la scorsa settimana) non passò il taglio.

Il torneo non verrà trasmesso da Sky Sport, quindi dovremo accontentarci degli aggiornamenti e degli highlights forniti dal sito dell'European Tour.

FINALE MONDIALE WAGC: 20-27 OTTOBRE 2018 DESARU COAST

La notizia attesa da settimane è arrivata, questa volta rispettando i tempi dichiarati. L'organizzazione internazionale del World Amateur ci ha comunicato la sede esatta con Hotel e Golf Club e la settimana precisa in cui si svolgerà la World Final della ventiquattresima edizione del World Amateur Golfers Championship. 

Torneremo con il Team Italy in Malesia dal 20 al 27 di ottobre 2018. 

La sede , come già annunciato, sarà localizzata nella regione di Johor e precisamente nella località di Desaru Coast.  Alloggeremo nell'Hard Rock Desaru Hotel.

Spettacolari i Campi scelti, tra cui sono presenti quelli progettati da Ernie Els:

Els Desaru Coast, The Valley GC
 Els Desaru Coast, The Ocean GC
 Palm Resort Golf & Country Club, Allamanda GC
 Palm Resort Golf & Country Club, Cempaka GC

La gara sarà sponsorizzata dalla casa automobilistica Perouda, già presente lo scorso anno.

Grandi balzi in avanti per Tiger nell’Official World Golf Ranking

L’Official World Golf Ranking è stato aggiornato questa settimana con un giorno di ritardo a causa del playoff giocato ieri tra Jason Day e Alex Noren al Farmers Insurance Open. Ma quando è stato pubblicato oggi, ha rivelato delle novità davvero piacevoli.

Sia Jason Day che Tiger Woods hanno fatto degli importanti passi avanti in classifica. Anche se Tiger, più che dei passi ha fatto dei veri e propri balzi.

Il 23esimo posto, con cui ha chiuso a Torrey Pines al suo ritorno sul PGA Tour, gli ha permesso di guadagnare ben 108 posizioni. Ora il campione americano è 539esimo, il miglior piazzamento degli ultimi due anni. Certo non paragonabile agli anni d’oro trascorsi in vetta al ranking, ma è pur sempre un grande miglioramento.

Nel frattempo, anche Jason Day è migliorato di quattro posizioni, salendo alla decima. Il campione australiano era scivolato fuori dalla top 10 a ottobre, quando chiuse il WGC-HSBC Champions undicesimo. Noren è invece sedicesimo, migliorando così di tre piazzamenti.

Sale anche Rory McIlroy, che dopo il secondo posto al Dubai Desert Classic, si è guadagnato l’ottava posizione, rispetto all’undicesima di settimana scorsa.

A fare le spese della risalita di Day e McIlroy, sono stati Sergio Garcia ed Henrik Stenson. Il primo lo troviamo ora dodicesimo mentre il secondo, per la prima volta dal 2013, è tredicesimo fuori dalla top 10.

Ottime notizie anche per Francesco Molinari, che rimane in ventiduesima posizione.

Dustin Johnson, dal canto suo, è riuscito a mantenere la testa del Ranking per la 50esima settimana consecutiva, nonostante non sia nemmeno sceso in campo a Torrey Pines. Jon Rahm, ancora secondo, l’avrà certo fatto tremare nella serata di sabato, quando era a un colpo dal leader Noren. Poi domenica Rahm ha perso colpi, chiudendo addirittura ventinovesimo a -2 e lasciando un DJ indisturbato sul trono del Ranking.

La Tigre, intanto, sta ricominciando lentamente la sua risalita.

Le nuove Titleist Tour Soft: le più morbide di sempre

Titleist introduce le nuove palline Tour Soft che sostituiranno le precedenti NXT Tours e Tour S.

Le nuove palline sono dedicate ai giocatori che cercando un tocco dolce, grandi distanze e allo stesso tempo ottime performance nel gioco corto.

Caratterizzate dal nucleo più grande di tutte le palline Titleist (per tocco morbido e più distanza), le Tour Soft sono realizzate con una copertura sottile chiamata 4CE, formata da quattro materiali diversi.

La nuova copertura è estremamente sottile rispetto alle classiche coperture in uretano, dando ai giocatori più performance nel gioco corto e un tocco morbido all’impatto.

“Sapevamo che, basandoci sulle scoperte fatte nel settore di ricerca e sviluppo, c’era l’opportunità di realizzare palline dalle qualità performanti alte trasformandole nelle migliori della loro categoria,” ha dichiarato Michael Mahoney, vice presidente di Titleist Golf Ball Marketing. “Fondamentalmente, grazie al nostro processo di prototipi, siamo in grado di offrire tutto quello che vogliamo con le Tour Soft. Non si tratta solo delle palline più morbide sul mercato. Sono migliori e più lunghe delle Chrome Soft, delle TP5 e delle Tour B RXS.”

In aggiunta, le Tour Soft vantano un design di 342 dimple a forma di cubottaedri sfericamente piastrellati che garantiscono un volo della palla consistente e penetrante.

Titleist ha inoltre introdotto un nuovo modello migliorato di Velocity, perfetta per chi mette la distanza prima di tutto.

Saranno disponibili in nuovi colori, compreso il bianco, l’arancione e il rosa.

Le Velocity sono state ridisegnate con un nucleo LSX più morbido e veloce che da spin basso negli swing pieni e maggiore distanza.

La copertura è la nuova NAZ+ e anch’essa aiuta sia nella distanza che nella velocità. I dimple, invece, sono 328 dalla forma del tetraedro.

Importanti novità su Wegolfers.com

Un passo dopo l'altro la piattaforma aggiunge dei nuovi blocchi informativi.

Dopo il blog (partenza a razzo con statistiche importanti fin dai primi giorni) ecco in arrivo degli importanti upgrade.

Nel menù Gare abbiamo aggiunto il bottone "Calendario eventi passati" per la consultazione delle tappe già svolte. Preludio all'inserimento di informazioni aggiuntive sugli eventi trascorsi.

L' aggiornamento più importante riguarda la pagina Classifiche. Abbiamo infatti aggiunto due pulsanti che aprono la strada verso la lettura dei Qualificati ai Playoff, quindi tutti i possessori di Winner Status, e verso le classifiche del Wegolfers Ranking 2018. 

Ricordiamo che ottengono il Winner Status tutti i giocatori che si qualificano al primo posto di categoria (comprese quelle speciali) durante un evento del Wegolfers Tour o un evento WAGC. Nel caso questi giocatori siano iscritti alle WGS entreranno nei playoff, al peggio, con l'ESP (entry score playoff) del 25esimo in classifica. Nel caso invece questi giocatori non fossero iscritti alle WGS entreranno nei playoff obbligatoriamente con l'ESP del 50esimo classificato. Scegliendo di iscriversi alle WGS successivamente, perderanno il Winner Status. 

 


I nuovi link della pagina classifiche

Il Wegolfers Ranking 2018 ha finalmente la sua classifica.

I giocatori partecipanti a una tappa Wegolfers Tour possono guadagnare N€xt ( la moneta virtuale del Tour) classificandosi entro le prime 25 posizioni Lorde o Nette a categoria unica. I N€xt sono assegnati parametrandoli alla difficoltà della gara, denominata Strenght of Field (SOF). Lo SOF è calcolato in base al numero di partecipanti attivi alla gara (sono esclusi gli iscritti NON PARTITI). Lo SOF di giornata diminuirà o aumenterà sulla base del numero di iscritti rispetto allo SOF base ( 100 iscritti). Così una gara a cui partecipano 95 giocatori avrà SOF 95, mentre una gara a cui partecipano 110 giocatori avrà SOF 110.

I primi otto della classifica Scratch e i primi otto della pareggiata saranno invitati alla finale che si svolgerà in formula Match Play in un Resort italiano durante un long week end tra ottobre e novembre (data e sede in via di definizione e dipendente dalla data delle Finale World Amateur 2018).

Potete consultare la nuova pagina cliccando qui 

J.B. Holmes colpevole di gioco lento: 4 minuti e 10 secondi per uno shot

Mancano quasi cinque mesi all’Austrian Open, quando lo European Tour sperimenterà il tanto temuto Shot Clock.

50 secondi per il primo giocatore a tirare di ogni team e 40 per i successivi, sono questi i tempi dettati dal regolamento.

Per molti professionisti sono pochi, per altri addirittura tanti. Di certo per J.B. Holmes sono troppo pochi e chissà se proprio per questo preferirà dare forfait al torneo.

Il campione americano è stato protagonista di un brutto episodio di gioco lento durante l’ultima buca del Farmers Insurance Open, scatenando l’ira del pubblico e degli altri professionisti in campo.

Quando si parla di “slow play” nel golf di tutti i giorni, si rischia di finire a discutere perché spesso sono gli stessi “ritardatari dello swing” a non rendersi conto dei problemi arrecati ai compagni.

Lo stesso è successo ieri sul Tour: J. B. Holmes non si è nemmeno scusato. E di motivi per farlo ne aveva diversi.

Ci ha messo esattamente 4 minuti e 10 secondi per compiere un colpo sul fairway della buca 18. 4 minuti e 10 secondi.

Un tempo record, che va contro ogni regola del golf ma soprattutto contro l’etichetta.

Il verdetto del web e del campo è stato spietato. Colpevole certo, di aver distratto Alex Noren, con cui giocava, rischiando che perdesse la testa della classifica.

Colpevole di aver fatto passare il golf per l’ennesima volta come uno sport lento.

I fatti: Jason Day aveva già chiuso il suo Farmers Insurance Open con uno score di -10 e si trovava temporaneamente in testa con Noren.

Quest’ultimo era in fairway al par 5 della 18 del South Course di Torrey Pines, a 210 metri dal green.

E Holmes? Avrebbe avuto bisogno un eagle per posizionarsi in testa con i compagni e si trovava in fairway a 219 metri.

Per fare questo colpo al green ci ha messo 4 minuti e 10 secondi.

Secondo il PGA Tour Player Handbook e secondo le regole del torneo, ciascun giocatore ha a disposizione 40 secondi per effettuare un colpo.

Si possono aggiungere 10 secondi per diverse situazioni particolari, non applicabili a questo caso.

E pensare che Holmes ha impiegato 3 minuti e mezzo in più, per poi tirare il secondo colpo in rough.

Avesse fatto almeno eagle... Invece ha chiuso in birdie, posizionandosi quarto.

Alla domanda dei cronisti se si fosse pentito della sua ‘lentezza’ ha risposto: “No assolutamente. Stavo cercando di vincere e fa parte del gioco.”

Noren ha aspettato con pazienza senza batter ciglio. Anche se gli effetti sul suo gioco ci sono stati, visto il legno tre giocato dopo il green e il par salvato per andare al playoff.

Gli ultimi gruppi ci hanno messo sei ore per chiudere il torneo, causando così lo slittarsi del playoff a questa mattina.

Holmes non ha ricevuto alcuna penalità o rimprovero per quanto fatto. E visto il coraggio avuto nel proferirsi innocente, in questa domenica del Tour hanno perso un po’ tutti.

Dal golf agli arbitri, passando per gli stessi professionisti. Ma più di tutti lo stesso Holmes.

Molinari e Woods in campo insieme a San Diego

Non saranno in lotta per il titolo, ma saranno i giocatori con il maggior seguito di pubblico nella quarta giornata del Farmers Insurance Open; sul South Course di Torrey Pines Francesco Molinari, Tiger Woods e Hideki Matsuyama partiranno dalla buca 10 alle 8.15 locali (le 17.15 in Italia).

Nella domenica californiana i tifosi saranno ancora una volta tutti con Tiger, che dopo aver passato il taglio "on the number" ha recuperato 26 posizioni con un giro in 70 colpi grazie ad una prestazione straordinaria sui green nonostante pessimi colpi sia dal tee (solo 3 fairway presi) che con i ferri corti. Colpi di recupero e approcci spettacolari hanno entusiasmato la folla.

Molinari e Matsuyama sono giocatori di alto livello abituati a giocare con tanto pubblico, ma dovranno comunque adattarsi alla presenza di Tiger nel loro gruppo. Dopo un ottimo primo giro Chicco è sceso in classifica con due giri in 73 colpi dopo il 68 di giovedì e si trova in 44esima posizione insieme al giapponese Matsuyama, numero 5 al mondo.

In testa al torneo dopo 54 buche troviamo lo svedese Alex Noren (-11), con un colpo di vantaggio su Ryan Palmer; un torneo ancora apertissimo con 16 giocatori in 4 colpi, Jason Day e Justin Rose sono quinti a -8 e Jon Rahm è dodicesimo a -7; lo spagnolo vinse lo scorso anno con una gran rimonta nelle ultime 9 buche conclusa con l'eagle alla 18.

L'amaro di una sconfitta

Penso sia doveroso affrontare questo argomento: se una vittoria è parte di tutti, ancor più lo è una sconfitta.

Una sconfitta, che fa male in prima persona ad Elio e Lorenzo Vergari, coloro che hanno guidato il Piacenza Golf per 16 lunghi anni.

Una sconfitta che fa male al golf.

Una sconfitta che fa male a noi, operatori del settore.

Una sconfitta che dovrebbe essere di tutti i golfisti. Dico dovrebbe, perché, invece, questa sconfitta, sarà dimenticata prima della fine del mese.

Tanto, un posto vale l’altro. L’importante è pagare il meno possibile.

Cosa importa se il circolo ha dei costi…l’importante è avere il meglio al minor costo possibile.

Peccato che ci si dimentichi, che i costi di manutenzione sono sempre in aumento, e questa lotta al ribasso può solo uccidere il golf.

Questo ha contribuito a portare l’ennesimo cancello di un golf italiano, a chiudersi per sempre.

Fa male leggere su Facebook queste considerazioni di Lorenzo Vergari:

“Ho incontrato e conosciuto moltissime persone estremamente scorrette, opportuniste, arriviste, doppiogiochiste, provinciali. Ho avuto a che fare con concorrenti, che definire ottusi è un eufemismo.”

Troppo severo? Forse o forse no. Questo purtroppo però è anche lo specchio del mondo di oggi e inevitabilmente del mondo del golf.

Da operatore del settore, mi sento di comprendere a pieno il senso di sconforto e delusione di Lorenzo.

Da operatore del settore, quello che si sente girando i circoli italiani, fa male. Situazioni simili, situazioni in cui coloro che guidano i golf si fanno davvero, permettetemi di dire, un culo pazzesco. E soffrono, soffrono terribilmente.

Noi, da parte nostra, stringiamo la mano al Piacenza Golf per tutto il lavoro svolto in questi 16 anni, per tutto ciò che hanno fatto per il nostro magnifico sport.

Noi, non abbiamo un circolo o un campo pratica, ma non per questo è più facile.

Anzi, è spesso difficile. Difficile perché il golfista non è mai contento e perché noi essere umani dimentichiamo velocemente le cose buone.

È difficile perché non sempre hai a che fare con persone oneste: con un’etica e con una morale.

Fortunatamente, come continua nel suo messaggio Lorenzo:

“Grazie al cielo ho incontrato anche qualche persona, pochissime, dotate di buon senso, di onestà intellettuale, affidabilità e integrità morale.”

E soprattutto, il Golf è una cosa meravigliosa che deve darci la forza di continuare, nonostante tutto e tutti. Il Golf è il profumo dell’erba appena tagliata. Il Golf è la rugiada che di prima mattina ti bagna le calze. Il Golf è il suono del silenzio su un lungo fairway all’imbrunire. Il Golf vive, di vita propria. 

In bocca al lupo a Lorenzo ed Elio Vergari, che con il tempo questa ferita si possa rimarginare e possa darvi la forza per tornare a dare qualcosa al golf e a tutti noi.

Nel frattempo, rimbocchiamoci tutti le maniche per cercare di avere, come dice il nostro Filippo Motta, UN GOLF MIGLIORE.

Tiger supera il taglio e zittisce anche i più scettici

Vincerà e dominerà gli avversari. Soffrirà e avrà una ricaduta. Non supererà nemmeno il taglio, cercando di sopravvivere.

Quante frasi e quanti commenti abbiamo sentito prima del grande ritorno di Tiger. Ora non esageriamo e non ci sentiamo neppure sgarbati ad affermare: alla faccia di chi non ci credeva.

È il primo pensiero balzato alla mente di molti ieri a mezzanotte, quando i social si sono riempiti di foto di Tiger Woods esultante col pugnetto alzato. E, forse, l’avrà pensato anche lo stesso campione americano.

Tiger è tornato e ha superato il taglio al Farmers Insurance Open con un birdie alla buca 9 (sua buca 18). Ha raggiunto il primo importante obiettivo, ‘zittendo’ coloro i quali non avrebbero mai scommesso neppure un euro (o un dollaro) su di lui.

Il primo taglio superato dopo tre lunghi anni: l’ultima volta fu il 2015 al Wyndham Championship.

Dopo aver chiuso il primo giro in par con 72 colpi, Tiger ha dovuto lottare tutta la giornata di ieri per superare il taglio proiettato a -1.

E ci ha fatto tremare fino all’ultima buca.

È partito dalla 10 del North Course di Torrey Pines, un percorso che gli ha sempre dato soddisfazioni in passato.

Tutto è andato liscio fino alla 13, par 4 di 420 metri, che non dovrebbe dare problemi particolari ai professionisti.

Qui ha chiuso con un doppio bogey, portandosi a +2 per il torneo con ancora 14 buche da giocare.

Le sue prime nove sono continuate normalmente, con una fila di par fino alla 18, spesso realizzati grazie a ottimi recuperi con il gioco corto.

Alla 1, sua buca 10, si è scatenato: ha imbucato un eccezionale putter per il birdie da 15 metri, mandando la folla in delirio.

I birdie sono continuati anche alla 5 e alla 7, grazie a un gioco corto perfetto. Dopo aver segnato il bogey alla 8 (sua 17), Tiger è tornato in par per il torneo e aveva bisogno di un birdie al par cinque della 9 per poter superare il taglio.

Non ci ha pensato due volte, avvicinandosi persino all’eagle grazie al secondo colpo in green e al lungo putt tirato a pochi centimetri.

Così ce l’ha fatta, mettendo in campo un ottimo gioco corto, proprio quello che gli aveva dato del filo da torcere a dicembre durante l’Hero World Challenge.

Ieri è stato invece il gioco lungo, specialmente il drive, ad averlo messo in difficoltà. Tiger ha risposto così con sei up&down in sette buche fallendo solo al par tre della 8, in cui il chip lo ha abbandonato. È stato però un blackout momentaneo.

Sebbene la testa della classifica sia davvero lontana, con Ryan Palmer a -11 e Jon Rahm a -10, Tiger ha dimostrato di poter essere ancora competitivo anche dopo un lungo infortunio e anche a 42 anni.

Ma ciò che forse conta ancora più del taglio e del risultato, è il suo stato di forma. Tiger sta bene, non ha dato segni di dolore o di cedimento. Ha giocato due giri consecutivi senza problemi, senza lanciare a terra il bastone per gli spasmi alla schiena che l’hanno sempre tormentato.

Dopo due lunghi anni, perché il ritorno del 2017 è durato appena due tornei, possiamo dire che sia finalmente guarito. La fusione spinale pare aver funzionato, ridando al campione la forza di un tempo.

“Sono stati 12 mesi lunghi. Sono stato lontano per molto tempo,” ha affermato.

“È fantastico essere qui a competere e giocare. Sto ancora seguendo le mie sensazioni, ma ho solo bisogno di giocare di più.”

E se riuscire a giocare 72 buche consecutive sembrerà un’ovvietà per molti, per Tiger non lo è. È un trionfo.

Ora c’è ancora il weekend davanti. Senza pressioni ma soprattutto con il gioco dei primi due giri può solo fare meglio.

Noi, non vediamo l’ora di goderci lo spettacolo.

I nuovi Titleist Vokey SM7

I Wedge più popolari del PGA Tour, I Vokey SM6, verranno sostituiti dai nuovi Vokey SM7.

Costruiti con lo stesso centro di gravita progressivo del predecessore, che permette una performance elevata con tutti i loft, il design dei nuovi SM7 ha l’obiettivo di migliorare tre elementi importanti:

Per garantire una miglior versatilità in ogni colpo, gli SM7 sono disponibili con sei grind diversi:

Per aumentare il controllo della distanza e della traiettoria, gli SM7 sono caratterizzati da centri progressivi di gravità la cui posizione è in linea con la posizione dell’impatto di ciascun loft.

Quindi modelli con loft alti, hanno un centro di gravità più alto mentre modelli con un loft più basso hanno un centro di gravità basso.

Il design migliorato aumenta le sensazioni all’impatto per un controllo della distanza e tocco maggiore.

I wedge SM7 saranno disponibili in tre finiture diverse: Tour Chrome, Jet Black e Brushed Steel.

Non finisce però qui, si possono personalizzare in tutti i modi: dal grip allo shaft, dai rivestimenti in vernice alle incisioni.

I Vokey SM7 arriveranno sul mercato a partire dal prossimo 9 marzo.